JOSEPH GEARY.
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LA MALEDIZIONE DI SPIRA.
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Parte 1.
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Titolo originale: Spiral. 2003.
2006. Fanucci Editore, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Nicholas Greer  uno scrittore in crisi e in procinto di divorziare. La vita di Frank Spira, il controverso pittore alla cui biografia ha lavorato per sei anni (nel quale non  difficile leggere in tralice un ritratto di Francis Bacon),  divenuta per lui pi reale della sua stessa esistenza. Non appena finisce il suo libro, Nick riceve la notizia che uno degli amici pi intimi di Spira, Jacob Grossmann, un uomo sparito nel nulla ventisei anni prima,  ricomparso a Manhattan. Nick rintraccia Grossmann nella speranza di trovare in lui la risposta alle domande che lo assillano. Viene per inaspettatamente a sapere di un'opera di Spira che l'artista dovrebbe aver distrutto e che vale milioni. Ma un'ora dopo il loro colloquio, Grossmann viene assassinato
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A Sylvie.
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Ogni artista vuole gettarsi nelle fogne.
FRANCIS BACON.
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Lo scrittore.
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1.
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Fu Barb a scovargli Grossman, Barb a telefonargli nel cuore della notte. Era talmente fuori di s per la piega che avevano preso gli eventi da dimenticare la differenza di orario tra Londra e New York.
Inghilterra, piena estate. Le tre del mattino, nel buio di un seminterrato della West London. Una telefonata che cambia tutto. Pi tardi Nick cap che quello era stato il momento in cui la sua vita si era disintegrata.
Almeno se ne rende conto? chiese Linda a Nick, tornato sotto le coperte.
Era ubriaca. Sai bene che vita fa.
Linda si gir dall'altra parte, sbuffando irritata - certo che lo sapeva. Barbara Segal era una delle due riccone il cui indirizzo e numero di telefono avrebbe strappato volentieri dall'agenda di Nick, donne che lui aveva conosciuto intimamente nei sei anni in cui aveva lavorato alla biografia di Francis Spira. Non che Barb fosse cos ricca, almeno per gli standard di New York. Il suo appartamento nell'Upper West Side valeva al massimo 800.000 dollari, ma quarant'anni nel mondo dell'arte (aveva cominciato a scrivere per Artforum negli anni Sessanta) e la sua amicizia con alcuni celebri psicopatici fanatici e visionari della scuola d'arte di New York l'avevano lasciata con una mezza dozzina di rettangoli pieni di spruzzi e di macchie fra le mani, roba che ora valeva parecchio denaro. E poi c'erano gli Spira, sei in tutto, ritratti di lei alla fine degli anni Sessanta, due dei quali regali dell'artista.
Allora, che cosa diavolo voleva? chiese Linda.
Nick guardava fisso nell'oscurit, assorbendo a poco a poco l'urto delle notizie apprese da Barbara, che gli germogliavano nella mente.
Ha detto che ha visto Grossman bisbigli. Per strada.
Dopo aver ricevuto la legione d'onore per meriti artistici da Georges Pompidou nel 1971, Spira se n'era andato in giro, aveva incontrato un camionista algerino a Pigalle, e se l'era portato nella sua stanza al Crillon. Si era presentato all'inaugurazione della retrospettiva del Grand Palais con un labbro spaccato, che il trucco riusciva a mimetizzare solo in parte. Questa era la vita amorosa di Spira: torbida, libidinosa, ossessiva, piena di colpi di scena. Ma, con tutte le sue infrazioni, aveva avuto solo due legami fondamentali: Tony Reardon, il criminale di East End morto il mese in cui Frank aveva ricevuto l'onorificenza francese, e Jacob Nathaniel Grossman.
Nick si alz e rimase in piedi un momento accanto al letto, fissandosi i piedi. Era alto e snello, ma aveva le spalle larghe; le nocche delle dita delle mani e dei piedi erano quelle della madre inglese.
Ha detto di averlo visto per strada.
La testa di Linda era una macchia pi scura nel buio della stanza. Con quel taglio punk corto che le aveva fatto lui, sembrava quasi un ragazzo.
Ha le allucinazioni replic lei. Non c' da sorprendersi con tutto l'alcol che butta gi.
Nick si pass una mano tra i capelli massacrati, tirandoseli all'indietro. Negli ultimi mesi si erano tagliuzzati i capelli a vicenda, in linea con la determinazione di fare economia, e l'ultima impresa di Linda era stata particolarmente brutale.
L'ha visto per strada, per puro caso, e l'ha seguito.
Ma come poteva essere davvero sicura che fosse lui? Dopo tutto il tempo che  passato, deve essere...
Ha detto...
Gli sembr di risentire la voce di Barb, resa pi monotona dalla sbronza, leggermente impastata nella pronuncia delle consonanti. L'ho seguito, Nick. Un vecchio straccione. Lo so,  una follia. Ma non riuscivo ad andarmene. Abbiamo camminato per ore, credo.
Lo sapeva e basta continu Nick. Adesso tremava, rendendosi conto che la notizia era pazzesca, disastrosa. Sapeva chi era.
Infine trov il coraggio di dirlo: forse sarebbe andato a Manhattan.
Linda urt la lampada sul comodino, mentre cercava l'interruttore della luce.
La stanza rivel impietosamente i dettagli di un alloggio da morti di fame: una poltrona ricoperta di dralon segnata da bruciature di sigaretta, una stufa micidiale, fuori uso. Carte e libri ammucchiati tutto intorno come pile di piatti sporchi. Linda allung la mano per prendere le sigarette, ma poi si ricord che aveva smesso di fumare.
Nick, non abbiamo i soldi.
Lui chiuse gli occhi. Non era esattamente la verit. Linda invocava una delle loro pi oscure divinit domestiche. Entrambi erano ossessionati dai soldi, ne provavano orrore, cercavano di vivere come se non esistessero. Andavano avanti tranquilli per parecchio tempo, poi arrivava una bolletta da pagare e si facevano prendere dal panico; allora progettavano qualche sistema, tipo mangiare lenticchie per un mese o, se davvero volevano essere rigorosi, tagliare il consumo di vino.
Inoltre, Linda gli stava ricordando il Suo Sacrificio. Cinque anni prima aveva acconsentito che Nick, revisore di rendiconti finanziari per una rivista della City, continuasse a lavorare come collaboratore esterno; si era resa conto che lui non poteva scrivere il suo libro mantenendo un lavoro a tempo pieno. Aveva cercato di farlo con il primo libro, ma non aveva funzionato. Cinque anni prima si era detta d'accordo a mantenerlo per due anni, perch era convinta che questo l'avrebbe reso felice. Ma le scadenze si erano susseguite una dopo l'altra, due anni erano diventati cinque, e da parecchio tempo facevano ormai fatica a tirare avanti: noleggiavano videocassette invece di uscire, risparmiavano sul cibo, solo in rarissimi casi pagavano con la carta di credito.
E la sola ragione per cui Linda tollerava ancora la situazione era perch aveva intravisto la Luce in fondo al Tunnel quando, quattro settimane prima, Nick aveva consegnato il manoscritto alla casa editrice Curlew. Il pagamento delle settemila sterline al momento della consegna (l'altra met sarebbe stata saldata alla pubblicazione) aveva avuto un effetto calmante. L'idea di un possibile, ulteriore rinvio, di lei impegnata a sostenere altre spese, con la possibilit di finire di nuovo nel Tunnel per un po', non riusciva a sopportarla.
Grossman  morto gli disse, quasi supplicandolo. E la Vita  finita, Nick. Hai 900 pagine di bozze appoggiate sul tavolo del soggiorno. Si presume che tu le corregga e che le riconsegni all'inizio della prossima settimana.
Nick non riusc a tornare a letto.
Alle cinque era in cucina, a meditare e scarabocchiare appunti, quando Linda entr.
Non c' nessuna prova inconfutabile della sua morte le spieg. Un certificato di sepoltura o il rapporto di un'autopsia. Non  come con Reardon. Voglio dire, forse Grossman se n' andato in giro per tutti questi anni. E...
Alz gli occhi, e vide che Linda teneva in mano una fotografia. Anzi, due fotografie.
Allora, immagina, Linda. Nessuno sa nulla, perch lui... Che cosa l'ha fatto uscire dalla clinica o dov' stato tutto questo tempo? In pi c' Tangeri - tutta la questione della sifilide.
Nick, sei stato tu a tirar fuori questa storia. Tangeri, quell'episodio veramente squallido. L c'erano Oscar Nagel, Laverne Taubmann, e tu hai acquisito montagne di materiale da loro. E poi ci sono... ci sono Paul Mann, William Burroughs, Allen Ginsberg. C' il maledetto Cecil Beaton.
Ma stiamo parlando di Grossman precis Nick, alzandosi.
Si diresse verso il frigorifero, tir fuori il cartone del latte e, quando si volt, Linda era in piedi proprio davanti a lui e gli porgeva una delle due fotografie. Apparteneva a Cecil Beaton, e mostrava Spira e Grossman seduti all'ombra di una palma da dattero a Tangeri nell'autunno del 1960. Era stato in quel momento che Spira era diventato famoso per aver chiesto a Grossman che cosa avrebbe fatto ora che aveva perduto la sua bellezza; dall'espressione sul volto di Grossman, probabilmente la domanda era stata appena formulata. Un sole impietoso colpiva una striscia di peluria scura che si allungava dal naso, tagliando in due la bocca non pi perfetta, mentre Spira lo fissava, da qualche luogo oscuro dentro la sua mente.
Frankie. Distruttore e creatore. L'Anti-Mida.
Dunque?
Linda aveva la tendenza a rimanere con lo sguardo fisso quando era arrabbiata. Una piccola scheggia bianca era comparsa sopra l'azzurro velato dell'iride.
Dunque cosa? chiese Nick.
Dove  stata fatta?
Nick cerc di allontanare la fotografia, ma lei gliela tenne davanti.
Tangeri rispose alla fine. 12 ottobre 1960.
Tangeri... E dove di preciso? In spiaggia?
Di, Linda.
Davvero, lo vorrei sapere.
Sul lungomare sopra il porto. Avevano pranzato al Minzah, erano usciti con la macchina fotografica, una Box Brownie.
Linda annu, quasi sorridendo. Molto bene. E cosa mi dici di questa?
Venne fuori un'altra fotografia, una Kodacolor stampata su carta sottile. L'istantanea di una vacanza tremava leggermente tra le sue unghie mangiucchiate. Erano in piedi davanti a un vecchio muro di pietra, ciascuno con la propria bicicletta, rossi per la fatica. Il viso di Linda era come trasfigurato da un sorriso; aveva lineamenti semplici e squadrati, le borse sotto gli occhi come l'attrice Dianne Wiest. Gli occhi erano una caratteristica famigliare, ma Nick, la prima volta che li aveva visti, aveva pensato fossero il risultato dei dissoluti costumi europei.
Lui aggrottava la fronte sotto il sole cocente. Il leggero ispessimento del dorso del naso lo faceva sembrare pi rilassato di quanto fosse in realt. Poteva essere la Francia, poteva essere l'Italia. Oppure...
Alz gli occhi, si rese conto che era proprio quello il punto.
 la Vita spieg Linda, con un debole sorriso. La nostra Vita.

2
Due giorni dopo la telefonata di Barb, Nick era tornato a Manhattan, e guardava dalla finestra dell'appartamento della donna, al ventesimo piano, tra i listelli impolverati di una veneziana, sentendosi come uno di quei personaggi dei fumetti che corrono dritti fino all'orlo di un precipizio e si sentono in forma finch non guardano gi - gi' nel suo caso era il saldo della carta di credito, gi' era l'espressione sul viso di Linda quando le aveva detto che era indispensabile andare un'altra volta a New York - il suo ma certo' pronunciato in modo tale da sembrare molto pi duro di un rimprovero.
Non era riuscito a trovare un volo fino a domenica sera, e aveva avvisato Barb solo dopo essere arrivato in albergo domenica notte (Barb dimenticava sempre di attivare la segreteria telefonica, e si portava dietro un cellulare con la batteria scarica, come se fosse un portafortuna); a quel punto il suo incontro con Jacob Nathaniel Grossman era gi una cosa del passato. Ormai era luned e lei non aveva pi nessuna voglia di parlarne.
Era accaduto qualcosa. Qualcosa di abbastanza spiacevole da indurla a parlare di tutto fuorch della questione pi ovvia.
Dunque Linda  arrabbiata con te? chiese.
Nick diede un'occhiata alla stanza.
Perch sei venuto qui? insist Barb.
Scosse la testa. Crede che dovrei aver finito, ormai.
Attravers la stanza e and a sedersi su una poltrona bassa.
Barb, non voglio romperti le palle, ma sei stata tu a chiamarmi.
Barb volse il capo, emettendo un lungo sospiro e rabbrividendo; per un momento sembr persa nella contemplazione di un dannato rettangolo sulla parete opposta. Nick non aveva bisogno di guardarsi intorno per sapere di cosa si trattava. Era stato dipinto nel luglio 1968: 86x56, olio su lino grezzo - Barb a trent'anni.
A prima vista sembrava un errore, un tentativo compiuto in un attimo di violenta frenesia. Solo dopo un po', quando gli occhi riuscivano a mettere insieme tratti scanalati e sbavature, si poteva vedere davvero l'opera. Piani che si intersecavano tra loro come lame sembravano sul punto di staccarsi gli uni dagli altri. Il viso scomposto e ricostituito era impossibile, ma in un certo senso reale, pi reale della realt stessa. Il genio di Spira era questo. Strappava le cose, le rovesciava, e le restituiva all'osservatore palpitanti di vita.
Tre settimane prima un dipinto simile - stesso periodo, stesso soggetto, ma certamente non della stessa qualit - era stato venduto a Londra da Christie's per pi di 2 milioni di sterline.
Povero Jacob disse Barb, a voce bassa.
Lanci un'occhiata a Nick, unendo un sincero dispiacere con una piccola dose di qualcos'altro, la consapevolezza del suo fascino. Era la Barb autentica. Con quella luce, e con il trucco da Cleopatra, che prediligeva, avrebbe potuto passare per una cinquantenne o gi di l, ma per strada sembrava pi vecchia dei suoi sessant'anni.
Era, almeno secondo gli standard della maggioranza silenziosa, una riccona. Spiritosa, intelligente, aveva gi vissuto diverse vite eccitanti, ma non le bastava. Voleva esercitare ancora il fascino di sempre. Nick aveva capito subito che, in buona parte, sarebbero andati d'accordo se lui avesse riconosciuto il bisogno di lei di sedurre. L'aspetto pi difficile da sopportare era l'ostilit di Barb nei confronti di Linda, legata in un certo senso a tutto il resto, come se Linda (che lei aveva incontrato solo una volta) fosse, per quanto in modo indiretto, una rivale in fatto di sesso.
Barb port la sigaretta alla bocca facendo tintinnare un bracciale d'ambra, e strinse le labbra sul filtro.
Barb, se ti sei sbagliata, lo capisco. Dopo tutti gli anni trascorsi sarebbe perfettamente comprensibile. Tu stessa hai detto che era quasi notte.
Non mi sono affatto sbagliata.
Si rabbui. Si alz. Nick era riuscito a farla parlare, e lei era infastidita. Tentenn un momento, con la sigaretta davanti alla bocca, poi si diresse verso il mobiletto dei liquori. Nick la vide togliere il sigillo a una bottiglia di vodka, e versarsi mezzo bicchiere. Rimase ferma di fronte al mobiletto, bevve un paio di sorsi. Poi cominci a piangere.
Nick si alz.
Barb?
Va tutto bene. Afferr un fazzoletto di carta.  solo che vederlo dopo tutti questi anni, vedere come l'ha ridotto il tempo... Ti dico,  stato... Torn a sedersi sul divano, scuotendo il capo. Mi ha fatto capire quanto siamo invecchiati tutti.
Nick assent, in attesa di altre spiegazioni. Ma non ce ne furono.
Barb, venerd sera - cio, sabato mattina, eri sicura di quanto fosse importante questa cosa. Mi hai detto Vieni subito qui.'
Hai ragione rispose con aria malinconica. Non avrei dovuto spalancare la mia boccaccia. E ora tutti vogliono sapere del povero... Arricci il mento, e Nick pens che stesse per piangere ancora.
Tutti?
Le diede un buffetto con la mano. Non preoccuparti. Non parlo.
Ma perch? Che cos' cambiato, Barb?
L'ho visto, ecco cos' cambiato. Pi precisamente, lui ha visto me.
Sembr che rivivesse l'episodio mentre lo raccontava. Rabbrivid e mand gi un altro sorso di vodka.
Nick aspettava ancora, ma lei aveva detto tutto quanto aveva intenzione di dire. Lo stava facendo impazzire.
Allora... Era scontroso e ostile?
Barb gemette e appoggi la testa sul bordo del divano, con gli occhi chiusi.
Nick, Nick, Nick. Sei come... come un dannato rubinetto che continua a gocciolare. Capisci? Tutti questi anni. Penso sia una cosa straordinaria. Vuoi correre dietro a tutti i particolari, vuoi sapere tutta la storia con precisione; ma una volta tanto, non potresti smetterla?
Nick abbass lo sguardo sul taccuino. Aveva scritto GROSSMAN, in maiuscolo, e poi aveva tracciato un riquadro intorno al nome. Alcune linee nere si diramavano verso l'esterno.
Gli hai chiesto perch se n'era andato dalla clinica? le domand.
Barb port la sigaretta alla bocca e risucchi il fumo.
Sembrava malato? chiese. Su, Barb, che differenza fa se me lo dici?
Lei si massaggi le tempie, emise un lungo filo di fumo azzurro verso il soffitto.
Non aveva intenzione di dire nulla, a meno che lui non la spingesse a farlo.
Poi Nick ebbe un'idea.
Non gli mancava niente? chiese.
Allora Barb lo guard.
Il naso? aggiunse Nick. Qualcosa del genere?
Ma di cosa diavolo parli?
Be', aveva l'aria di un malato di sifilide allo stadio terminale?
Barb fece una smorfia, come se avesse inghiottito un sottaceto.
Jacob non ha la sifilide precis.
No? Interessante. C'era da aspettarselo, no? Se ce l'aveva Spira, intendo.
Chi lo dice che Spira ce l'avesse?
Nick sorrise. Conoscevano la risposta; il chi' in questione era la cosa pi vicina che avessero a un nemico comune. Si chiamava Martin Marion, ed era l'autorit riconosciuta' su Spira. Era venuto per la prima volta negli Stati Uniti nel '65 per collaborare all'organizzazione della grande retrospettiva di Spira al Guggenheim, e vi era rimasto per trent'anni, tra canap e gin fizz. Nella sola occasione in cui Nick l'aveva intervistato, il grand'uomo l'aveva trattato con disprezzo, ridacchiando alle sue domande, giudicate futili e banali.' Aveva insistito per spegnere il registratore e poi aveva rilasciato una serie di dichiarazioni demenziali, nessuna delle quali poteva essere utilizzata. In seguito, Nick venne a sapere che Marion si era riferito a lui come a quello scribacchino morto di fame.' Secondo Nick, la stroncatura di Eros tormentato, il resoconto di prima mano' della vita di Spira, pubblicato qualche mese dopo la morte dell'artista, sarebbe dovuta avvenire molto tempo prima.
Era in Eros tormentato che Marion per la prima volta aveva sviluppato la sua teoria della sifilide, ed era l che si era riferito a Barb come a una puttanella fanatica della Decima Strada', una definizione che lei non gli aveva mai perdonato. Nella successiva recensione del libro, Barb aveva criticato la sua ipotesi che la stranezza delle ultime opere di Spira dipendesse dagli effetti della sifilide, affermando che non ci fosse alcuna prova effettiva dell'infezione di Spira (per quanto circolassero allusioni e dicerie, che facevano ammattire Nick) e rilevando le somiglianze sospette tra lo scenario tracciato da Marion e il mito di Faust nel Dottor Faust, il famoso romanzo di Thomas Mann. La convinzione che la bravura artistica di Spira e il suo successo a livello mondiale dipendessero dalla malattia che gli stravolgeva il cervello, permettendogli di vedere cose che i comuni mortali non riescono a cogliere, l'avevano inserito nella pi grande tradizione dell'arte occidentale, al fianco di Mann, Goethe, Marlowe. E l'avevano anche collegato, in modo affascinante per chi amasse quel genere di cose (e fra questi c'erano tantissimi cultori di Spira), al diavolo stesso.
Marion si era vendicato di lei un mese dopo con un articolo che includeva il resoconto, quasi parola per parola, di un'intervista che lui avrebbe avuto con Spira nelle sue ultime settimane, in cui l'artista aveva, a sentir lui, ammesso la malattia, dichiarando che da trent'anni o pi non aveva la testa a posto.' Aveva anche confermato di averla contratta da Reardon, mentre vivevano a Tangeri un'esistenza dissoluta come quella dell'imperatore Caligola. L'articolo terminava con una stoccata, scritta nel pi pomposo stile di Marion:
Il fatto che Frank non abbia mai parlato in pubblico della sua malattia, e non ne abbia dato alcuna conferma o smentita, non stupisce affatto. N sorprende che certi presunti' amici debbano sentirsi amareggiati per non aver ricevuto le sue confidenze. Comunque, che abbiano scelto di costruire un gioco accademico sulla questione  assolutamente sconcertante; anzi, per la verit,  qualcosa di sconvolgente.
Il motivo per aver omesso la confessione di Spira in Eros tormentato era, ovviamente, un mistero, a meno di non condividere l'opinione di Barb: non era stata inserita perch Marion, a quel tempo, non si era ancora sentito obbligato a inventarla.
Nick guard Barb: l'espressione di lei si stava facendo pi dura.
Si tormentava i capelli secchi.
Jacob non ha la sifilide disse lei. Altrimenti sarebbe gi morto. O impazzito.
Forse ha preso qualche medicina fin dalle prime fasi della malattia.
Nick rimase in poltrona a osservare Barb che si guardava le unghie delle mani e ripensava a tutta la storia; una piega appena percettibile della bocca mostrava come assaporasse l'idea di conficcare un paletto nel cuore grasso di Marion.
Infatti se Grossman non aveva la sifilide, e non l'aveva mai avuta, era assolutamente improbabile che Frank ne fosse stato contagiato.
E con la sifilide ci sono sfumature di grigio continu, dandole una mano. Con la neurosifilide, per esempio...
Era terrorizzato disse Barb.
Jacob? Da cosa?
Da me. Non penso gli avessero detto che aveva una visita, e quando sono entrata nella sua stanza...
Chiuse gli occhi.
Cos' successo?
Scuoteva la testa, confusa, disorientata.
Eravamo amici spieg. Eravamo intimi. Quando  stato ricoverato in clinica, ero una delle poche persone che... Chiuse ancora gli occhi; una linea dura le incresp le sopracciglia fortemente segnate. E poi, ieri... quando mi ha visto. Gridava, urlava. Pensava... Non so, pensava che volessi ucciderlo.
Rabbrivid e si vers da bere. Per un momento nessuno dei due parl. Un veicolo dei vigili del fuoco imbocc la West End Avenue a sirene spiegate, preannunciando rovina e distruzione.
Forse... Nick esit, poi decise di parlare comunque. Forse  davvero malato, Barb. Quel tipo di psicosi... Ho letto tutto in proposito, come te, probabilmente...
Barb scosse la testa. No, era lucido, attento. Dopo tutto quel tempo sapeva esattamente chi ero. Ed era terrorizzato. In seguito, ho parlato con la donna che gestisce quel posto. Era sconvolta. Mi ha detto che non aveva mai visto niente di simile. Mi ha detto che Jack -  cos che lo chiamano l - era uno dei pazienti pi tranquilli. Tra l'altro, a dir la verit, mi guardava come se fossi una sorta di assassina prezzolata.
Forse con me sarebbe diverso.
Barb cercava ancora le sigarette.
Intendo dire che non mi conosce. Sono un perfetto...
Nella sua stanza c' una finestra disse lei, ignorandolo. si trova al terzo piano. Ha... ha tentato di uscire da l. Sembra... sembra ridicolo, ma  cos.  vecchio, Nick.
Ha ottantaquattro anni.
Normalmente l'ossessione di Nick per i dettagli faceva sorridere Barb, ma questa volta lei lo fiss e scosse il capo.
Un vecchio disse, strizzando gli occhi, la sigaretta spenta fra le dita. Si  arrampicato, ha cercato di arrampicarsi, urlando - si stava quasi strozzando, per il terrore. Penso si sia fatto male a una gamba.
Poi tacque, e per parecchio tempo restarono semplicemente seduti.
Nick allung una mano, ma Barb scosse il capo. Non voleva essere toccata. Lo guard, fissandolo solennemente con gli occhi tristi e scuri.
Si trova in un istituto di riabilitazione a Broome Street aggiunse. Il Delancey-Deere.

3
Il centro di volontariato Delancey-Deere era situato in un edificio marrone all'angolo fra Ludlow e Broome Street. Le imposte sbarrate con le catene coprivano le finestre sporche del primo piano. Nick sal i gradini e imbocc un corridoio che puzzava di disinfettante, poi segu una freccia di plastica illuminata, incrostata di insetti morti, fino all'accettazione, situata fra quattro muri ciechi, con una scrivania sepolta sotto una montagna di carte stropicciate. Un pupazzo morbido, forse di quelli della serie televisiva dei Teletubbies, era in bilico in cima a una targa, su cui si leggeva il nome LUCIA PIREZ, DIREZIONE.
La Pirez si rivel una minuta signora ispano-americana sui quarantacinque anni, che mostrava i segni di un pasto frettoloso intorno alla bocca. Quando Nick le rifer il motivo per cui era venuto l, si irrigid. Jack non stava tanto bene, rispose; anzi, per la verit, si stava riprendendo da una crisi'. Nick chiese se la crisi avesse a che fare con la visita di Barb, e la Pirez inizi a scorrere rapidamente le pagine di un'agenda da tavolo.
Certo, Barbara Seagull esclam, guardandolo. Lei la conosce?
 una critica d'arte. Era una critica d'arte. Era amica di Jack tanto tempo fa.
Amica, eh? Allora ne deduco che qualcosa deve essere andato storto, a un certo punto. A giudicare dalla reazione di Jack, voglio dire.
Jack, o Jacob Grossman, per essere precisi, ha lasciato una clinica ventisei anni fa. E da allora  scomparso.
Jacob Grossman? Vuol dire che  lui?
Certo. Il nipote di Freddy Grossman - il miliardario dei tessuti. Fece fortuna a Boston intorno al 1880. Jack ha ereditato una parte del suo patrimonio. Se l' goduta per un po'.
La Pirez scuoteva la testa.
Jack viene da una famiglia di ricconi?  sicuro che parliamo della stessa persona?
Il suo Grossman ha dei denti particolari?
Be', direi proprio di s.
La Pirez si spinse lontano dalla scrivania. Spieg che, chiunque fosse Jack, la visita della signora Segal l'aveva davvero sconvolto. Ha passato una notte terribile. Sono piuttosto riluttante a...
Signora Pirez, le sarei molto grato se mi offrisse la possibilit di parlargli. E sarei pi contento se lei fosse presente. Se le sembra che Jack cominci ad agitarsi, smettiamo subito.
In fondo al pianerottolo, una porta si chiuse sbattendo. Seguendo i passi frettolosi della signora Pirez sul linoleum azzurro, Nick fece attenzione a tutti i dettagli, sentendosi leggero, quasi privo di peso, rinvigorito, adesso che era di nuovo dentro la Vita; per il momento, non pensava alla sua casa o a Linda.
Si fermarono davanti a una porta segnata dalle impronte dei calci. La Pirez buss una volta, gir la maniglia, spinse in avanti il battente.
Nick osserv tutto con una sola occhiata: il letto singolo, i pantaloni appoggiati allo schienale della sedia, il lenzuolo ripiegato come un guanciale perch il vero guanciale era troppo sporco, il lavabo con la saponetta verde, lo specchio da muro incrinato.
Un uomo anziano era accasciato su una sedia a rotelle davanti a un muro di mattoni dipinto. Portava un collare ortopedico e aveva la gamba destra ingessata.
Jack?
Sollev la testa, ciondolando.
La Pirez avanz fino a fermarsi di fronte al vecchio. Poi si sporse in avanti, sorridendo, e gli parl come si parla a un bambino.
Jack, hai riposato un po'? C' una visita per te.
Diede un colpo con il piede a una specie di freno, e spost la sedia.
Se non fosse stato per i denti, poteva essere chiunque, e di certo non somigliava a nessuna delle versioni di Grossman viste da Nick fino ad allora. La bocca, che aveva ispirato un gran numero di dipinti di Spira, era aperta, storta e flaccida; le labbra secche e screpolate. Un paio di lenti quadrate, macchiate, gli proteggevano gli occhi torbidi. Una linea scura scendeva da un occhio fino a raggiungere l'angolo della bocca, dove diventava una piega profonda. Sembrava fosse appena uscito dal letto, che avesse dormito per gli ultimi ventisei anni, e che non si fosse aspettato di venire disturbato.
C'erano soltanto loro tre, pi il registratore acceso, posto su un tavolino segnato dalle bruciature delle sigarette. Oltre la finestra aperta, un temporale era in arrivo. In seguito, la Pirez avrebbe fatto una copia della registrazione. Questi erano i patti.
Nick esord parlando della Vita, cerc di scherzare sul tempo impiegato per scriverla, disse che era un colpo di fortuna enorme imbattersi in Jack in quel modo, incontrare finalmente la persona che aveva avuto un ruolo tanto importante nella vita di Spira. Mentre Nick parlava, Jack si agitava sulla sedia - guardava la Pirez di sottecchi, si grattava la barba. Era difficile dire quanto comprendesse.
La Pirez spieg come il visitatore' fosse venuto apposta dall'Inghilterra solo per vederlo, solo per il suo libro. Non avevamo idea che tu fossi un pezzo grosso, Jack.
Jack si copr gli occhi con la mano tremante.
 la luce? chiese la Pirez. Si alz e tir con forza una delle tende. Al piano di sopra, si sent un urlo prolungato.
Non si preoccupi disse lei, dando un'occhiata a Nick. Si tratta solo di Anton.
Nick si schiar la gola. Jack? Barbara Segal mi ha raccontato di ieri. Le dispiace davvero molto averla turbata.
Jack continuava a guardare la Pirez.
Mi ha pregato di riferirle questo prosegu Nick. Non avrebbe voluto turbarla per nessuna ragione al mondo.  rimasta cos... be', cos sorpresa, cos contenta di vederla dopo tanto tempo.
Jack cominci a tormentarsi il viso con le unghie. C'era una fila di segni irregolari un paio di centimetri sotto il labbro inferiore.
Mi ha raccontato di quando era ricoverato nella clinica del New Jersey e lei veniva a trovarla.
Jack si spinse in avanti sulla sedia, mormor qualcosa che Nick non cap.
Fuma pure, se vuoi disse la Pirez con gentilezza.
Jack armeggi alla ricerca delle sigarette, e tir fuori uno Zippo malridotto. Nick lo osserv mentre accostava la fiamma alla punta della sigaretta, con le maniere ostentate di un gran signore.
Nessuno ha mai saputo dove fosse andato continu Nick. Tutti hanno pensato che dovesse esserle accaduto qualcosa. E poi... Be', all'improvviso, ecco che compare per strada.
Jack tir fuori la punta della lingua per sentire il filtro, mentre lo avvicinava alle labbra.
Dov' stato, Jack?
Gli occhi cisposi, socchiusi, lanciarono un'occhiata furtiva. O forse sonnecchiava soltanto.
Si  alzato e se n' andato via. Tutto qui disse Nick. Non si  nemmeno messo le scarpe.
Quanto tempo fa? chiese la Pirez.
Nick si mise comodo sulla sedia. Ventisei anni rispose. Ventisei anni fa Jack  sparito.
La Pirez continu a scuotere il capo. Ovviamente non riusciva a credere che qualcuno con l'esperienza e la cultura di Jack fosse finito cos. Jack aveva cominciato a toccarsi il labbro inferiore, spingendo un dito sulle gengive.
Per quale motivo era ricoverato in quella clinica? domand la Pirez a Nick, come se Jack non stesse pi ascoltando.
Cocaina - vero, Jack? Benzedrina. Alcol. Aveva diversi problemi di salute in quel periodo.
Bussarono alla porta: uno degli inservienti chiedeva della signora Pirez. Lei imprec a bassa voce, si scus e lasci la stanza, chiudendo la porta dietro di s.
Il movimento dell'aria fece spostare le tende della finestra aperta. Jack era seduto, accasciato sul braccio sinistro, con gli occhi fissi sul registratore.
Sono curioso di sapere del maggio 1972 disse Nick. Che cosa l'ha indotta a scappare, Jack? Che cosa le ha fatto lasciare la clinica in quel modo?
Il nastro del registratore avvolse almeno mezzo metro di silenzio.
 stato...?
Tu-pensi-di-potermi-imbrogliare?
Era come se qualcun altro fosse entrato nel suo corpo. Jack alz la testa, fissandolo con le mascelle serrate.
Non sto cercando di imbrogliarla, Jack.
Jack spinse la lingua contro il labbro inferiore, facendo rizzare i peli della barba.
Perch cercherei di imbrogliarla, Jack? In che modo?
Jack mosse la mascella, masticando la lingua nascosta.
Il mio unico interesse, continu Nick il mio unico desiderio,  di darle il posto che merita nella biografia. Tutto quello che cerco di fare ...
Tu-pensi-che-non-ho-occhi?
Le parole gli uscirono calibrate e ostili, come se stesse lentamente sguainando una spada.
Sono sieropositivo. Lo sapevi, Greer? Sono sieropositivo, e mordo. Trasse un respiro, poi un altro, gonfiando il petto.
Jack, non sono qui per...
Ti mordo quella tua faccia fottuta!
Jack fece un brusco movimento all'indietro e Nick si scans.
Quando si raddrizz di nuovo, Jack era fermo sulla sedia, e respirava forte. Perci non pensare di metterci le mani sopra sput.
Nick sistem il registratore e controll che funzionasse.
Jack, non so di cosa lei stia parlando.
La Pirez torn nella stanza e, di colpo, Jack fu di nuovo tranquillo, di nuovo assente, mentre i suoi occhi la seguivano finch non torn a sedersi. Sembrava che la Pirez si fosse rotta l'unghia del pollice.
Dalla strada rimbomb un tuono.
La Pirez chiese come andava e poi vide l'espressione sul volto di Nick. Greer? Tutto a posto?
Nick si rese conto che stava tremando.
S. Stavamo, stavamo parlando di... Guard Jack, non sapeva di cosa diavolo stessero parlando. Jack?
Tu lo sai disse Jack. Sei tu quello venuto apposta dall'Inghilterra.
Nick deglut e fu sorpreso di sentire le sue orecchie schioccare.
Jack si volt per guardare in faccia la Pirez.  qui per il dipinto. Come la Segal. Non la smetteranno finch non lo avranno.
Nick si spinse in avanti sulla sedia.
Il dipinto? chiese la Pirez. Quale dipinto?
Diglielo, disse Jack rivolto a Nick. Dille dell'Incarnazione.
L'Incarnazione? ripet la Pirez. Che cos'? Qualcosa che ha dipinto quel tizio, Spira? Stavate parlando di quello? Il dipinto di Spira? Il dipinto di Tangeri?
Nick scosse la testa. Quel dipinto  stato distrutto dichiar.
Sul volto di Jack comparve un'espressione di grande perplessit. La lingua spinse contro il labbro inferiore.
Spira ha distrutto il dipinto? domand la Pirez.
Nick annu, si spost sulla sedia, cercando di escluderla dalla conversazione.
S. O  un'informazione sbagliata, Jack?
Ma Jack si era di nuovo tirato indietro e, osservandolo in quel momento, era difficile credere alla veemenza di poco prima: non pensare di metterci su le mani. Si toccava ancora il labbro inferiore.
Perch lo ha distrutto? chiese la Pirez.
Non voleva stare zitta.
Spira cerc di lavorare a Tangeri, spieg Nick, irritato, guardando negli occhi Jack ma non ci riusc - forse a causa della luce, o della sua vita sessuale, o della droga; probabilmente a causa di tutte queste cose insieme. L'unico lavoro rimasto di quel periodo era un paesaggio dipinto nel 1957, che pensava di distruggere. Invece fu recuperato dal suo bidone dell'immondizia ed esposto a Londra otto anni dopo. Spira trov per caso il dipinto in una galleria di Cork Street nel maggio del 1965. Lo compr per 50 mila sterline, lo port fuori e lo calpest sul marciapiede fino a farlo a pezzi.
Cosa?
Non lo riteneva degno di lui. Tangeri fu un brutto periodo per Spira, l tocc il fondo.
Jack ridacchi. Sai tante cose, disse, con un'occhiata torva.
Nick scroll le spalle. Ho fatto un lavoro di scavo per sei anni, Jack. Ho parlato con un mucchio di gente. Ma sarei il primo ad ammettere che Tangeri rimane... be', forse mi pu dare una mano. Lei era l, dopotutto.
La Pirez si gir sulla sedia. Eri l, Jack? In Africa?
Jack arriv nel 1960 spieg Nick. Si trasfer da Spira dopo che il suo altro amico se n'era andato.
All'accenno all'altro amico, dal volto di Jack scomparve il sorriso. Non voleva sentir parlare di Reardon.
L'altro personaggio prosegu Nick, sondando il terreno e fiutando un'apertura. Era quella che si definirebbe una cattiva influenza. Non  vero, Jack?
Jack afferr i braccioli. Ti succhio il cazzo per un pacchetto di Lucky.
Jack! La Pirez schiocc le dita, irritata.
Puttana succhiacazzi!
Jack, sai che non tollero questo modo di parlare.
Tony Reardon disse Nick. In un modo o nell'altro pose fine al processo creativo. Ecco perch non accadde nulla, a Tangeri.
Jack aggrott la fronte, fiss Nick sopra il bordo degli occhiali. Ma anche se poco prima aveva lasciato capire di non essere d'accordo, non disse nulla.
E l'Incarnazione, aggiunse Nick, ormai incapace di fermarsi, con la voglia di travolgere Grossman, di spazzarlo via il dipinto in seguito noto come l'Incarnazione, in realt era probabilmente una Madonna con bambino, una grande tela, quasi certamente cominciata e poi abbandonata nell'ottobre 1957.
Date disse Jack a voce bassa. Nomi. Luoghi.
Fatti dichiar Nick. Spira scrisse una lettera al suo agente, Quentin Blair, datata 7 ottobre, in cui chiedeva a Blair di anticipargli una certa somma come pagamento di quattro lavori che stava per completare, uno dei quali era una grande tela di soggetto religioso. Nessuno di quei lavori venne mai consegnato.
Jack sorrise, fumando la sigaretta.
Dunque mentiva? chiese la Pirez. Al suo agente?
Nick mantenne lo sguardo fisso sul volto di Jack. Non era insolito per Spira - specialmente in quel momento della sua carriera - spillare denaro al suo agente promettendo lavori che non aveva nessuna intenzione di consegnare. Non era la prima volta che scriveva una lettera di quel tipo. Un'amica di Spira, Laverne Taubmann, allora a Tangeri, ricorda una grande tela che eccitava Frank, un imponente dipinto rosso, con due figure racchiuse in una sorta di riquadro. Forse era la Madonna con bambino. Nel qual caso,  stato l'unico lavoro religioso mai concepito da Frank.
E questo dipinto chiese la Pirez adesso avrebbe, diciamo cos... un certo valore?
Nick si gir a guardarla. Un piccolo ritratto di Spira  stato venduto per pi di tre milioni di dollari un paio di settimane fa.
La Pirez emise un debole fischio.
Ma naturalmente l'Incarnazione non esiste disse Nick e, non appena ebbe pronunciato quelle parole, si rese conto di essersi sbagliato. Forse non si era sbagliato, per cap di trovarsi in una posizione tale da non potersi permettere di essere cos categorico. Erano inciampati in una zona della Vita piena di lacune, vuoti e incertezze. Tangeri, una citt costruita sulla sabbia, sembrava generare storie senza fondamenta e fatti spuri. Nonostante il calore della stanza priva di ventilazione, Nick sent improvvisamente freddo. Mentre la Pirez gli diceva qualcosa, lui pensava a un altro avvenimento di quel periodo pieno di ombre. Il furto nell'appartamento in rue d'Angleterre. Era successo nel gennaio 1960, poco prima dell'arrivo di Grossman, e per questo motivo Reardon se n'era andato.
Nick si rese conto dello sguardo pieno di disprezzo di Jack.
Parli di fatti disse, esalando fumo. Ma che cosa sai dei fatti? Sei come un... Afferr l'aria con le sue unghie gialle. Sei come un tizio perso nei boschi. Un uomo perso nei boschi. S, s. Certo che s. Mi ritrovai per una selva oscura1.
Pronunci le parole quasi cantando, come se recitasse una filastrocca con voce carezzevole.
L'Incarnazione fu rubata dall'appartamento di Spira? chiese Nick.
Rubata?
S.
L'ipotesi doveva essere divertente, per quanto Nick non avesse idea del perch. Jack premette una mano contro la bocca e sogghign. Sbarr gli occhi, cercando di trattenere la risata.
Qualcosa  stato rubato prosegu Nick, esasperato. Qualcosa di importante.
Jack si agit sulla seggiola.
Immagino che Spira decise di non parlarne con lei aggiunse Nick.
Il movimento ondeggiante cess. Frank mi diceva tutto.
Ma davvero? Le disse anche che aveva la sifilide? Gli era uscita di bocca quasi senza che se ne rendesse conto. Nick alz le mani. Mi dispiace, Jack. Non ... Non lo so con certezza. Non  un dato di fatto. Ma ora si stava confondendo, sembrava proprio un idiota.
Frank non aveva la si-fi-li-de disse Jack, con gli occhi scintillanti.
Tre mesi prima di morire, Frank disse a Martin Marion che non aveva avuto la testa a posto negli ultimi quarant'anni a causa del Treponema, lo sapeva? L'agente patogeno, il virus? A quanto pare, aveva seguito una cura da qualche parte in Svizzera. Marion lo scrisse in ARTnews dopo la morte di Frank. Sostenne che Frank probabilmente si era ucciso perch aveva paura di quello che la malattia gli avrebbe fatto.
Jack sembrava sbalordito. Questo ha detto? A Marion?
Secondo Marion, s. Gli confess che era stato Tony Reardon a contagiarlo.
Jack spalanc gli occhi, con aria sognante. Ma, come mai allora...
Come mai cosa?
Come mai io non ce l'ho?
Nick guard la Pirez, ma lei ricambi lo sguardo con una scrollata di spalle. Di certo non aveva alcuna idea in proposito.
Forse lei  fortunato disse Nick. O forse... Controll i suoi appunti. Non sono un medico, Jack, ma, be', ci sono diverse sfumature in questo male.
Jack scosse la testa. Non ci voleva credere.
Di sicuro Reardon ce l'aveva dichiar Nick. E che l'avrebbe trasmessa lui a Frank. Per quanto riguarda la malattia - non so se ne  al corrente, Jack, ma ci sono diversi stadi. Prima, c' una specie di ulcera nel luogo dell'infezione.  probabile che chi  contagiato non se ne accorga nemmeno. Poi, nell'arco di due mesi, si manifestano i primi sintomi, la febbre. Si verifica la tipica eruzione cutanea color rame. Ha qualche ricordo...?
Adesso Jack era molto tranquillo. Un'eruzione cutanea? chiese.
Tony Reardon raccont il fatto a un amico, Paul Mann. Mann lo riport in una lettera. Lo sfogo pruriginoso di Reardon. Fatti, Jack. Date e nomi. Reardon era stato quasi certamente infettato entro il gennaio del 1958. Questo vuol dire ricostruire eventi molto lontani nel tempo, ma l'opinione prevalente in proposito  che Reardon forse  stato cos stupido da ricorrere a qualche trattamento sul posto per l'infezione. Presumibilmente su consiglio di Spira. Sembra pi che probabile che abbia usato qualche preparato a base di mercurio.
Mercurio?
S.
Mercurio. Jack si port le mani al viso. Mercurio? ripet a voce bassa. Mercurio?
Trattamenti con pomate al mercurio erano ancora piuttosto comuni in Marocco a quel tempo. Anche dopo che in Occidente si era cominciato a utilizzare gli antibiotici.
Jack si tolse gli occhiali e si copr gli occhi con la mano sinistra. Le unghie sembravano di corno - gialle con grosse lacerazioni in lunghezza. Trasse un lungo respiro, poi un altro, e rabbrivid. Mercurio? chiese. Reardon prendeva... Cosa? Prendeva il mercurio?
Nick guard la Pirez di traverso. Be', come ho detto, questa  una storia di tanto tempo fa. Non ci sono testimonianze mediche, o almeno non sono riuscito a trovarne.
E allora...? Come fai a sapere queste cose?
Dopo il furto nel gennaio 1960 - proprio una settimana prima che lei arrivasse - Spira e Reardon ebbero una discussione al bar dell'hotel Maniria. Spira accus Tony di non aver chiuso a chiave l'appartamento, e Tony rispose che non c'era da stupirsi se stava perdendo la memoria, con tutto il mercurio che aveva in corpo. Fu cos che cominciarono a darsele di santa ragione. I presenti dovettero intervenire per separarli.
Jack emise un lamento debole e smorzato. Era come se avesse cozzato contro un ostacolo e ne fosse uscito a pezzi. Si sporse in avanti, poi con grande fatica si alz in piedi.
Oh, Ges esclam. Ges addolorato. Ges santissimo.
Anche la Pirez si alz. Jack?
Jack and ad aggrapparsi al lavabo, emettendo un rapido suono sommesso con le labbra.
Jack, stai bene? chiese la Pirez. Vuoi che smettiamo?
Jack osserv la sua immagine riflessa, mentre le labbra si muovevano furiosamente. Poi si calm.
S rispose, e piegandosi all'indietro, sbatt la faccia contro lo specchio.
1 In italiano nel testo.

4
Cosa ha fatto? domand Henry.
Nick era seduto sul letto della sua stanza d'albergo e si guardava la mano fasciata. Premeva il telefono contro l'orecchio. Era ancora un po' sconvolto, nonostante avesse camminato per tutta Broadway sotto la pioggia.
Ha sbattuto la faccia contro lo specchio.
Mentre lo diceva, rivedeva e risentiva la scena - il rumore, uno schianto nauseante, doveva essere stato il setto nasale di Jack. Lo specchio si era frantumato in due grossi frammenti. Era successo tutto cos in fretta, e Jack aveva agito in maniera cos furiosa e disperata, che quando Nick e la Pirez lo avevano afferrato, ormai aveva combinato un grosso guaio. Buttava sangue da un taglio che andava dall'attaccatura dei capelli fino alla carne tra le sopracciglia. Nick gli aveva infilato entrambe le mani nel collare ortopedico e aveva tirato. Erano caduti tutti e due per terra. Per un momento avevano lottato, mentre la Pirez gridava: Leroy! Leroy! Poi Grossman aveva morso Nick.
Ha sbattuto la... Ma perch, per l'amor di Dio?
Nick scosse il capo. L'espressione di Henry, per l'amor di Dio', sembrava quasi una debole trasmissione dal mondo alieno di Hampstead. Nick l'aveva chiamato a casa, l'aveva intercettato subito prima che andasse a letto. Il suo agente voleva sapere perch, solo quattro settimane prima che il libro andasse in stampa, era scomparso dalla faccia della terra.
Non ne ho idea, Henry.  stata una cosa completamente folle. Stavamo parlando di Reardon. Della sifilide, del mercurio che lui aveva preso, e Grossman ha dato fuori di matto. La donna che gestisce quel posto ha chiamato un addetto alla sicurezza. Be', eravamo per terra. E quel maledetto mi ha morso la mano.
Sollev la fasciatura alla luce cupa della sera. Te lo immagini? Il becco di un Corvo piantato nella mia carne.
Stai bene?
Mi fa male.  un morso. Non che i suoi denti si siano serrati, o roba del genere, ma...
Ma cosa?
Apparve un debole bagliore intermittente. Nick guard attraverso la finestra. I lampi giocavano a nascondino all'orizzonte. Il cielo sembrava fosco e minaccioso, dalla parte del parco.
Henry?
S, sono ancora qui, vecchio mio.
Grossman mi ha detto di essere sieropositivo.
Henry si mise immediatamente tranquillo.
Devo chiamare il direttore della clinica. Forse sa se  vero o no.
Per i successivi dieci minuti Nick cerc di descrivere il suo incontro con Grossman, ma il racconto era cos sconnesso e alla fine cos drammatico che continu a fare pasticci, infognandosi nei dettagli e nelle loro maledette implicazioni senza fine.
Mi sento incastrato... Si lasci cadere sul letto.  un disastro, Henry, un disastro totale. Le bozze sono a casa, sul tavolo della cucina. Linda minaccia di andarsene se non chiudo questa faccenda, e adesso c' tutto questo nuovo... materiale.
Andarsene? Davvero ha minacciato di andarsene?
Abbiamo avuto una brutta lite in cucina, sabato mattina.
Be', non va... ovviamente non va bene. Ma credo che torner di buon umore sentendo di New York.
Sentendo cosa di New York?
La Crucible Press si sta interessando al libro, Nick. Sembra che piaccia.
Nick si alz in piedi. Vendere a New York. L'aveva sognato da quando aveva iniziato a scrivere il libro.
Perch non mi hai detto niente?
L'ho saputo solo venerd sera. Evidentemente la faccenda del Guggenheim depone a tuo favore.
Un'importante retrospettiva dell'opera di Spira si apriva a fine mese, e sarebbe arrivata a Londra in autunno. Nella frenesia di finire il libro, Nick se n'era quasi dimenticato.
E ora questo, questo incidente... Henry si schiar la gola. Non voglio fare il furbo, ma potrebbe rivelarsi utile.
Utile?
Per creare consapevolezza, caro ragazzo. Per coinvolgere la gente in quello che stai facendo.
Quello che sto facendo? Henry, sto cercando di finire questo maledetto libro.
E lo hai finito, vecchio mio. Un fior di libro.
Che per non menziona una grande opera di Spira realizzata durante il periodo considerato sterile, vissuto a Tangeri.
Nick, solo perch un vecchio comincia a urlare a proposito di un dipinto...
Dovevi vederlo, Henry - il modo in cui me l'ha detto: Non pensare di metterci su le mani.' Come se fossi l per sottrarglielo.
Stupidaggini, vecchio mio. Abbaiava come un cane. Naturalmente. L'hai detto tu stesso che probabilmente ha la sifilide. Ne  pieno zeppo.
Lui dice di no.
Magari nemmeno lo sa.
Su, Henry. Grossman lo sapr se ha la sifilide o no.
Ma mentre lo diceva, sapeva che non era vero. C'era sifilide e sifilide. Era una malattia incredibile; i minuscoli batteri a cavatappi potevano insinuarsi per anni in una persona, senza essere visti n sentiti, fino alla disastrosa e definitiva disintegrazione del corpo. Altre tipologie della malattia si manifestavano solo attraverso comportamenti bizzarri, manie di grandezza, stati psicotici. E dare testate contro uno specchio non era un comportamento bizzarro? Doveva tornare. Doveva chiedere un altro colloquio. Doveva domandare a Grossman di sottoporsi a una visita medica.
Resta il fatto che tu sei il solo ad avergli parlato... Da quando?
Ventisei anni rispose Nick.
Questo s che  un fiore all'occhiello... Resta in linea un secondo. Si sent uno scricchiolio soffocato, mentre Henry spingeva il microfono sulla spalla. Stava parlando con la moglie Kate. Nick pens a Linda e si sent stringere lo stomaco in una morsa sgradevole. Gli aveva lasciato due messaggi sulla segreteria telefonica. Doveva telefonare anche a lei.
E a proposito del pezzo su ARTnews? chiese Henry, tornando al telefono. La confessione di Spira?
Che dire? E se Marion avesse mentito? Su ci che Frank gli aveva detto?
Perch avrebbe dovuto mentire?
Non so. Per difendere la sua stupida idea che Spira fosse come Faust.
Nick.
Per far salire i prezzi degli ultimi lavori di Spira. Sai bene che  intimo di Nagel.
Nick, sei troppo agitato. Prenditi qualcosa da bere dal frigobar, per l'amor di Dio. Calmati.
Nick si copr gli occhi, e si sforz di respirare lentamente. Henry aveva ragione. Aveva bisogno di stare calmo, di pensare con chiarezza quale fosse esattamente la posta in gioco.
Henry, Marion ha avuto una grande idea. L'unico problema  che non ci sono referti medici, nessun dottore si  fatto avanti a dire: S, ho curato Francis Spira per neurosifilide.' Nessuna diagnosi, nessuna prognosi, nessuna cura. E lo stesso vale per Tony Reardon.
Ma  perch Spira odiava i medici. Aveva una vita molto sregolata, Nick.
Sregolata. Un fiore all'occhiello. A volte il fatto che Henry fosse inglese produceva uno strano effetto di finzione. Nick si massaggi gli occhi.
Avrei dovuto chiarirlo. Avrei dovuto farlo quando ero a Tangeri.
Ci aveva provato esattamente due anni prima. Ci aveva provato e non ci era riuscito.
Rintracciare i referti medici di una coppia di espatriati degenerati si era rivelata un'impresa al di l delle sue capacit.
Tutto quello che devi fare  tornare l disse Henry. La gente dell'istituto. Il direttore, che  una donna. Forse sanno. Forse Grossman ha fatto un controllo di recente.
Nick scosse la testa. La Pirez non sapeva niente; per lei, Grossman era solo uno dei tanti poveracci raccattati per strada. Ma doveva tornare l e chiedere un altro colloquio.
E il dipinto? disse, parlando a s stesso e a Henry nello stesso tempo. L'Incarnazione.
Chiediglielo, vecchio mio. Chiedigli dove lo tiene. Chiedigli per quanto l'ha assicurato.

5
Fu il telefono a svegliarlo. Era crollato sul bordo del letto con tutte le finestre aperte. Allung la mano fasciata per prendere il telefono, e sent la voce di Linda, la moglie ormai in crisi da tempo, che chiamava dal lavoro. Linda gestiva un cinema nel West End, un'attivit a prima vista affascinante, che per in realt comportava aprire le porte quando arrivavano gli addetti per poi rimanere seduti in una terribile stanza senza finestre finch non comparivano i titoli di coda. Voleva sapere quando Nick avesse intenzione di tornare a casa. Le rispose di l a due giorni; sarebbe arrivato nel tardo pomeriggio.
Dobbiamo parlare.
Nick annu. Non crederai mai a quello che mi  capitato oggi le disse.
Non riesco a credere che tu l'abbia fatto, Nick. Dopo che avevamo litigato. Non riesco a credere che tu sia salito sull'aereo.
Chiuse gli occhi. Tesoro, non puoi aspettare fino a quando torno?
Hai idea di quante ore devo stare seduta in questa stanza per pagare il tuo biglietto aereo?
Da dietro la porta si sent uno stropiccio; poi bussarono forte.
E hai idea di quanto viene addebitato sulla carta Visa per...
Resta in linea, tesoro... solo un secondo, c' qualcuno... Mise gi il telefono e and alla porta. Una testa si stagliava scura nella lente dello spioncino.
Polizia. Sezione omicidi. Pu aprire, per favore?
La voce era controllata, spiccia, contraffatta. Una voce che sembrava uscita direttamente dalla tv. Nick fece un mezzo sorriso, grattandosi il mento, in attesa della battuta finale. Cercava di immaginare chi dei suoi amici di New York sapesse che era in citt.
Ci vorr solo un minuto aggiunse la voce.
Nick apr la porta e si trov davanti un tipo con addosso un giaccone sportivo della taglia sbagliata, che respirava a bocca aperta come se tenere in mano il tesserino di riconoscimento gli costasse un grande sforzo. Disse di chiamarsi Lawrence Bittaker, investigatore del Nono Distretto, sezione omicidi. Aveva qualcosa in bocca. Nick sent l'odore dolciastro di caramello e nocciole e, sopra a quello, una puzza di fumo e di bruciato, come se quel tizio avesse appena spento una sigaretta e succhiasse una caramella per cancellarne le tracce.
Lei  Nicholas Greer?
Tir fuori una piccola busta di plastica contenente un biglietto da visita con il nome di Nick. Uno spettacolo un po' strano. A Nick cominci a battere il cuore. Non riusciva a capire che cosa non andasse. Fece entrare l'uomo, poi torn al telefono.
Tesoro?
Nick, non costringermi a...
Cara, c' qui un poliziotto che vuole parlarmi. Devo... Ti richiamo fra un'ora.
Appese il telefono e si volt. L'investigatore stava in piedi proprio sotto la luce del lampadario, e lo fissava. I suoi capelli color ruggine, ispidi e disordinati, si rizzavano in direzione dell'impianto di illuminazione. Aveva un'aria massiccia sotto il giubbotto sportivo; era il classico tipo con la pelle a buccia d'arancia, che partecipava alle risse da bar, capace di buttarti in faccia il whisky e di bruciarti con la sigaretta. Il naso aveva qualcosa di strano. La punta, per la precisione, presentava una sorta di scolorimento della pelle. Muoveva la lingua intorno alle labbra, come per ripulirle.
Si scus per l'intrusione, disse di sapere che Nick era stato al centro di volontariato Delancey-Deere poco prima. Abbiamo trovato il suo biglietto da visita.
Questa volta, quando l'uomo mostr la busta, Nick vide una macchia bruna proprio sopra il suo nome. Riprov in un lampo la stessa sensazione percepita quando Grossman gli aveva parlato dell'Incarnazione; gli sembr di essere sollevato verso l'alto. Come trovarsi in mezzo a un fiume e venire spazzati via.
S ammise. L'ho lasciato l... L'aveva lasciato accanto al letto mentre la Pirez e l'inserviente erano occupati con Grossman steso a terra. Aveva scarabocchiato sul retro l'indirizzo del suo albergo, un gesto istintivo in previsione di un secondo incontro. Stavo intervistando uno dei loro... Investigatore, che cos' successo?
Intervistando?
L'investigatore sollev il nastro vicino al registratore e lo rigir tra le grosse dita. Fu allora che not la fasciatura sulla mano di Nick.
Mi ha morso disse Nick, e subito dopo cominci a parlare frettolosamente, cercando di spiegare tutte le cose in una sola volta: era uno scrittore, stava scrivendo un libro, Frank Spira, il suo amante Grossman, un miliardario che non si era mai fatto sistemare i denti, le zanne di Grossman, affondate nella sua carne.
Il poliziotto aveva lo sguardo fisso.
Per favore chiese Nick.  successo qualcosa?
Era accaduto nella stanza di Grossman. Un'incursione improvvisa, la defin il poliziotto. Ora si erano seduti, il poliziotto sulla poltrona e Nick sul letto, inspirando profondamente, con le mani piantate sulle ginocchia per fermarne il tremito.
Stanno ancora lavorando sul posto. Noi investigatori esaminiamo attentamente ogni particolare, e parliamo con chiunque sia stato l oggi. In modo da costruire un quadro.
Nick annu; gli comparve improvvisamente davanti l'immagine di Grossman, a vent'anni, seduto a un tavolino, attorniato da gente che ride; poi di Grossman che si girava nella sedia a rotelle; i capelli assurdamente neri con le radici gialle, l'unghia spessa dentro il labbro inferiore screpolato. C'era stato un momento, durante la lotta, sul pavimento - Grossman addosso a lui - in cui aveva afferrato il gomito del vecchio. L'aveva sentito grosso e robusto.
Signor Greer?
Nick torn in s, fissando gli occhi sbiaditi del poliziotto.
Conosceva bene il defunto?
Non lo conoscevo per niente. Cio, non personalmente. Ma lavoro al mio libro da parecchi anni, dunque credo di sapere... be', quello che c' da sapere fino al 1972. Pressoch tutto.
Tutto, eh? Fino al 1972? Be', c' solo un buco di ventisei anni.
Il poliziotto sorrise, mettendo in mostra i denti sporgenti, da roditore. Il tono, per, era sarcastico. Qualunque cosa mi possa raccontare, disse qualunque informazione di base sulla vittima, sarebbe di grande aiuto.
Cos Nick raccont la storia: la vita e la scomparsa improvvisa di Jacob Nathaniel Grossman. Intanto scuoteva il capo, incapace di comprendere quello che era appena accaduto.
Quando arriv alla fine, il poliziotto volle sapere se Nick riusciva a pensare a una ragione per cui un individuo volesse fare una cosa tanto terribile. Perch quella gente - quel circolo di Spira, sembra...
Strano.  vero. Spira attirava un sacco di cose strane; un mucchio di gente eccentrica, marginale,  attratta dai suoi dipinti.
Il poliziotto guard il registratore. L'intervista che lei ha realizzato. Ho ragione nel ritenere che l'abbia incisa? Ascoltarono il nastro. Con il volume al massimo, ogni piccolo suono rimbombava bruscamente, al limite della comprensione. La Pirez che lasciava la stanza comportava una serie di esplosioni soffocate e poi uno schianto mentre chiudeva la porta. Arrivati al punto in cui Grossman minacciava di mordere Nick in faccia, Bittaker ferm il registratore.
Nick scroll le spalle. Grossman spieg soffriva di turbe psichiche.
Squill il telefono. Nick si mosse per sollevare la cornetta, ma Bittaker ci mise sopra la mano, sorridendo, e disse che avrebbero finito presto la loro conversazione. Aveva soltanto alcune domande da porre e poi se ne sarebbe andato. Ma quando il nastro termin, lo sent di nuovo, attivando lo scorrimento veloce qua e l, fermandosi ad ascoltare con maggiore attenzione, piegandosi sul registratore come per riuscire a captare il minimo suono. Ascolt per quattro volte la parte finale della registrazione, quando Grossman aveva cominciato a dare i numeri.
Cos' questo rumore?
Riavvolse il nastro. Premette il tasto di avvio. Nick colse lo scricchiolio della sedia a rotelle, Grossman che si alzava.
Oh, Ges. Ges addolorato. Oh Ges.
Poi il tonfo del gesso sul pavimento, e il suono soffice che produceva con la bocca, una piccola esplosione fricativa dei denti contro il labbro. Il poliziotto esamin il registratore portatile, un vecchio Panasonic scassato a due velocit. Lo accese selezionando la prima. Riavvolse il nastro. Premette il tasto di avvio.
Questa volta lo scricchiolio della sedia a rotelle era un lamento metallico prolungato. La voce di Grossman rimbomb da strati profondi, come un sibilo.
Oh Ge-s. Ge-s ad-do-lo-ra-to. Ge-s san-tis-si-mo.
Poi c'era qualcos'altro. Grossman, decifrabile con la prima velocit.
FrankFrankFrankFrankFrankFrankFrankFrankFrankFrank.
Un grido angosciato, o forse, un rimprovero.
 a questo punto che  stato morso?
Nick alz gli occhi e incontr lo sguardo freddo del poliziotto. Mi scusi?
Qui, alla fine, quando Grossman comincia a urlare.
 stata una cosa un po'... un po' folle. Ha sbattuto il viso contro lo specchio. Ho cercato di trattenerlo, ed  stato in quel momento che... Osserv la mano fasciata e rabbrivid.
Il poliziotto voleva sapere perch Grossman aveva fatto una cosa del genere. Nick scosse la testa.
Ci sar pure una ragione.
Nick gli raccont come, quando Barbara Segal era andata a trovarlo qualche giorno prima, Grossman avesse tentato di gettarsi dalla finestra.
Era assolutamente imprevedibile. Terrorizzato. Paranoico. Suppongo si definisca cos una personalit del genere.
Barbara?
Il poliziotto aveva un mozzicone di matita tra le rozze dita rosse. Nick gli diede il nome per intero. Con riluttanza, gli diede anche il numero di Barb. Bittaker fece una doppia sottolineatura sotto tutto quello che aveva scritto.
Maledizione! esclam. La vittima pronuncia la parola mercurio' quattro volte. Proprio prima di buttarsi contro lo specchio. Cosa significa? Di cosa stiamo parlando? Una cura, diceva?
S, una cura. Per la sifilide. Penso, per quel che vale, che forse Grossman avesse capito che Reardon aveva davvero la sifilide, e, invece di sottoporsi a un trattamento medico adeguato, si era rivolto a un ciarlatano del posto. E che questo significasse che Spira era infetto e che anche lui, Grossman, dovesse necessariamente...
Ma non riusc a finire la frase. L'ipotesi in essa contenuta, il suo carattere indefinito, erano come un cattivo sapore in bocca.
Investigatore, c' qualche possibilit di effettuare l'autopsia?
L'autopsia? esclam il poliziotto. Vuole effettuare l'autopsia?
Vorrei sapere se Grossman era infetto. Se aveva la sifilide.  per il mio libro.
Il poliziotto rimase a lungo con lo sguardo fisso, pensandoci su. Si mise a masticare i frammenti di caramello che aveva in bocca.
Dubito che sia possibile, Greer.
 solo che...
Aspetti... Il poliziotto alz una mano. Prima voleva risolvere le sue questioni. Era quella la priorit. Che cosa intendeva dicendo che lei non doveva metterci su le mani?
Non so.
Di che cosa parlava? Di quel dipinto?
Forse. Ma...
Ma?
Be', c' la possibilit che la faccenda del dipinto... Che sia soltanto un prodotto del suo delirio. La neurosifilide, se ce l'aveva, pu...
Lei non pensa che il dipinto esista?
Non lo so. Voglio dire che, se esistesse, se esistesse ancora, questo dipinto avrebbe un grande valore.
Gi.
S. Anche mentre Spira era in vita, negli ultimi tempi, intendo, cio poco prima della morte, i suoi dipinti erano molto apprezzati. Quasi tutti i dipinti pi importanti si trovano in un museo. Qui parliamo di quello che sarebbe il suo unico lavoro religioso. Verrebbe messo all'asta con una base di almeno sei milioni di dollari.
Il poliziotto sporse il labbro inferiore, impressionato.
Bisogna chiedersi perch dovrebbe essere un segreto cos enorme aggiunse Nick. Perch non si trova in qualche collezione.
Forse perch ce l'aveva Grossman?
Dove?  un... Era un barbone. Uno che viveva sulla strada. Non aveva nulla.
Nick si alz, sorpreso dal suono della sua stessa voce, dalla punta di disperazione. Voleva credere al delirio di Grossman, non tollerava l'idea che potesse esserci in circolazione un lavoro importante di Spira di cui lui non sapeva niente. Si avvicin al frigobar e offr da bere al poliziotto, che per rifiut.
Non bevo mai quando sono ubriaco disse.
Nick rise, ma la verit era che il poliziotto lo metteva a disagio. C'era qualcosa di strano in lui. Una bruttezza che andava al di l del suo aspetto. Nick mand gi tutto d'un fiato il suo bicchiere, sentendosi bruciare lo stomaco fino alle viscere.
Lei provi solo a pensare a quel tizio che incontr per caso Howard Hughes nel deserto continu il poliziotto. Credeva che anche Hughes fosse un vagabondo. Fatto sta che questo tipo  scomparso da... quanto tempo? Ventisei anni.  impossibile sapere chi e cosa fosse diventato.
Nick scosse il capo, e si ritrov a ridere. Un riso duro, sprezzante... Sembrava riversarlo fuori di s.
Mi dispiace disse. Il problema  che... non ci sono prove.
Il poliziotto ora si grattava una guancia. I capelli si torcevano verso l'alto, in direzione della luce, rossi e sottili. Una fiamma ghiacciata.
Ma non  stata questa la lezione di oggi? chiese piano.
Che cosa?
Che le prove... Che tutto  frammentario, incompleto. Che cosa le ha detto Grossman? Che si era perso nei boschi?
Mi ritrovai per una selva oscura2 ricord Nick.
Il poliziotto digrign i denti. Tic, tic, tic.
Quello che mi ha detto spieg Nick  una citazione dall'inizio dell'Inferno di Dante.
Il poliziotto aveva la testa reclinata di lato, e digrignava i denti.
All'inizio dell'Inferno, disse Nick Dante si perde in un bosco.
Davvero? L'uomo annu in segno di apprezzamento, adesso, ma lo sguardo rimase freddo. Non  grandioso?
Cosa?
Conoscere quella roba. Voglio dire che qui la conosce solo lei.
Nick scroll le spalle.
 cos che lei vede s stesso?
Mi scusi?
Perso. Perso in un bosco mentre cala la notte.
La domanda rimase sospesa nell'aria. Sbagliato. Strano. Nick non sapeva se fosse il fuso orario, ma gli sembrava una domanda bizzarra da parte di un poliziotto della omicidi. Quel tizio era decisamente stravagante.
Allora, Nick disse con calma. Da uomo a uomo. Qui fuori, nei boschi. Mi sta dicendo che non  tornato l?
Tornato?
Dopo la... la zuffa? Non  tornato l? Non voleva nemmeno farlo? Abbiamo questo vecchio che le morde una mano. Le fa un male fottuto, che quei denti siano famosi o meno. E non  tornato l, per dare sfogo ai suoi sentimenti?
Nick sospir. Disse che non era un assassino, sapendo che sarebbe sembrata una bugia.
2 In italiano nel testo.

6
Dorm a malapena un'ora, perch era troppo nervoso per lasciarsi andare; il colloquio con l'investigatore Bittaker e il colloquio con Grossman continuavano a ronzargli nella testa. Non credeva che il poliziotto lo sospettasse sul serio - se n'era andato via piuttosto velocemente dopo che Nick aveva negato con forza - ma avere il dito della legge puntato per un momento contro di lui era stato sufficiente a tenerlo sveglio fino alle quattro del mattino, quando telefon a casa e trov la segreteria. Cerc di lasciare un messaggio spiegando perch non era riuscito a richiamare Linda, ma il nastro fin. Mentre l'alba colorava di strisce rosse il cielo sopra il parco, si sedette al tavolo con la specchiera e trascrisse sul taccuino il colloquio con Grossman, combattuto tra lo sconforto e l'euforia. Non solo la Vita non era finita, ma in un certo modo vi era ancora dentro. E la Vita gli aveva morso la mano.
Il sole negli occhi lo fece ritornare in s. Si era addormentato, accasciandosi sul tavolo, con la rilegatura a spirale del taccuino che gli premeva contro la guancia. Chiam di nuovo a casa. Per la seconda volta rispose la segreteria telefonica. Linda era sotto la doccia o era arrabbiata, e non voleva rispondere. Le aveva riattaccato il telefono in faccia. O almeno lei l'aveva interpretato cos. Lui le aveva sbattuto gi la cornetta mentre lei voleva parlargli.
Scese per strada a comprare il giornale, e lo lesse in un piccolo ristorante proprio accanto all'albergo. Tra lo scandalo di Monica Lewinsky e la guerra delle banane, tra il Viagra e la Coppa del Mondo, il New York Times riportava la storia nella sezione della cronaca cittadina.
FOTOGRAFO MILIARDARIO MUORE
IN UN PENSIONATO DEL LOWER EAST SIDE
Ieri sera gli investigatori del Settimo Distretto sono stati chiamati sulla scena di un brutale assassinio al centro di volontariato Delancey-Deere, una struttura di riabilitazione per tossicodipendenti e alcolizzati, sovvenzionata dalla citt e situata nel Lower East Side. A Leroy Weller, membro del personale di servizio che ha trovato il paziente Jacob Grossman, residente nella struttura, sul pavimento della sua stanza,  stato raccomandato dal dipartimento di polizia di New York di non fornire dettagli relativi alla scena del crimine.
Lucia Pirez, direttrice del centro, ha riferito che Grossman era stato ammesso diversi mesi prima e stava facendo progressi confortanti nella riabilitazione. Grossman era un famoso fotografo degli anni trenta e un pronipote del miliardario dei tessuti Freddy (Flipper) Grossman.
L'investigatore Eugene Glasco, del Settimo Distretto, sezione omicidi, si  limitato a dire, con la consueta reticenza, che si  trattato di un omicidio particolarmente efferato e che il dipartimento far tutti gli sforzi possibili per consegnare l'assassino o gli assassini alla giustizia. Glasco non ha confermato la notizia secondo la quale uno dei pazienti della struttura, di sesso maschile, bianco, poco pi che ventenne, curato per tossicodipendenza da crack, sia stato trattenuto per essere interrogato.
La luce del mattino rimbalzava sulla targa di vetro dell'edificio di fronte, creando rettangoli di luce polverosi sulla finestra del ristorante. Nick bevve caff bollente finch non gli tremarono le mani, mentre cercava di decidere cosa fare. Gli restava un solo giorno a Manhattan. Se ne era concessi due per intervistare Grossman, aveva capito che era impossibile giustificare la spesa per tre giorni, per non parlare della settimana di cui sentiva di avere bisogno. Aveva ancora un giorno e un paio di domande da fare a una persona che probabilmente non avrebbe mai pi avuto l'occasione di vedere.
Tornato nella camera d'albergo, si sedette alla scrivania e apr rapidamente l'agenda con gli indirizzi alla lettera T, consapevole che quello che stava per fare contravveniva alle regole stabilite sei anni prima, quando aveva cominciato a lavorare alla Vita. Ottantatr anni, con un patrimonio di antica origine europea, Laverne Beatrix Scitovsky Taubmann comunicava esclusivamente per lettera. Prendere in mano il telefono non era il modo giusto per raggiungerla. Non che fosse una fonte riluttante; Laverne era sempre stata pi che felice di essere d'aiuto per la Vita, vista come un monumento commemorativo per il defunto marito, il collezionista Max Taubmann, piuttosto che una biografia di Frank Spira, ma la cattiva salute e il suo medico non sempre glielo avevano permesso. Laverne aveva due infermiere a tempo pieno che vivevano con lei, un fisioterapista, una guida spirituale, un curatore dell'inestimabile collezione di arte moderna di Max, un assistente personale, un cuoco ungherese, un maggiordomo e una schiera di domestici, per non menzionare i soliti appoggi di cui dispongono i ricchi: avvocati, esperti di assicurazioni, contabili, agenti, gestori di fondi, banchieri. Ma al centro di tutto ci c'era la dottoressa Adele Gallagher. Era lei, invece dell'assistente personale, a fare da filtro tra Laverne e il mondo esterno; la Gallagher, con i suoi potenti farmaci, a porsi tra Laverne e il mondo. Guardiana della salute straordinariamente cagionevole della sua cliente, era diventata, con il passare degli anni, anche la guardiana del suo tempo. La figlia di Laverne, Gael, non vedeva di buon occhio l'intimit della Gallagher con la madre; questo fatto aveva provocato numerosi litigi, ma niente di ci che Gael poteva dire faceva alcuna differenza. La Gallagher era irremovibile, e ovviamente intendeva curare Laverne fino al suo ultimo respiro. Aveva sempre trattato Nick con sospetto e con freddezza. Da quanto aveva potuto capire lui, semplicemente perch era un estraneo ed era povero in maniera evidente.
Trasse un respiro profondo e compose il numero.
Fu una delle persone a servizio da Laverne a rispondere. Nick non la riconobbe, e suppose che fosse l'ultima delle assistenti personali che prima o poi si sarebbe inimicata la Gallagher. Pronunci il suo nome e venne subito messo in attesa. Guard fuori dalla finestra, scarabocchiando - cerchi, spirali, reti - con l'orecchio al telefono, in attesa che Gallagher rispondesse, perch sarebbe venuta lei sicuramente, ne era certo.
Greer? Era la donna di prima. Temo che in questo momento nessuno possa parlare con lei.
Cosa?
Ci fu un silenzio deliberato dall'altra parte.
Posso almeno lasciare un messaggio?
Sent un sospiro, un frusciare di carte.
Prego.
Potrebbe dire alla signora Taubmann che ieri ho parlato con Jacob Grossman e mi ha raccontato di Tangeri?
Tangeri?
S. Anzi, potrebbe dire alla signora L'Incarnazione'?
Poteva sentire il respiro della donna contro il microfono mentre scriveva.
Sono a Manhattan solo per oggi, e ho bisogno di vederla.
Chiama oggi per prendere un appuntamento con lei oggi stesso?
Non  il modo in cui lei ama essere trattata, lo so, ma... Be',  una questione urgente. E...
Ho molti dubbi sul fatto che la signora Taubmann sar in grado di riceverla. Ha passato una notte molto brutta e...
Forse dovrei darle il numero del mio albergo.
Ci fu un altro sospiro.
Nick le diede il numero e riappese, chiedendosi se la brutta nottata di Laverne avesse a che fare con le notizie riguardanti Grossman.
Controll l'orologio, poi chiam il centro di volontariato Delancey-Deere e trov il telefono occupato. Chiam l'ufficio del medico legale della citt di New York e parl con un'addetta alle relazioni con la stampa. Le raccont del libro. Le raccont di aver intervistato Jacob Grossman proprio prima che venisse ucciso. Gli venne risposto che non avrebbero comunicato alcun dettaglio alla stampa.
Non sono la stampa. Sono uno scrittore. Scrivo questo libro da...
Chiunque lei sia, non forniamo dettagli.
Il fatto  che io ho un... Quello che si potrebbe chiamare un interesse personale nella vicenda. Vede, Grossman mi ha morso.
Prego?
Non so se ne  al corrente, ma Grossman soffriva di manie paranoiche, e...
Lei ...?
Greer.
Guardi, mi dispiace, ma adesso devo riattaccare.
Mi ha detto che era sieropositivo, e credo avesse anche la sifilide. La mia preoccupazione  che mordendomi possa avermi...
S, capisco... Lo mise in attesa per un secondo, parl con un'altra persona, poi torn da lui.
Ha chiesto al direttore della struttura in cui Grossman era ricoverato?
Non rispondono.
Be', le suggerisco di continuare a provare. Presumo che il direttore sia in possesso dei dati medici pi significativi. Altrimenti, le consiglio di andare dal suo medico.
Pu almeno dirmi se l'autopsia includer...
Mi dispiace, ma allo stato attuale delle cose non posso aiutarla.
Cadde la linea.
Chiam di nuovo il Delancey-Deere. Occupato. Compose un altro numero.
Barbara Segal rispose quasi immediatamente. Aveva una voce terribile, disse che non aveva dormito tutta la notte. Aveva guardato il primo canale di New York verso mezzanotte, quando la storia aveva cominciato a diffondersi come una ferita insanguinata - le solite riprese fatte a mano di muri imbrattati di sangue e poliziotti dall'aria truce che cercano di fare il loro mestiere. Non aveva pensato nemmeno per un attimo che l'omicidio fosse legato al mondo della droga.
Dicono che stanno interrogando il tossicodipendente, ma... Jacob aveva paura, Nick. Quando sono andata a trovarlo, appena mi ha visto...
Lo so. Me l'hai gi detto. Ascolta, Barb, la ragione per cui...
No, guarda, ci ho pensato tutta la notte. Nick, pensava che fossi l per... non so, per fargli del male. Urlava di coltelli...
Coltelli? Nick aggrott la fronte, disegn un pugnale sul suo taccuino, la punta rivolta verso il basso. Non mi hai detto niente di questo quando ne abbiamo parlato.
Be', pensavo fosse solo un segno della sua follia, ma da quando  accaduto non ho fatto altro che chiedermi fino a che punto fosse pazzo. Voglio dire, hai visto gli articoli? Sulla stampa? Il Daily News parla di un accesso di violenza incontrollabile. Pare che ci fosse sangue dappertutto.
Per un momento Nick pens che fosse caduta la linea. Poi sent piangere.
Barb?
Sto bene. Andr tutto bene.
Barb, la polizia ti ha contattata?
La polizia? No. Perch?
Le raccont della visita che aveva ricevuto, di come era stato costretto a fornire il suo numero.
Ma come  risalito a te il poliziotto? chiese lei, la voce ridotta a un bisbiglio.
Non so, sono stato una delle ultime persone a vederlo vivo. Questo investigatore stava tessendo una tela, e cercava qualche indizio.
Perci che cosa ha detto? Hanno in mano qualcosa? Ha menzionato il ragazzo drogato?
No. Non ha parlato del caso, in realt. Era molto interessato a quello che Jacob aveva da dire a proposito dell'Incarnazione.
Che cosa?
L'Incarnazione. Sai, il dipinto che si presume Frank non abbia completato a Tangeri.
Non riesco a seguirti.
Frank esegu un dipinto a Tangeri. Una Madonna con bambino. Poi lo distrusse. Almeno, questa  l'opinione prevalente.
E Jacob? Ha detto una cosa diversa?
Una cosa strana. Ha detto... ha detto che non dovevo metterci su le mani.
L'Incarnazione? ripet Barb. Adesso sembrava completamente smarrita. Si sent lo scatto di un accendino, e un deciso tiro alla sigaretta. Oh, Ges, Nick. Ecco quello che sto dicendo. Ecco quello di cui sto parlando. C' qualcosa dietro. Qualcosa...
Dietro, sotto, da qualche parte, invisibile. Nick color furiosamente di nero il pugnale.
Barb, il motivo per cui ti ho chiamata  questo: volevo chiederti se hai detto a qualcun altro dove si trovava Jacob.
Barb ci pens per un secondo, soffi il fumo sul ricevitore.
No, solo a te rispose.
Guard la lancetta dell'orologio che aveva al polso spostarsi sulle dieci. Stava pensando di andare a piedi a Park Avenue e di chiedere al portiere di suonare il campanello di Laverne Taubmann quando squill il telefono. Era una redattrice del New York Times. Si chiamava Miriam Florey ed era amica di Henry. Evidentemente Henry l'aveva chiamata il giorno prima per dirle che Nick si trovava a Manhattan a fare ricerche per il libro.
Mi ha detto che  riuscito a trovare Jacob Grossman, l'amante. E che l'ha anche intervistato.
S,  vero.
Nick si sedette sul bordo del letto.
Be', Henry ci ha chiesto se fossimo interessati a un pezzo su Grossman. Purtroppo avevamo gi commissionato un paio di articoli per la retrospettiva del Guggenheim. Cos ho risposto a Henry che era poco probabile che potessimo fare qualcosa per lei.
Nick guard fuori dalla finestra. Non aveva chiesto nulla, ma veniva ugualmente respinto.
Henry gliene ha gi parlato? continu lei.
No.
Bene. In ogni modo. All'improvviso  capitato.
Che cosa?
L'omicidio. Quello che avevo in mente era usarla come fonte per qualcosa che sto scrivendo - citandola, se  d'accordo, e pubblicizzando il suo libro, naturalmente. Henry mi dice che qui lo pubblicher la casa editrice Crucible.
Nick si strizz il lobo dell'orecchio. Non sono sicuro che abbiano effettivamente deciso osserv.
Florey rise. Be', forse questo li far decidere.
Nick rimase sul letto e per la seconda volta in ventiquattro ore riepilog la storia della vita di Jacob Grossman. Dopo quaranta minuti Florey chiam ancora. Gli disse che avrebbe tanto voluto sapere della sua esistenza quando era stato affidato all'incarico di scrivere i pezzi per la retrospettiva.
Chi li prepara? chiese Nick.
Martin Marion rispose lei. Lo conosce?
Nick mise gi la cornetta, ma il telefono torn subito a squillare. Era l'assistente di Laverne.
La signora Taubmann dice che potrebbe venire per le quattro disse. Si presenti al portiere. Qualcuno le verr incontro.
Nick rimase senza fiato; era cos sorpreso di aver ottenuto un'udienza senza troppa fatica che non sapeva cosa dire.
Spero non voglia chiedermi di cambiare l'orario, aggiunse la donna perch...
No, alle quattro va benissimo. Solo... La dottoressa Gallagher ha dato la sua approvazione?
La dottoressa Gallagher dorme precis la donna, ed era chiaro dal tono che Gallagher non era certo in cima alla sua lista di preferenze. La signora Taubmann in persona ha dato la sua approvazione. Va bene?

7
L'investigatore Eugene Glasco strapp la grossa busta di manilla per aprirla e tir fuori le stampe: 96 fotografie formato 12x17, quattro rullini, ventiquattro fotogrammi per rullino, 400 ASA, a colori. Dal lato opposto della doppia scrivania, Raymond Guthry smise di scrivere per sorseggiare un caff freddo, guardando l'Europa attraverso le fotografie. Mentre scrutava l'interno della busta alla ricerca del raccoglitore di foto, Eugene, alto poco pi di un metro e cinquanta, sovrappeso di una quindicina di chili, aveva l'aspetto di un insegnante di scuola superiore musone.
Telefoni che squillano. Nell'angolo opposto della grande stanza Patti Bonnet, la seducente investigatrice addetta ai furti con scasso giornalieri, raccontava sciocchezze a un tipo agli arresti mentre esaminava la sua pratica.
Ma Eugene era incurante.
Esamin ciascuna foto, controllandola sull'album e raffrontandola con il suo disegno della scena. Avrebbe compiuto cinquantatr anni di l a due settimane, un tipico rappresentante del segno della Vergine, secondo Karen, la moglie di Raymond: lunatico, prudente, un perfezionista.
Guardava attentamente in basso attraverso le sue lenti a mezzaluna cerchiate d'oro, con un lato del volto illuminato da un raggio di sole: un insegnante musone che esaminava gli elaborati di met trimestre. Dal punto in cui era seduto, Raymond riusciva a vedere una carneficina di colori smaglianti, una caotica profusione di rosso. Un'immagine della parete divisoria mostrava un'esplosione di sangue arterioso, rosso vivo. In un'altra, una luce obliqua al livello del pavimento illuminava il linoleum sotto il letto della vittima. Il sangue intrappolava frammenti di legno, un fiammifero, una fascia di gomma - ogni piccola cosa con la sua coda d'ombra rosso scuro. La superficie di un pianeta remoto.
Eugene alz gli occhi e vide che Raymond lo fissava. A Eugene non piaceva del suo collega la tendenza a lasciarsi andare. Gli sembrava che comportasse una mancanza di determinazione. Benevolo, trasognato, con i capelli castani soffici portati un po' lunghi, Raymond sembrava pi un cantante di musica country western che un poliziotto.
Carol Ritt disse Eugene. Appena entrata nella divisione di Brooklyn. Bel lavoro. Ha fatto un bel lavoro sul mio pavimento.
Il mio pavimento. Raymond si chiese se si fosse reso conto di averlo detto. Vergine, avrebbe detto Karen: anale. Una delle ragioni per cui Valerie l'aveva lasciato.
La scena non potrebbe essere migliore. Dal punto di vista della protezione.
Raymond annu. Proteggere il Luogo del Crimine: era il primo comandamento di Eugene.
L'agente che aveva risposto al 911 era rimasto fuori dalla stanza della vittima quando erano arrivati. Come il ragazzo che aveva scoperto il cadavere, si era limitato a dare un'occhiata all'interno. Una veloce sbirciata era stata sufficiente per capire che non c'era pi nulla da fare per il poveraccio sul pavimento. Un'opportunit fortunata, perch altrimenti Eugene l'avrebbe rimproverato di toccare, sporcare, muovere.
Il pavimento, esattamente come l'aveva lasciato l'assassino.
Il corridoio era un'altra faccenda. La gente era andata avanti e indietro, portando con s fango e acqua del temporale. Avevano cercato di aprire l'uscita di emergenza e l'avevano trovata gi socchiusa.
Eugene esamin le scale con la torcia elettrica, imprecando, bagnandosi, lamentandosi per il mal di schiena, mentre aspettavano che arrivassero gli altri componenti della squadra. Aveva fatto un giro di fuori, sul retro, sotto la luce azzurra del temporale, dando un'occhiata ai bidoni dell'immondizia, controllando le possibili vie di fuga, individuando finestre da cui qualcuno avrebbe potuto vedere qualcosa. Ritorn di sopra scuotendo la testa.
Ritt aveva scattato le prime foto attraverso il corridoio - muri, pavimento, soffitto - poi da ogni angolo della piccola stanza, spostandosi con attenzione, seguendo le istruzioni di Eugene. Dal generale al particolare, e infine ai dettagli da amplificare al massimo.
Impronte digitali: visibili ovunque, specialmente sul cadavere.
Ritt scatt una foto dopo l'altra con una Polaroid 665 in bianco e nero per dieci minuti, piegandosi su un guanciale improvvisato: un dipinto fissato al muro con l'adesivo, un paio di pantaloni. Impronte digitali dappertutto. In un punto, un palmo intero che faceva pensare a un maschio robusto. Cosa che avrebbe portato a escludere assolutamente il personale di servizio, i pazienti, lo stesso Grossman.
Singoli capelli non compatibili con quelli della vittima, sparsi su un'area piuttosto vasta; fibra - azzurra, un tipo particolare di cotone elasticizzato - impigliata sul telaio del letto.
La prima impressione della scena del crimine era che si fosse trattato di un improvviso accesso di follia. Qualcosa che si vedeva di rado. Il Settimo Distretto era il pi piccolo della citt, visto che copriva solo un chilometro quadrato e mezzo. Dopo il giro di vite allo spaccio di droga all'inizio degli anni Novanta, gli omicidi nella zona si erano ridotti a una mezza dozzina circa l'anno. Gli assassinii derivavano per lo pi da violenze domestiche o da semplice stupidit - dispute automobilistiche, vicini rumorosi.
Raymond esamin il terzo piano, procedendo verso il pianerottolo con la direttrice, Lucia Pirez, chiaramente sconvolta e preoccupata che le chiudessero l'istituto. Continuava a ripetere che non era mai accaduto nulla del genere. Continuava a ripetere che nessun paziente del centro era cos pazzo da fare ci che era stato fatto a Jack. Le persone si rivolgevano a lei perch cercavano una soluzione ai loro problemi, afferm. Non erano psicotici. I pazienti aprivano le porte delle camere con circospezione, e guardavano fuori spaventati. Rispondevano a monosillabi alle domande di Raymond.
Poi l'investigatore ebbe un'idea. Chiese alla Pirez il permesso di stabilire nella sala della televisione un posto di comando, dove i ragazzi che lavoravano alla ricostruzione del delitto potessero fare una pausa, fumare una sigaretta, mangiare un panino. Lei fu molto gentile. Chiam un negozio di gastronomia l vicino, poi scese in cantina a cercare qualche altra confezione di caff per la macchinetta.
Raymond ritorn sul pianerottolo, e cominci il giro facendo visita a un ispano-americano molto agitato, Rico, di cui gli piaceva l'aspetto. Rico raccont che quel giorno Jack si era azzuffato con un altro paziente del Delancey-Deere, un certo Spock. Spock divideva una stanza al quarto piano con altri due tizi. Raymond vi sal da solo. Tutti quelli che stavano a spiare, in un istante tornarono nelle loro stanze. Quando Raymond chiese a Spock il motivo della lite con Jack, Spock si agit moltissimo e cerc di scappare. Lo portarono alla stazione di polizia, ma l'interrogatorio non diede nessun risultato, e dovettero rilasciarlo nel giro di qualche ora.
Chiamano il Delancey-Deere DD', disse Raymond l'albergo dei tossici.
Eugene alz gli occhi da un'immagine del volto di Jacob Grossman - una maschera di Halloween dipinta, con ciuffi di capelli neri in cima.
La bocca incredibile.
S, ma se stessimo parlando di allucinogeni, di crack, di anfetamine, di metanfetamine, il nostro sospetto avrebbe dovuto muoversi barcollando e ululando alla luna. Avremmo macchie di sangue, impronte. Qui invece non abbiamo niente di niente.
Eugene si toccava i baffi quando era preoccupato.
Niente sangue precis, tirandosi lentamente i peli corti, ispidi. Fuori dalla stanza.
Abbass lo sguardo sulla pila di fotografie. Niente sangue nel corridoio, niente sangue vicino all'uscita di sicurezza. Quando ha lasciato la stanza, l'assassino era pulito. Non ha dato nell'occhio.
E l'acqua? chiese Raymond. Avevano trovato dell'acqua sul letto, come se qualcuno vi avesse rovesciato un bicchiere o una tazza, ma nulla del genere era stato recuperato dalla stanza. L'acqua era un problema. Sembrava il pezzo di un rompicapo per bambini.
Squilli di telefoni. Il tizio agli arresti che alzava la voce.
Eugene guard fuori dalla finestra e alz le spalle irritato.
Lo scrittore esclam. L'uomo che ha intervistato Grossman nel pomeriggio.  l'unico con cui vorrei parlare.

8
Laverne Taubmann era vicina, come non lo era mai stato Nick, al senso effettivo delle forze mutevoli che guidavano il mercato globale dell'arte. Valutato 10 miliardi di dollari su scala mondiale, il flusso di denaro era cessato quando Saddam aveva invaso il Kuwait, ma secondo gli agenti e i collezionisti, le riviste e i giornali, la liquidit era l, oltre l'orizzonte, una gigantesca ondata scintillante di soldi in attesa di tornare indietro, e il 1998 era l'anno in cui tutto questo sarebbe accaduto.
C'era un gran numero di amanti di Spira ricchi, naturalmente, gente di cui Nick era venuto a conoscenza negli anni in cui scriveva la Vita. Oscar Nagel, il pi importante collezionista delle opere di Spira, era proprietario di un palazzo di cinque piani a Soho e di dipinti per un valore di almeno 200 milioni di dollari, mentre Alby Schadt, l'altro grande collezionista americano, stava lentamente perdendo la testa per una quantit enorme di acri di terreno petrolifero in Texas. Ma rispetto a Laverne, Schadt era uno sporco agricoltore e Nagel un mendicante con la tazza di latta in mano.
Non che al momento continuasse a spendere. Nonostante mantenesse un curatore a tempo pieno, aveva apportato pochi cambiamenti alla collezione di Max, rimasta pressoch identica a quando lui era morto nel 1975. Per quanto ne sapeva Nick, l'ultimo grosso assegno che aveva staccato pensando al suo piacere personale era intestato alla ditta Parish-Hadley, per far decorare, nel 1987, l'appartamento di Park Avenue, ventitr stanze su due piani. Era Gael, la sua unica figlia, a volerci vivere, Gael che si sottoponeva di continuo a operazioni di chirurgia estetica, Gael che indossava cashmere firmati Dolce&Gabbana e completi Jil Sander, Gael che teneva uno yacht ancorato al Surfside 3 Marina, Gael che voleva vendere i dipinti di pap per incominciare davvero a vivere.
Seduto nell'anticamera che Laverne riservava ai visitatori poco importanti, Nick cercava di spianare le pieghe sulle ginocchia dei pantaloni e osservava i dipinti appesi alle pareti - nessuno proveniente dalla collezione di Max, nessuno risalente a meno di duecento anni prima. Un Tiepolo bizzarro. Un Canaletto straripante. Ma il vero spettacolo cominciava addentrandosi nelle profondit dell'appartamento, ed era come quando si passa dal museo di arte moderna alla collezione Frick. Anche Max era presente sulla scena, in una grande stampa in bianco e nero che lo mostrava in piedi, sulle scale della biblioteca pubblica di New York, nel 1940 circa. Un uomo dal viso non largo e dagli occhi scuri, con un sorriso timido, felice senza dubbio di essere sfuggito ai nazisti.
Nato a Milano, figlio di un ricco banchiere, aveva studiato legge all'universit di Milano e poi si era trasferito a Budapest, per lavorare per una compagnia italiana di assicurazioni. A Budapest aveva incontrato Laverne. Si erano sposati subito dopo e, a scapito della carriera di Max in ambito assicurativo, avevano trascorso i tre anni successivi compiendo un viaggio di cultura attraverso l'Europa, con una delle Daimler del padre di Laverne. Era stato durante questa luna di miele prolungata che Max aveva acquisito il capolavoro indiscusso di Spira, il Cupido, recandosi alla mostra di Curzon Street, a Londra, il 3 giugno 1934, e pagandolo 20 ghinee.
Dal momento della sua morte, Max era diventato una sorta di idolo per Laverne, che desiderava venisse adeguatamente commemorato nella Vita. Generalmente parlando, Nick era stato ben felice di farle un favore. All'inizio gli era sembrato un piccolo prezzo da pagare in cambio di quello che offriva Laverne, vale a dire la credibilit. Ma quando le persone avevano capito che Laverne gli parlava, gli avevano, a loro volta, aperto la porta. Negli ultimi anni, tuttavia, la sua collaborazione' era diventata come una palla al piede. Abituata ad averla vinta in tutto, aveva la tendenza a trattare il libro come un suo progetto personale. Sapeva essere anche evasiva, inaffidabile, se non del tutto disonesta.
Era un dato di fatto, per esempio, che Max avesse avuto delle relazioni alla fine degli anni Cinquanta. Per Laverne non erano mai esistite. Allo stesso modo aveva bocciato l'idea che la vendita del Cupido a Oscar Nagel, l'anno della morte di Max, fosse in un certo senso un fatto rilevante. Ma quell'opera era stata preziosa per Max, la chiave di volta della sua grande collezione, umanista ed essenzialmente figurativa. Barb aveva interpretato la vendita da parte di Laverne come una castrazione simbolica. Si era vendicata di tutti i tradimenti di Max. Nick invece riteneva pi probabile che Nagel avesse pagato un prezzo stratosferico, al punto di dissanguarsi (Nagel aveva la reputazione di acquirente impulsivo e a volte poco accorto). Non c'era modo di venirne a capo, comunque. Il silenzio di Laverne su questo argomento era sepolcrale, mentre Nagel accennava solamente a questioni finanziarie di cui era preferibile tacere. Il Cupido era una pietra che Nagel non voleva venisse rivoltata dall'ufficio imposte.
Pass una giovane donna; un paio di mocassini bianchi calpestarono frettolosamente il prezioso tappeto della Bessarabia. C'erano persone dappertutto, che andavano e venivano di fretta, in silenzio. L'orologio Luigi XVI suon l'ora in ritardo di quattro minuti.
Nick scorse rapidamente il suo taccuino e riguard per la centesima volta le domande scarabocchiate. Tracci una linea sotto la parola Tangeri' e cos, come gli accadeva spesso, non fece pi caso all'anticamera, con il suo rivestimento in noce, e si mise a pensare. Tangeri era il luogo in cui le cose erano andate male per Laverne, dove la sua vita aveva toccato il fondo.
Spira vi si era recato nel 1956, e un anno pi tardi lo aveva seguito Laverne, una donna di 42 anni che, nonostante la somiglianza con Grace Kelly, cominciava ad appesantirsi intorno ai fianchi. Era rimasta a Nizza con alcuni amici dopo il soggiorno parigino, ma aveva deciso di proseguire per Tangeri che, di tutti i posti dove sarebbe potuta andare, di tutti i posti disponibili nel suo giro di conoscenze, era probabilmente il meno accattivante.
Nelle due occasioni in cui Nick era riuscito a farla parlare dell'argomento, aveva raccontato di aver sentito il bisogno di un cambiamento d'aria. Era andata a far visita ad alcuni amici e si era resa conto che, mentre la loro villa in stile italiano era molto lontana da Manhattan, il tavolo a cui sedeva ogni sera alle otto avrebbe potuto trovarsi nel salotto di un appartamento dell'Upper East Side, visto che si continuava a discutere delle faccende di casa.
Aveva deciso di andare a Tangeri per allontanarsi dalle chiacchiere.
Il problema in questa versione dei fatti, la cosa che aveva sempre lasciato perplesso Nick, era che andando a Tangeri per seguire Frank Spira, un artista che affascinava Max, e con cui Max continuava a mantener viva una corrispondenza, Laverne aveva, in un certo senso, chiuso il cerchio. Era probabile che avesse notizie da casa, e affrontasse la questione dell'infedelt di Max (proprio la situazione da cui soprattutto cercava di fuggire), a Tangeri come a Nizza - forse era addirittura pi probabile, visto l'approccio da vivisezionista che Spira dava alla conversazione.
Nick aggrott la fronte, tracci un'altra riga sotto la parola.
Questo tipo di ambivalenza era una delle ragioni per cui trovava l'intera sezione del libro su Tangeri cos insoddisfacente, cos debole, e l'aveva rielaborata cos spesso, cercando di chiudere le crepe, riversando il peso consistente dei dettagli sulle fondamenta traballanti. Per la stessa ragione - o almeno cos a lui sembrava - altri commentatori, gente come Marion, amavano quel periodo. Viste le scarne informazioni di base, i creatori di miti avevano un'occasione d'oro.
Era arrivato a credere che il vero obiettivo della sosta di due settimane di Laverne fosse quello di infastidire Max, di farlo ingelosire. La sua amicizia e la sua evidente simpatia per Spira erano fatti ben documentati. Che quell'amicizia avesse provocato scoppi di gelosia da parte di Max era un dato sicuro. Ma se il desiderio di vendicarsi di Max avrebbe potuto spiegare Tangeri, il successivo viaggio di Laverne all'interno del Marocco, un percorso faticoso, a piedi, durato tre mesi, rimaneva senza spiegazioni. L'interpretazione di Laverne era stata quasi banale: turismo - la nudit spoglia e il colore ambrato dell'interno del Marocco l'aveva affascinata moltissimo. Non si poteva dare solo un'occhiata e poi ripartire.
La versione ufficiale, promulgata da Martin Marion fra gli altri, era che l'escursione di Laverne nel Sahara era stata il culmine di un lento slittamento verso la depressione. Era stata avanzata anche l'ipotesi che, nel deserto, lei avesse avuto un crollo nervoso. Il fatto che Max l'aveva spedita in una clinica sulla costa occidentale quando era finalmente tornata negli Stati Uniti, era suonato come una conferma. Ma anche in questo caso mancavano i dettagli.
Il contributo di Nick al dibattito era stato la scoperta di un documento che gli era giunto, attraverso l'archivio dell'arte americana, dal fondo dell'antropologo Lee Morgan Lassiter, una lettera in cui descriveva lo strano incontro con Laverne nel bar di un hotel di Meknes, una citt ai piedi delle montagne del medio Atlante, nel novembre 1957. Era l'unico frammento venuto alla luce da quel periodo vuoto della vita di Laverne, un piccolo spiraglio nell'oscurit.
Lassiter aveva conosciuto Laverne a Manhattan negli anni Quaranta, ma da allora in poi il suo lavoro l'aveva portato a viaggiare, specialmente in Estremo Oriente. Non vedeva Laverne da pi di dieci anni ed era rimasto colpito dal cambiamento di aspetto; la descrisse come assolutamente cadaverica, con l'aspetto gonfio e quasi cotto che hanno i cadaveri in questo clima.' Era seduta a un tavolino e beveva una bottiglia di vino con un uomo del posto dall'aria sudicia, che risult poi essere l'autista della Mercedes pre-bellica con cui viaggiava. Aveva sostituito i vestiti firmati Charles James con un haik di mussola nera, l'abito indossato dalle donne native per coprirsi da capo a piedi in pubblico. Per aveva il viso scoperto, rosso e gonfio. Era appena arrivata da Erfoud, rifer a Lassiter, e si era scottata malamente nel deserto. Parlava in maniera monotona e strascicata, scrisse Lassiter faticava a comporre le parole, e non mi fissava mai negli occhi, n guardava nient'altro, per la verit. Presumo che assumesse oppio o qualche sostanza del genere. Se non mi fossi avvicinato al suo tavolo, penso che mi avrebbe ignorato, anche se un tempo ci conoscevamo abbastanza bene.
Se fosse stato il fallimento del suo matrimonio a ridurla in quelle misere condizioni o magari qualcos'altro successo mentre viaggiava nel deserto, Nick non ne aveva idea. La risposta di Laverne alle osservazioni di Lassiter (Nick le scrisse il giorno stesso in cui aveva letto la lettera allo Smithsonian Institute) fu un miscuglio di fuoco e di fumo. S, ricordava vagamente di essersi bruciata in malo modo a Erfoud, e di essersi servita della marijuana per lenire il dolore, ma se c'era qualcuno che somigliava a un cadavere gonfio, quello era Lee Lassiter, che, con uno scacciamosche e un fez, sarebbe sembrato tale quale l'attore Sidney Greenstreet.
Nick fissava quel che aveva scritto sul foglio, incurante della giovane donna che pass portando una caraffa d'acqua.
Qualunque altra cosa fosse successa a Tangeri, sapeva che laggi Laverne aveva visto un dipinto, e che il dipinto probabilmente era l'Incarnazione. I tempi si incastravano perfettamente. Spira aveva scritto una lettera al suo agente il 7 ottobre, in cui menzionava una grande tela di argomento religioso.' Visto che non aveva mai dipinto un soggetto religioso fino ad allora, l'Incarnazione sembrava un buon esempio di quel genere. Laverne aveva passato le prime due settimane di ottobre con Spira e Reardon, quasi esclusivamente in loro compagnia, e almeno per parte del tempo era stata ospite nell'appartamento in rue d'Angleterre. Quando Spira cercava di dipingere l, lo faceva in uno spazio adibito a diversi scopi, chiamato la stanza del piacere'. Se il dipinto fosse stato nell'appartamento, Laverne quasi sicuramente l'avrebbe visto. Per la verit, aveva detto pressappoco questo in una lettera scritta vent'anni dopo.
L'anno dopo la morte di Max, Alby Schadt le aveva scritto (la lettera per era andata perduta), chiedendole conferma della voce che Max aveva mandato un acquirente a comprare l'Incarnazione da Tony Reardon a Londra, un paio di mesi prima della morte di Reardon nel 1971, e che Reardon si era rifiutato di vendere il dipinto. Laverne aveva buttato gi una risposta categorica (Nick l'aveva vista nella casa di Schadt, in Texas). Non solo Max non aveva mai mandato un acquirente, ma era ridicolo supporre che Reardon potesse essere in possesso di quel dipinto. Perch aveva scritto un pederasta degenerato come Reardon, il cui unico scopo nella vita era riempire di soldi le sue sudicie tasche, avrebbe rifiutato di cedere una delle opere di Spira, quando si era gi preso la libert di vendere altri pezzi di cui non era affatto il proprietario? Il semplice motivo  che Reardon non possedette mai il dipinto perch quasi certamente venne distrutto a Tangeri.
Come si era sparsa, dunque, la voce? Nick non lo sapeva. Quando aveva posto la domanda a Schadt, gli era sembrato chiaro che questi non avesse idea di chi gli avesse riferito di quell'ipotetica visita. E ancora, Schadt non era sicuro di che giorno fosse; si trattava di fatti verificatisi molto tempo prima. Reardon aveva cercato di imbrogliare qualcuno? Aveva finto di possedere un dipinto che non esisteva? Perch no? Era senz'altro nel suo stile. Ma se fosse stato cos, la voce filtrata sarebbe stata diversa, non si sarebbe imperniata sull'idea improbabile che Reardon avesse rifiutato di vendere. A meno che non fosse un pasticcio: Reardon si era tirato indietro all'ultimo momento, perch qualunque cosa avesse in mente di fare (vendere una copia come se fosse l'originale?) non gli era riuscita.
Nick emise un debole lamento. Questo era il guaio, quando ci si lasciava andare alle speculazioni. Una cosa che odiava. Una volta iniziato, non si smette pi.
A conclusione della lettera a Schadt, Laverne aveva sottolineato come lo stesso Spira avesse sostenuto che non c'era nessuna Incarnazione. E poi aveva descritto una grande tela rossa che ricordava di aver visto nell'appartamento in rue d'Angleterre nell'ottobre del '57, il dipinto di una madre con bambino in uno spazio vuoto, una sorta di riquadro. Sospetto che tutte le voci che circondano questo dipinto religioso possano essere fatte risalire a quell'opera, aveva aggiunto l'opera che Spira incominci nell'ottobre 1957 e che in seguito distrusse.
Meditando, agitandosi, Nick tracci un cerchio attorno a Tangeri'. Il dipinto era esistito ed era stato abbandonato. Un altro scarto di Tangeri, come il paesaggio che il pittore aveva calpestato fino a ridurlo in pezzi per strada. Non fosse stato per il fatto che l'Incarnazione non era mai stata calpestata fino a essere ridotta in pezzi da nessuna parte, almeno non secondo il documento. C'era anche un'altra differenza: Paesaggio Deserto 1957 aveva trovato spazio in una galleria di Cork Street per la semplice ragione che valeva molti soldi. Perch non era successo lo stesso all'Incarnazione? Perch il dipinto era stato distrutto, proprio come affermava Laverne.
Semplice.
Ma niente era semplice se riguardava Tangeri.
La punta della penna di Nick rallent fino a fermarsi sulla carta quando gli parve di veder delinearsi un collegamento. Mentre era seduto con l'abito stropicciato, inclinato in avanti, la faccia a pochi centimetri dalla pagina, uno schema sembr prendere forma, uno strano schema. Grossman e Reardon ne erano parte. E anche l'incerta propriet di un dipinto dalla dubbia esistenza. Una visita (l'acquirente fittizio di Max; il giorno prima Grossman aveva certamente pensato che Nick fosse andato da lui per affari) e una morte brutale, improvvisa. Reardon non era stato assassinato, si era ucciso, schiantandosi con la macchina, alla maniera di Jackson Pollock. Ma a parte questo...
Nicholas.
Alz bruscamente la testa.
La dottoressa Gallagher era entrata nella stanza, avvicinandosi con la sua caratteristica aria furtiva, e adesso era in piedi davanti a lui, emanando un odore lievemente aspro. La parte superiore del corpo ondeggiava leggermente come se fosse legata a una catena, invece di stare saldamente in piedi sul tappeto spesso, rosa e nero.
La Gallagher aveva una testa grande e imponente; i capelli erano trattenuti da un cerchietto con i denti appuntiti. Le guance pallide e lentigginose erano leggermente concave e sembravano muoversi costantemente sotto la fissit grigia degli occhi. Aveva quasi cinquant'anni, e aveva lavorato con i Taubmann per quasi met della sua carriera, avendo avuto accesso per la prima volta alla residenza di Park Avenue per occuparsi di Max quando si era ammalato. Nick aveva parlato con lei solo una volta, nella casa che Max le aveva fornito, un appartamento buio e trascurato sulla Novantesima Est, in un edificio con la facciata di arenaria rossa, di cui era ancora la proprietaria. In quel periodo, per, a causa della cattiva salute di Laverne, occupava alcune stanze al secondo piano della residenza di Park Avenue.
Temo di non poter dare la mia approvazione disse.
Nick si alz, sottoponendosi allo sguardo ostile della Gallagher. Non era chiaro se fosse inorridita pi dai suoi capelli o dal suo vestito.
Mi pare di capire che vorrebbe parlarle di Tangeri esclam.
Buongiorno, Dottoressa Gallagher. Come sta?
La donna not il sarcasmo senza cambiare minimamente espressione. Siamo tutti molto stanchi. E spero mi spieghi perch dovrei permetterle di disturbare la signora Taubmann.
Era incredibile. Una vera megalomane.
Come ho spiegato nel mio messaggio, rispose Nick, cercando di usare un tono distaccato ieri ho parlato con Jacob Grossman e...
Jacob chi?
Grossman. In passato era un amico della signora Taubmann.
E questa persona era a Tangeri?
Nick aggrott la fronte. La Gallagher di solito si limitava a fare ostruzionismo, e lasciava che a porre le domande fosse la padrona.
Esatto. Per qualche tempo. Dottoressa Gallagher, non disturberei la signora Taubmann se non...
Forse potrebbe essere un po' pi preciso riguardo a ci che vuole questo Grossman.
Non vuole nulla. Non pi.  morto.  stato ucciso ieri. Assassinato. La televisione ha diffuso la notizia ieri sera. Oggi  su tutti i giornali di New York. Sa per caso se la signora Taubmann l'ha saputo?
Mi pare che lei non comprenda la situazione, Greer. La signora Taubmann sta male.
Non tanto da negarmi questo colloquio.
Si era impuntato. Tra le sopracciglia della Gallagher disegnate a matita apparve una piega.
Vuole raccontare a me di cosa si tratta?
Be', per la verit la cosa riguarda personalmente la signora Taubmann. Mi sentirei un po' a disagio a esporre la questione a una terza persona.
La Gallagher abbozz un debole sorriso, storcendo la bocca.
Una discrezione ammirevole comment, e si allontan borbottando tra i denti. Un attimo dopo, Nick si rese conto che doveva seguirla. Allora afferr la borsa, e in tutta fretta, attraverso una porta, si addentr nell'atmosfera cupa e pesante dell'appartamento, cogliendo la parte finale di una frase: la Gallagher stava dicendo che sarebbe rimasta molto sorpresa se Laverne fosse riuscita anche solo a parlare.
Da diversi mesi Laverne era affetta da una forma acuta di pulpite - i denti (i molari dell'arcata inferiore, nel caso specifico) cedevano, come accade periodicamente, dopo anni di trascuratezza cronica. L'infezione si era diffusa a partire dal canale pulpare fino alla mascella, e aveva formato due, o addirittura tre ascessi. Non erano noti n il numero esatto n lo stato di queste lesioni, una delle quali, almeno, spurgava direttamente nella bocca dell'anziana signora. Laverne infatti non mostrava le sue lesioni a nessuno all'infuori della dottoressa Gallagher. Da quarant'anni non andava da un dentista. Prendeva antibiotici e antidolorifici particolarmente forti come si prende un'aspirina.
Sulle finestre c'erano delle veneziane e, per terra, strati di tappeti sovrapposti. Servivano ad attutire il rumore. Le veneziane proteggevano dal sole i dipinti e i mobili, ma l'effetto complessivo era funereo, e gli orologi erano fermi.
A parte i cimeli dei Taubmann e degli Scitovsky, una collezione degna dello stesso Metropolitan Museum, Max aveva lasciato alla moglie una delle collezioni di arte moderna pi importanti del Nordamerica. Cercando di non inciampare negli strati sovrapposti di tappeti, Nick not solo i pi significativi: Picasso, Giacometti, Mondrian, Matisse. Max aveva comprato anche dipinti americani, qualche esemplare dell'Espressionismo astratto degli inizi e della Pop Art, che quasi sempre ponevano l'accento sulla figura, enfatizzando la rappresentazione della forma umana. I lavori pi imponenti, un paio di de Kooning grandi come cartelloni pubblicitari, alcuni Pollock, Still e Rauschenberg degli esordi, erano fuori, a rotazione, circolando nei musei maggiori. Anche gli Spira viaggiavano, ma molto meno - solo sette erano destinati alla retrospettiva del Guggenheim - e, per quanto fossero abbastanza piccoli da poter essere appesi alle pareti dell'appartamento, Laverne non aveva mai dato loro spazio.
Forse non le piacevano? Cos sembrava. Eppure il destino degli Spira aveva causato uno screzio con la figlia. Gael aveva tentato di disfarsi di alcuni dipinti (senza alcuno scrupolo: gli Spira incutevano timore) per finanziare l'acquisto di un jet privato. Stanca di tollerare l'umiliazione di dover usufruire di un aereo della Gulfstream in multipropriet, che per giunta era necessario prenotare sei ore prima, le era parso che i 30 milioni di dollari in pi richiesti per avere un aereo personale (200 ore all'anno le costavano gi 7 milioni di dollari) fossero soldi ben spesi. Laverne, che si era sempre accontentata della pi banale prima classe, aveva categoricamente rifiutato. La discussione si era fermata subito prima di arrivare allo spargimento di sangue e alla revisione del testamento, e gli Spira erano rimasti dove si trovavano.
L'odore di antisettico si fece pungente, nonostante il profumo inebriante dei gigli. Girarono in un altro corridoio, e anche qui la luce cominci a diminuire. La Gallagher si ferm davanti a una porta.
Quando l'ha vista l'ultima volta? chiese, con la voce ridotta a un bisbiglio.
Un anno fa. Tredici mesi fa.
Riusciva appena a vedere l'espressione della Gallagher, ma, nonostante ci, sent la pressione del suo sguardo. C'era qualcosa di strano; qualcosa, nella visita di Nick, che lei trovava irritante, non solo sconveniente.
Visto lo stato dei polmoni di Laverne, deve lottare ogni volta che respira. Il biossido di carbonio aumenta. Ha i sintomi della narcosi - improvvisi cambiamenti d'umore, confusione mentale. Dovrebbe ricordarselo bene, prima di incominciare a scarabocchiare.
Nick aggrott la fronte. A suo modo l'avvertimento era strano, proprio come le domande di un momento prima. La Gallagher si allontan da lui sfiorando appena la porta con le mani.
Ci fu un leggero risucchio di aria viziata quando la porta si apr come un respiro improvviso. Nick si mosse in avanti, addentrandosi fra i muri laccati di rosso scuro della prigione di Laverne. Pesanti drappi di seta riducevano la luce a un chiarore crepuscolare. Di fronte al letto c'era un crocifisso annerito dal fumo: Cristo morente nella sua disperata agonia, spine, rictus e costole. Accanto a una caraffa posta sul comodino c'era un'altra foto di Max, risalente ai primi anni Settanta. Un uomo anziano che fronteggiava la morte con un sorriso coraggioso.
Antisettico. Canfora. Un lieve odore metallico.
Le attrezzature necessarie per la sopravvivenza di Laverne avevano espulso i mobili in stile Luigi XV: un ventilatore a pressione per la respirazione ricoperto con un tessuto bianco plastificato; nell'angolo, bombole di ossigeno collegate ai nebulizzatori.
Laverne aspettava di essere intervistata in quella che i medici chiamavano l'alta posizione di Fowler: delle due posizioni che le permettevano di portare aria ai polmoni, era quella che pareva pi vicina a una posizione naturale. Lo schienale era innalzato e lei era appoggiata a tre guanciali. Negli ultimi due anni si era abituata a usare una cannula nasale per inalare l'ossigeno, ma quando riceveva i rari visitatori si accontentava dell'aria a disposizione nell'ambiente. Il volto una maschera dipinta, trafitta da occhi scuri privi di luminosit.
Teneva un piccolo campanello d'argento nella mano sinistra, un taccuino - malridotto, perch molto usato - sotto la destra. Non c'era nessun segnale acustico provocato dall'ossigeno, non c'erano sigarette, fiammiferi, lenzuola sintetiche, cellulari.
Una smorfia le incresp il viso quando Nick si avvicin al letto. Non era arrabbiata, cercava solo di respirare.
Nick-Nicholas.
A ogni parola che pronunciava rimaneva senza fiato, con la schiena rotta, immobile come se fosse morta.
Nick mise gi la borsa e le afferr la mano ossuta, incrostata di pietre preziose.
 gentile da parte sua ricevermi, signora Taubmann. Come sta oggi?
Si accorse di aver sbagliato non appena ebbe pronunciato quelle parole.
Laverne trasse un respiro lento, faticoso, socchiudendo le labbra lucide in modo da lasciare intravedere l'umida oscurit interna. Stava morendo fra atroci sofferenze, la bocca piena di ascessi, si aggrappava a quello che le rimaneva della vita con le unghie in vetroresina - ecco come si sentiva.
Mi dica. Mi dica... di Grossman.
Si sedette accanto al letto, le raccont come Barbara Segal l'avesse trovato.
 successo qualche giorno fa. Barbara camminava lungo la Diciottesima Strada e lo ha visto mentre frugava in un bidone della spazzatura.
Sul suo viso tirato comparve un'espressione di estrema meraviglia. Nick annu.
Incredibile, vero? Barbara non ha capito subito chi fosse, ma poi, quando... Be', lo ha seguito, gli  andata dietro.
Seguito?
Adesso, mentre Laverne respirava, si sentiva uno schiocco debole ma chiaro. Uno schiocco come di catarro a ogni rantolo. Anche a mezzo metro di distanza, Nick poteva quasi assaporare il suo respiro.
Tornava nel suo istituto, nel Lower East Side. In ogni caso, ieri sono andato a trovarlo.
Lui ha spiegato perch?
In che senso?
Perch era... scomparso?
No. Noi...  stato un colloquio difficile. Era molto agitato. Tir fuori il registratore dalla borsa e lo sollev perch lei potesse vederlo. Ho fatto una registrazione.
La Gallagher emerse dall'ombra. Signora Taubmann?  sicura che...
Laverne protese il mento. Va' fuori! disse, tendendo i legamenti del collo. Poi, raccogliendo tutto il fiato: Fuori, Dio... ti maledica!
Digrign le mascelle putrefatte; gli occhi neri fissarono la Gallagher mentre si allontanava dalla stanza. Solo dopo che se ne fu andata, Laverne sprofond di nuovo fra i cuscini.
Un apparecchio, che a Nick sembr una sorta di umidificatore, emise un rumore secco, sibilando nella penombra. Per molto tempo Laverne riusc solamente a concentrarsi sul suo respiro. Infine estrasse un pezzo di stoffa scura dal copriletto e se lo mise in bocca con le dita tremanti. Quando lo tolse di nuovo, il rossetto era macchiato e qualcosa le brillava sul mento. Fiss Nick, furiosa di essere vista in quello stato.
Mi faccia sentire il nastro disse.
Nick premette il pulsante, ud un fischio che rimbombava, il rumore lontano del traffico.
Jack, la ringrazio davvero molto per avermi permesso di parlarle oggi. Lei non sa quante volte ci ho pensato, non immagina cosa significhi per me incontrarla.
Laverne giunse le mani, scuotendo il campanello d'argento sul copriletto. Chiuse gli occhi. Dopo aver ascoltato per un paio di minuti Nick che cercava di far parlare Grossman, li apr di nuovo.
Gross-man.
Arriva la rassicur Nick. Ci ha messo parecchio a scaldarsi.
Un tuono. Lo scricchiolio della sedia a rotelle quando Jack aveva tirato fuori le sigarette.
Aveva diversi problemi di salute in quel periodo.
Laverne aggrott la fronte e incominci ad agitarsi.
Qualcuno che bussava alla porta, la porta che si apriva, la Pirez che lasciava la stanza.
Sono curioso del maggio 1972. Che cosa l'ha indotta a scappare, Jack? Che cosa le ha fatto lasciare la clinica a quel modo? Per caso...?
Tu-pensi-di-potermi-imbrogliare?
Nick diede un'occhiata di sottecchi a Laverne. Lei lo stava fissando.
Non sto cercando di imbrogliarla, Jack. Perch cercherei di imbrogliarla, Jack, e in che modo? Il mio unico interesse, il mio unico desiderio,  darle il posto che merita nella biografia. Tutto quello che cerco  di...
Tu-pensi-che-non-ho-occhi?
La sedia che scricchiolava ritmicamente, Jack che si agitava.
Laverne scosse il capo. Nick premette il tasto di pausa.
Signora Taubmann? Quello che succede dopo, potrebbe trovarlo offensivo.
Mandi avanti... il nastro.
Nick riaccese il registratore.
Sono sieropositivo. Lo sapevi, Greer? Sono sieropositivo, e mordo.
Jack, non sono qui per...
Morder quella tua fottuta faccia!
Un suono di movimenti frenetici, un forte schianto quando il registratore era caduto a terra.
Perci non pensare di metterci su le mani.
Un lungo rantolo e poi il silenzio.
Jack, non capisco di cosa stia parlando.
La Pirez che tornava nella stanza.
Questo  interessante sottoline Nick.
S. Stavamo proprio, stavamo proprio parlando di... Jack?
Certo. Sei tu quello venuto apposta dall'Inghilterra.
Jack trasfer il suo peso sulla sedia che scricchiolava.
 qui per il dipinto. Come la Segal. Non la smetteranno fino a quando non ce l'avranno.
Il dipinto? Quale dipinto?
Diglielo. Diglielo dell'Incarnazione.
Laverne si copr il viso con entrambe le mani.
Nick mise in pausa il registratore. Laverne faticava a respirare.
Signora Taubmann?
Era come se avesse dimenticato la presenza di Nick.
Signora Taubmann?
Spost le mani, annasp, trov il taccuino di Max e se lo port al petto.
Signora Taubmann, va tutto bene?
Fece cenno di s col capo, la bocca prese una piega dura.
Continui con la registrazione.
Certo. Naturalmente. Ma magari, prima di farlo, volevo chiederle...  interessante, non crede? Quello che Jacob dice in questo punto. Sembrava avere l'impressione che io fossi andato da lui per prendergli l'Incarnazione. Per metterci su le mani.'
Laverne cerc di afferrare la caraffa. Nick si alz in un attimo e le vers l'acqua. Bevve, si ripos per un momento.
Vada avanti con il nastro.
Nick era in piedi sopra di lei, con la caraffa in mano.
Prima di proseguire, volevo chiederle... L'ansia di Jacob. La sua preoccupazione per il dipinto.
Laverne sollev le spalle ossute e poi le lasci ricadere.
L'Incarnazione, signora Taubmann. Il famoso dipinto che tutti pensavamo... Lei ha sempre sostenuto...
S, s, s... Non riusciva a respirare. Nick-Nicholas, tutta questa faccenda della... Incarnazione. Pensavo fossimo d'accordo di lasciarla perdere. Strinse i pugni e si spinse indietro fra i cuscini. Perch  cos importante per lei?
Be', per la verit non lo era. Fino a ieri.
Lo guard con gli occhi socchiusi.
Quando Jacob Grossman  stato ucciso aggiunse.
Per un momento lei rimase completamente immobile. Poi serr gli occhi, emettendo un suono tintinnante dal profondo della gola.
La porta si spalanc con violenza e la Gallagher si precipit nella stanza, seguita da due infermiere, spingendo da una parte Nick, che indietreggi rovesciando la sedia. La situazione lo riemp di disgusto nei suoi dettagli sgradevoli: la frenesia esagitata delle infermiere, la Gallagher che parlava a voce alta per coprire il rumore terribile che usciva dalle labbra di Laverne. Poi la bocca della vecchia si apr di colpo rivelando il suo interno nero, per richiudersi non appena un ago venne ficcato nel braccio bianco venato d'azzurro.

9
Lesioni specifiche - dalla A alla H. Eugene Glasco pass al terzo foglio della relazione sull'autopsia finch arriv ai test sull'istamina libera per avere conferma che, a eccezione della ferita all'interno dell'orecchio sinistro, le lesioni erano state inflitte dopo la morte. Poi torn pi su, fermandosi al punto F.
Guard attraverso le finestre, aperte per il caldo, ma gli vennero i brividi e sent un peso sullo stomaco. Si era sempre chiesto se ci sarebbe stato un giorno cos. Un giorno con un caso del genere. L'intera questione si era dischiusa dentro di lui come un fiore nero, disgustoso. Era uno di quei casi di cui si leggeva sui giornali. Con cui era meglio non avere a che fare personalmente. Ci che gli pareva pi evidente era che gli era capitato nel momento sbagliato della vita. Era troppo vecchio. Probabilmente sul lavoro era meglio adesso di dieci anni prima, ma meno sicuro, meno capace di far fronte al mistero.
La scrivania di fronte era vuota: Raymond era fuori con Patti Bonner a perlustrare la zona tra Ludlow e Broome - bussavano alle porte, tiravano le giacche di tranquilli borghesi e cercavano di trovare qualcuno che avesse visto qualcosa di strano o di sospetto il giorno precedente. L'istituto stesso aveva fornito diverse informazioni. I due investigatori avevano parlato pressoch con tutti, eccetto che con lo scrittore, il tizio arrivato per fare un'intervista un paio d'ore prima che Grossman morisse. Lo scrittore aveva lasciato un biglietto da visita alla Pirez, ma non aveva detto dove risiedeva a Manhattan n quanto tempo progettava di restare in zona. Avevano chiamato il suo numero di Londra e lasciato un messaggio in segreteria telefonica.
Si sforz di continuare a leggere.
Nessun lembo della carne tagliata era stato rinvenuto sul posto n era presente sul corpo. Il medico legale aveva ipotizzato che l'assassino avesse portato con s lembi di carne, cercando in questo modo di nascondere le impronte dei morsi.
Il telefono squill, facendolo sobbalzare dalla sedia.
Glasco.
Rumore di traffico. Un telefono pubblico.
Eugene. Sono io, Ray. Credo che abbiamo un testimone. Un certo Buffy Allen. Patti l'ha scovato a Broome, anche se abita a Orchard. Il suo bagno guarda sul retro del Delancey-Deere. Il vecchio dice che osserva, virgolette, l'uomo di colore seduto sulla veranda a fumare, virgolette, erba.
Veranda?
S, penso che intenda l'uscita di sicurezza. Comunque, guarda dalla finestra alle cinque circa di ieri e nota un individuo che va su e gi. Eugene?
S, ti ascolto.
Questo individuo  di altezza media, bianco, di corporatura massiccia, indossa una tuta da ginnastica. Ha uno zainetto sulle spalle. Alza gli occhi verso un addetto alla sicurezza che si trova a fumare sulla veranda'.
Le impronte latenti: due spanne da tre dita e una mano intera. Un maschio robusto, oppure un maschio non troppo robusto ma con le mani grosse.
Allen l'ha guardato in faccia?
Era troppo lontano, e il tipo aveva il cappuccio della tuta tirato su. Ma Eugene, fa' bene attenzione. La sua tuta da ginnastica  azzurro chiaro.
Il filo strappato sul telaio del letto: azzurro cielo. Il laboratorio dice che si tratta di tessuto elasticizzato usato per l'abbigliamento sportivo, tute da ginnastica, eccetera.
Eugene annu col capo.
Puoi portare qui il testimone?

10
Le infermiere erano cos impegnate nel difficile compito di mantenere in vita la loro padrona che si erano dimenticate di lui. In piedi nel corridoio buio, Nick le guardava andare e venire, portare vaschette e lenzuola. Sentiva la Gallagher che si muoveva all'interno della stanza e dava ordini. Una giovane donna asiatica usc con un lenzuolo sgualcito in mano, e sembr sorpresa di trovarlo l in piedi; stava per voltarsi a dire qualcosa alla Gallagher, ma fu interrotta da un lungo lamento soffocato. Si allontan di corsa scuotendo il capo. Nick sent Laverne che ansimava e piangeva.
Deve tenerlo disse la Gallagher, con la voce ridotta a un sussurro aspro. Senza, soffocher.
Non me ne importa! Si ud il rumore di una lotta. Voglio morire. Voglio solo... dimenticare.
Qualcosa cadde per terra.
Se fosse vero, non continuerebbe a leggere questo!
Io non... non sto leggendo.
E allora che cosa sta facendo? Penitenza?
Nick sent una risata amara, poi una bestemmia. La situazione stava diventando imbarazzante.
Si fece indietro, grattandosi il collo, quando all'improvviso la Gallagher apparve sul corridoio, con un contenitore in mano. Quando era arrabbiata, la bocca perdeva tutto il colore, e rimaneva solo lo spruzzo di lentiggini brune. Lo fiss.
Spero sia soddisfatto di s.
Mi dispiace si giustific Nick. Avrei dovuto informarla con maggiore delicatezza.
Nick-Nicholas!
La Gallagher chiuse la porta con un calcio.
Laverne chiam di nuovo, ma ora la sua voce era quasi impercettibile.
Deve andarsene intim la Gallagher.
Si sent un debole tintinnio dall'altro lato della porta. Il campanello di Laverne. Un'altra infermiera torn indietro di corsa lungo il corridoio.
Va tutto bene osserv la Gallagher, pestando i piedi. Bader io a lei.
Si ud un forte schianto, come di vetri rotti. La Gallagher bestemmi sottovoce e apr di nuovo la porta.
Nick la segu nella stanza.
Laverne, che adesso aveva messo la maschera con il ne-bulizzatore, era caduta di fianco sul letto. Aveva cercato di afferrare la caraffa dal comodino. I vetri rotti ricoprivano il pavimento.
Ma non pu stare pi attenta? esclam la Gallagher con rabbia, abbassandosi a raccogliere i pezzetti di vetro.
Laverne allung una mano. Nick-Nicholas.
La Gallagher si alz di scatto, si gir, lo vide in piedi dietro di lei.
Greer! Tremava di rabbia.
Mi racconti disse Laverne ansimando.
Chiedo perdono, signora Taubmann. Nick torn a sedersi. Che stupido sono stato. Avrei dovuto informarla con maggiore delicatezza.
Fissandolo rabbiosa, la Gallagher fece rialzare Laverne. Il respiro della vecchia form un fiore ovale di condensa sulla maschera di plastica.
Voglio... sapere... di Grossman.
La polizia  stata chiamata all'istituto alle sei circa. Ieri sera un investigatore  venuto a chiedermi cosa sapevo di Jacob. Cosa sapevo dell'Incarnazione.
La mano sinistra di Laverne spunt da sotto il taccuino.
Cos' successo? Com'... morto?
Penso sia stato... Nick esit, guard di sottecchi la Gallagher. Non sono sicuro. I giornali dicono che  stata una morte... molto violenta. L'investigatore ha parlato di un'aggressione fulminea.
Fulminea? Laverne aggrott la fronte, cominci a muovere lentamente la testa avanti e indietro, poi cerc di inumidire le labbra dentro la maschera.
La Gallagher riemerse dall'ombra, le sistem la fascetta dietro la testa, ma Laverne diede uno strattone per liberarsene.
Fiss freddamente la Gallagher e cerc di dire qualcosa, ma le parole si persero in un attacco atroce di tosse. Nick rimase a osservare, allarmato perch la crisi continuava. La Gallagher si mise dietro di lei e la spost delicatamente in avanti, poi cominci a massaggiarle la schiena. Laverne cercava di divincolarsi, con un'espressione di disgusto sul viso. Infine riprese a respirare normalmente.
Ordin alla Gallagher di uscire dalla stanza.
Nick aspett che la donna chiudesse la porta dietro di s.
Mi dispiace che sia cos sconvolgente per lei le spieg sporgendosi in avanti. O meglio, capisco che lo sia, ma anche questo mi spinge... Scosse la testa. Non sarebbe andato da nessuna parte supplicandola di dire di pi. Gli veniva tenuto nascosto qualcosa, e non aveva assolutamente idea del perch.
Signora Taubmann, Grossman mi ha detto che non avrei messo le mani sull'Incarnazione. La sorprende?
Gli occhi fissi. Vetro verde nella soffice carne rosa. Non sembrava affatto sorpresa.
 possibile che l'Incarnazione, il dipinto che lei vide a Tangeri, non sia stato distrutto? Che in qualche modo Jacob ne sia entrato in possesso e...
Laverne rise. Dapprima Nick non cap che cosa stesse facendo. In sei anni di incontri, non l'aveva mai vista ridere una volta, ma adesso era l, sulla soglia della morte, che tossiva debolmente nel suo becco di plastica. Gli occhi le si riempirono di lacrime.
 buffo disse lui, cercando di nascondere il fastidio che provava. Anche Jacob Grossman ha riso, quando gli ho chiesto se il dipinto era stato rubato dall'appartamento.
Lei port una mano sul viso e si sistem lentamente la maschera.
Forse dovrei ribaltare la domanda comment Nick. Voglio dire: siamo qui. Ha accettato di vedermi con un brevissimo preavviso. Perch? Jacob era cos importante per lei? Non credo.
Adesso qualsiasi segno di gioia le era scomparso dagli occhi, ma la bocca rimase chiusa.
Non gliel'ho detto, continu ma Jacob Grossman mi ha attaccato. Per la verit, mi ha morso. Sollev la mano fasciata. Ieri, quando sono andato a trovarlo. Parlavamo di Tangeri e...
Lei serr gli occhi.
Accenda il... registratore sussurr a fatica.
Trasse un respiro profondo e rabbrivid, poi fece un altro respiro, mentre il viso le diveniva pi scuro.
Lo accenda.
Nick prese il registratore dalla tasca.
Certo. Le far sentire il nastro. Tutto quanto. Gliene preparer anche una copia. Risponda solo a una domanda. Jacob Grossman  morto a causa di questo dipinto?
Laverne rimase immobile; il volto sembrava sempre pi congestionato.
Greer... disse, irrigidendo le mascelle putride, cercando di inspirare aria. Quando  venuto da me la prima volta, mi sono detta - ecco un giovane promettente... ecco qualcuno che capisce, qualcuno che... ha l'energia, l'applicazione per scrivere una vera biografia, per riuscire...
Nick si alz, facendo scivolare il nastro in tasca.
Mi dispiace disse. Ho lavorato troppo per essere tagliato fuori ora.
Laverne emise un lamento, muovendo la testa avanti e indietro sul cuscino. Poi sollev una mano, facendogli un cenno. Sembrava che, qualunque cosa avesse da dirgli, dovesse venir sussurrata. Nick gir intorno al letto finch non fu in piedi accanto alla sua testa. Laverne si strapp via la maschera dalla faccia e gli afferr la mano.
Ma adesso... sussurr con rabbia capisco... che lei  solo uno scribacchino, uno scribacchino... che fruga nella sporcizia, che fruga nella... Nick cerc di svincolarsi, ma lei lo tenne stretto. E la cosa... la cosa triste  che... nonostante tutto il suo darsi da fare, il suo darsi da fare... non riesce proprio a... capire. Le lacrime le scorrevano sulle guance imbellettate. Questo dipinto disse. Deve... dimenticarlo.
Nick si liber con uno strappo.
Mi dispiace, signora Taubmann. Non posso farlo.
Lo fiss, e per un attimo pens che forse stava per ridere ancora.
Mi dica solo le chiese.  per questo che  morto Grossman? Per il dipinto?
Lei inspir a fatica. Un velo di sudore comparve attraverso lo spesso strato di trucco sul labbro superiore. Poi fece un altro cenno a Nick.
Aspett finch il suo orecchio non le tocc quasi le labbra.
S rispose. E per questo morir anche lei.

11
Una volta tornato in albergo, Nick avrebbe voluto addormentarsi subito, ma non appena chiudeva gli occhi rivedeva Laverne, lo sguardo malevolo che gli aveva lanciato quando gli aveva preannunciato che sarebbe morto. Le aveva chiesto di spiegarsi meglio, ma lei si era limitata a un cenno di saluto dal letto. Nick aveva fatto la domanda e lei aveva dato la risposta. Ora stava a lui far girare il nastro. Aveva appoggiato il registratore sul comodino accanto alla fotografia di Max ed era rimasto in piedi nell'ombra. Quando erano arrivati al punto in cui si parlava della sifilide di Reardon e Grossman aveva pronunciato la parola mercurio', Laverne aveva cominciato a suonare il campanello. L'incontro era finito.
Non l'aveva pi guardato, e le sue sole parole, articolate come se parlasse tra s, erano state: Lui non lo sapeva.
Una luce rossa lampeggiava sul telefono. Nick la guardava intontito da forse cinque minuti, senza comprenderne il significato. Poi si ricord di Linda. Aveva lasciato passare una giornata intera senza mettersi in contatto con lei. E Linda se ne stava seduta nel seminterrato preoccupandosi dei conti, di lui e di loro due.
Premette il bottone con gli occhi chiusi.
10,52. Nick, sono Henry. Mi pare che tu sia fuori. Volevo solo dirti che ieri ho parlato con Miriam Florey. Lavora per il New York Times. Le interessa un pezzo su di te e sul libro... Sarebbe grandioso. Se ti chiama, sii gentile. Ha decisamente le conoscenze giuste. Ciao-ciao.
4,12. Torno sempre sulle stesse cose. Nick? Che cos'ha detto Laverne? Chiamami. La tv parla di tossici, di crack, ma... be', non riesco a crederci. In ogni modo, chiamami. Povero Jacob. Non posso... Oh, a proposito, sono io, Barb. Sono a casa. Ho delle cose da dirti.
5,30. Greer? Sono Tod Schaeffer. Chiamo per conto di Oscar Nagel. Nagel sta organizzando un piccolo incontro stasera per presentare il lavoro di Alec Kirkendale. Dalle otto. Spero possa venire. Grazie.
In un certo senso, la mancanza di messaggi da parte di Linda era peggio degli insulti rabbiosi che si sarebbe aspettato. Doveva chiamarla. Doveva darle delle spiegazioni. Stava per toccare il telefono quando gli squill quasi fra le mani. Afferr la cornetta.
Cos' successo con Laverne?
Era Barb. Sembrava agitata, ubriaca.
Barb? Cosa...
Le hai raccontato di Jacob?
S, s.
E...
L'ha presa male. La dottoressa Gallagher ha dovuto farle un'iniezione.
Nick percep il suono di una voce maschile dall'altra parte.
Chi ?
Solo un amico. Stiamo cercando di... venire a patti con la situazione.
Solo un amico. Nick si chiese se avesse inserito il dispositivo viva voce.
Barb? Ho parlato a Laverne della tua idea. Che forse Grossman aveva previsto visite. Che forse aveva il dipinto e che...
Non riusc a finire la frase.
E che? Che cos'ha risposto?
Barb?
S?
Dobbiamo parlare. Ho bisogno di parlarti. Possiamo incontrarci?
Del ghiaccio tintinn in un bicchiere.
Quando parti? chiese.
Domani mattina presto.
L'amico di Barb disse qualcosa, rimbomb una voce da basso.
Oh, gi rispose Barb. Ho un impegno stasera. Da Oscar Nagel.
Quella cosa su Alec Kirkendale?
Sei invitato?
Ho trovato un messaggio in segreteria.
Oscar deve saperlo gi disse Barb. Che sei stato da Grossman prima che fosse ucciso.
Che cosa?
Altrimenti perch ti avrebbe invitato?
Nick fece una smorfia. Normalmente, Barb era pi sensibile quando si trattava della differenza tra lui e loro, la sua vita e la loro vita. Lui parlava con gli amanti di Spira, ma questo non l'aveva fatto diventare uno di loro. Le conversazioni che aveva con loro, per quanto approfondite, in realt sottintendevano un baratro sociale delle dimensioni del Grand Canyon.
Penso che tu abbia ragione ammise.
Ho ragione. Credimi sulla parola. Le faccende di Nagel... Sembr concentrarsi su di s, preparandosi a spiegare quanto fossero esclusive le feste di Oscar. Cercher di torchiarti, Nick, di spremerti come un limone.
Adesso era un limone.
In realt, stavo pensando di saltare il turno disse Nick, distaccato.
Eh?
Ho proprio l'impressione di sentirmi male.
Sei sconvolto spieg Barb.  normale dopo una cosa del genere. Dopo quello che  successo a Jacob.  normale che ti senta cos.
Nick ci pens per un attimo. Forse, pens, era giusto. Come essere stati sfiorati da un camion. Prima vai avanti comunque, ma poi hai una reazione. Era davvero a pezzi.
Pensavo di stare bene, ma adesso... Comunque, non ho intenzione di andarci.
L ti potrei dare qualche notizia.
Quale notizia? domand, ma Barb aveva gi riattaccato.

12
Un paio d'ore pi tardi Nick sorseggiava un bicchiere di vino bianco tiepido e cercava di mostrarsi a suo agio in mezzo a una folla di persone ben vestite e ben introdotte, in uno dei saloni al primo piano della magione di Oscar Nagel.
Lo spazio era tipico dello stile di Nagel, una ex fabbrica di sottaceti che aveva riportato al suo originale aspetto lugubre all'inizio degli anni Novanta. Si trattava di una delle prime strutture in ferro di Manhattan, ma quando Nagel l'aveva acquistata erano rimaste solo l'intelaiatura rettangolare, le finestre e i pavimenti. Le altre strutture caratteristiche dell'epoca, come le grosse porte antincendio di acciaio, erano state prelevate da altri edifici e copiate dagli artigiani, che avevano ricostruito sui muri e sui pavimenti la patina di cent'anni di lavoro di conservazione in salamoia. Ne era risultato uno spazio enorme e luminosissimo, ma non proprio un luogo accogliente. Nick aveva letto da qualche parte che rappresentava il tentativo, da parte di Nagel, di tornare alle radici industriali create dal padre negli anni Venti, quando la Nagel Autotrasporti era parte integrante del paesaggio di New York.
Un quartetto d'archi suonava musica dissonante e stridente. Una forte luce inondava i muri rivestiti di mattonelle bianche, lasciando nell'ombra il centro della stanza. Nessuno dei ritratti esposti era alto meno di due metri.
Nick parlava con un giovane critico delle insidie di un'eccessiva mediazione nel Postmodernismo, quando dalla folla emerse Barb seguita da una vecchia amica, Anita Broek, una professionista di successo da Christie's, specializzata in arte del XX secolo. Era una donna di mezz'et, con un viso lungo e scialbo, mantenuto deliberatamente in secondo piano per far risaltare gli occhi, che risplendevano come gioielli per l'intensit del colore azzurro - molto tristi, e molto belli.
Era chiaro che Barb le aveva gi parlato dell'intervista di Nick a Grossman poco prima che fosse ucciso, ma Broek voleva sentirlo ancora, stavolta dal limone spremuto. I bellissimi occhi si spalancarono sempre pi, mentre Nick raccontava la storia, e si strinsero fino a chiudersi quando arriv al punto in cui Grossman sbatteva la faccia contro lo specchio.
E poi  stato massacrato disse lei, toccandosi la bocca con una mano. Si presume che Manhattan sia pi sicura con la tolleranza zero e via dicendo, ma mi sembra che certe cose continuino a succedere.
Voleva sapere se Nick fosse andato da un medico per via del morso. Nick si guard la mano.
Anita ha ragione intervenne Barb, appoggiandosi pesantemente sul braccio di Nick. Dovresti andare a farti controllare.
Ma ha appena... Guarda, ha appena scalfito la pelle.
Nick cerc di tirare indietro la fasciatura.
Dovranno tagliarlo sopra il gomito rimbomb una voce forte da baritono.
Tutti si voltarono.
Vista la direzione della luce, l'impressione iniziale fu quella di una giacca azzurra e di un paio di pantaloni di flanella grigia che si stagliavano nel buio. Era un vestito di marca, sorprendente a suo modo, indossato come una specie di livrea da cerimonia ufficiale britannica. Sopra la doppia fila di bottoni di ottone, il viso enorme era esattamente come sulla copertina di Eros tormentato: i pesanti occhiali di tartaruga, i folti capelli castani con la riga, da ragazzo, la bocca senza labbra, il soffice rotolo di grasso del collo spinto in gi sulla cravatta di seta.
Maledetti yankee esclam Martin Marion, mettendo in mostra la sua dentatura. Non siete contenti se non prendete appuntamento con uno sciamano o roba del genere.
Forse sulla costa occidentale, disse Barb freddamente ma a New York penso che troverai...
A New York  peggio che altrove tuon Marion. Guarda Pollock. Stava bene finch non  venuto qui. Vero, Greer?
Pensavo che la medicina di Pollock fosse il bourbon intervenne Broek.
 stato in analisi per un po' disse Nick scherzando. Junghiana.
Marion alz una grossa mano bianca.
Quando  andato a sbattere con l'auto contro quell'albero, ha posto fine bruscamente a un ciclo di trattamenti basato su una bevanda di guano e barbabietole.
Guano? chiese Broek.
S, rispose Nick lui...
Il poveretto pensava di dover trovare l'equilibrio tra oro e argento nella sua urina - s, proprio oro e argento, e il succo di guano serviva allo scopo. Un guaritore di Park Avenue aiutava Pollock per il problema dell'alcol. Gli faceva bere quella porcheria e fare il bagno in una soluzione di salgemma.
Broek scosse il capo.
Ma per quanto riguarda la sua mano, disse Marion, guardando dritto Nick toglierei quella stupida fasciatura. Sembra che cerchi di farsi perdonare uno scherzo. Lasci entrare l'aria.  tutto quello di cui c' bisogno, sa.
Nick cerc di sorridere, ma si rese conto che la bocca non voleva prendere la forma necessaria. Be', certamente non c' il pericolo della sifilide osserv.
Era come se avessero urtato un avvallamento della strada. Ci fu un momento di riassestamento.
Ho avuto l'opportunit di parlare con Grossman della sua idea che Reardon avesse la sifilide prosegu Nick. Che Spira l'avesse presa da lui. Mi ha chiesto, se Frank ce l'aveva, come era possibile che lui invece non ce l'avesse.
Come sapeva di non averla? Marion reclin la testa su un lato. Spero vivamente che non sia andato a raccontare questa confusa ipotesi a quella brava gente del New York Times. Perder la sua reputazione di studioso severo.
Guard intorno a s la cerchia dei volti, accertandosi che avessero compreso il significato di ci che aveva detto.
Oh, s, prosegu Miriam Florey mi ha chiamato questo pomeriggio. Come sa, seguo la retrospettiva per loro, ovviamente ci siamo sentiti abbastanza spesso negli ultimi tempi. Una donna affascinante. Aveva bisogno di aiuto per un pezzo che sta scrivendo. Mi ha accennato di aver parlato con lei. Sono riuscito a farle capire alcune cosette.
Nick guard il grand'uomo muovere vorticosamente il ghiaccio nel bicchiere. Non gli piaceva pensare quali fossero le cosette'.
Tuttavia l'ipotesi  interessante disse Barb. Cio, se Jacob non aveva la sifilide, bisognerebbe davvero chiedersi se Frank l'abbia mai avuta.
Marion fece tintinnare di nuovo i suoi cubetti di ghiaccio.
Trovo difficile credere che Frank mi abbia mentito su questo argomento comment.
Anch'io disse Barb.
Marion impieg un momento ad assaporare l'implicazione, poi scoppi in una fragorosa risata.
Forse dovremmo fare un'analisi sul cadavere di Grossman aggiunse, sforzandosi di mostrarsi divertito. Dopotutto, esiste la neurosifilide asintomatica. Forse non ne era al corrente, signora Segal. Dovrebbe essere semplice controllare eventuali anomalie nel fluido cerebrospinale. E mentre siete all'opera, perch non dissotterrare anche Tony Reardon, o addirittura Spira? In fondo, sappiamo dove sono seppelliti i loro cadaveri. Chiarite questa faccenda una volta per tutte.
Si volt, facendo un cenno di saluto sprezzante con la mano. Aveva la forfora sulle spalle.
Che personaggio eccessivo comment Broek con un senso di ammirazione.
Una bufala aggiunse Barb.
Mi pare di capire che il suo nuovo libro  pieno di dettagli osceni.
Nuovo libro? chiese Nick.
Penso che sia una bozza, per la verit. Per qualche ragione, ha deciso di farlo uscire prima. In ogni caso, sta passando di mano in mano.
Nick cerc di nuovo Marion con gli occhi e si chiese se sapesse che la Vita era oggetto di interesse da parte della Crucible. Poi lanci un'occhiata a Oscar Nagel, il vecchio azzimato in abito scuro e camicia bianca con il collo aperto. Era impegnato in una fitta conversazione con Cy Lockhart, l'ex avvocato difensore, che ora gestiva i suoi affari legali in esclusiva.
Il quartetto pass a una musica un po' meno disarmonica. Broek fu trascinata via da un esperto d'arte per discutere in privato. Nick vide passare un vassoio e desider intensamente una tartina.
Dovresti essere lusingato disse Barb.
In che senso?
Marion. Ha appena sollevato la zampa, per contrassegnare il suo territorio. Probabilmente ha sentito che sei stato da Jacob e l'hai intervistato poco prima che fosse ucciso. La gente parla di te, del morso. Lui ha portato qui il suo libro, ma tutti parlano di te. Sei nel suo territorio.
Il mio territorio precis Nick. Anch'io ho un libro dalla mia.
Tu?
La Crucible  interessata alla Vita.
Barb annu con entusiasmo. Be',  una grande notizia. Sapevo che era solo questione di tempo, e poi sarebbe arrivato il tuo momento.
Nick diede un'occhiata alla stanza e vide che Marion aveva messo un braccio sulla spalla di Nagel. I due si erano incontrati per la prima volta alla retrospettiva di Spira del 1965. A quell'epoca Nagel era gi nella seconda fase della sua carriera di commerciante d'arte. Sconcertato dall'emergere dell'Espressionismo Astratto e poi dal fiorire di artisti come Rauschenberg e Johns, si era pi o meno allontanato dalla pittura per concentrarsi sui mobili del movimento delle Arti e dell'Artigianato Americani del periodo tra le due guerre. L'incontro con Marion aveva cambiato tutto.
Entrambi erano convinti dell'importanza di Spira e dell'arte figurativa in generale. Era in Gran Bretagna che questa traccia veniva seguita con maggiore energia; grazie ai loro contatti londinesi e all'ampia conoscenza della scena inglese del dopoguerra, Marion era riuscito ad aiutare Nagel nell'acquisizione di diversi pezzi importanti, inclusi lavori di Lucien Freud, Kossoff, Auerbach, Hockney e Spira.
Quando nel 1985 Nagel aveva aperto la sua galleria a Los Angeles, Marion era stato il suo braccio destro. Se la Nagel Autotrasporti era stata la base della prima fortuna di Nagel, vendere dipinti alle celebrit di Hollywood aveva rappresentato senza dubbio la seconda.
Nick?
Si volt e incontr direttamente lo sguardo di Barb. Stava leggendogli nel pensiero. Trent'anni prima ne sarebbe stato folgorato.
Laverne ha detto qualcosa? chiese. Al telefono, prima, sembravi piuttosto...
Nick le pos una mano sul braccio. Si aspettava la domanda, ma adesso che gli era stata posta non sapeva cosa risponderle.
Cosa c' che non va?
Tutto. Si guard intorno, facendo attenzione che nessuno ascoltasse. Ho chiesto a Laverne se la morte di Jacob avesse a che fare con l'Incarnazione.
Allora?
Ha risposto: S.'
Barb cerc le sigarette e l'accendino nella borsetta, poi accost il viso segnato alla fiamma tremolante.
Ha detto anche... ha detto anche che io sarei stato il prossimo. Non ha detto esattamente il prossimo, ma che sarei stato ucciso. A causa del dipinto.
Barb esal il fumo verso di lui; i suoi occhi erano due puntini neri immobili nell'oscurit circostante.
Nick abbozz un sorriso.
Le  semplicemente uscito di bocca. Come un oracolo dei tempi passati. Per mettermi in guardia pi che altro, almeno credo. Voleva dirmi di lasciar perdere.
E tu? Lo farai?
Nick sorseggi il suo bicchiere. Non aveva ancora deciso che cosa fare.
In tutta seriet, penso che, be', a essere onesti...
Non le credi.
Nick si strinse nelle spalle. Non sapeva a cosa credere. Ma non capiva perch mai avrebbe dovuto essere ucciso solo perch faceva domande su un dipinto. Non gli sembrava possibile.
Barb si appoggi a lui, avvicinandosi ancora di pi.
Ma Laverne come sa del dipinto? chiese, esalandogli il fumo in faccia.
 proprio quello di cui volevo parlarti.
Che cosa?
Ricordi l'intervista che ho fatto a Marion?
Barb inspir il fumo nei polmoni e gli lanci un lungo sguardo indagatore.
L'intervista che ti ha cos cortesemente concesso. Certo.
Era accaduto due anni prima ed era stata molto deludente per diverse ragioni, una delle quali era stata l'insistenza di Marion per non registrare tutto quello che diceva. Se Nick voleva citarlo o parafrasarlo, lo poteva fare solo con il permesso di Marion. Al di l di questo, o forse proprio per questo, Marion aveva continuato a parlare senza peli sulla lingua, diffamando molte persone, in particolare Max Taubmann.
Aveva detto che Laverne era andata a Tangeri nell'autunno del '57 perch Max l'aveva spedita a fare un'offerta per un dipinto, e che, quando Spira si era rifiutato di vendere, aveva deciso di ricorrere a un'altra strategia. Quando Nick gli aveva chiesto che tipo di strategia, Marion si era fatto evasivo, dicendo solo che avrebbe dovuto pensare al furto nell'appartamento in rue d'Angleterre, e chiedersi perch Spira fosse cos terribilmente arrabbiato con Reardon per aver permesso che succedesse. Se a venir rubato fosse stato il dipinto, Marion non l'aveva specificato.
Nick aveva discusso della situazione con Barb, le aveva mostrato i suoi appunti (Marion aveva rifiutato la registrazione), e lei l'aveva messo in guardia dal continuare le sue indagini. Barb lo fiss con un'espressione cinica.
E allora? chiese.
Be', Laverne... Quando le ho parlato di Jacob, dell'Incarnazione eccetera, era davvero sconvolta. Arrabbiata con me. Intendo dire che non vuole che si parli di quel dipinto per nessun motivo. Mi chiedo il perch.
Pensi che Max abbia rubato il dipinto. Che lei cerchi di coprire gli eventi presumibilmente vergognosi di una trentina di anni fa.
Nick annu, osservando la striscia di fumo che usciva dalle narici di Barb.
Be', credo che non abbia senso continu lei. Come mi pare di aver gi affermato.
Ma... Nick cominci a sentirsi accaldato e a disagio. Allora come si diffonde una diceria del genere?
Perch Marion...
Qualche testa si gir al suono della sua voce.
Barb fece un tiro dalla sigaretta e soffi il fumo nell'oscurit.
Perch Marion, prosegu piano stronzo contorto qual , la diffonde. Mi sembra di ricordare di aver detto a suo tempo che la faccenda mi sembrava un calice avvelenato. Marion voleva solo che tu andassi in giro a chiedere alla gente se pensava che dietro il furto di rue d'Angleterre ci fosse Max. Era necessario pi o meno un giorno perch le notizie raggiungessero Laverne. Marion ti avrebbe spedito un biglietto d'auguri il primo giorno del processo per diffamazione.
Nick annu. Mentalmente aveva valutato la situazione in questi termini un centinaio di volte, ma non poteva fare a meno di pensare che Laverne nascondesse qualcosa.
Ti assicuro, Nick, questi sono i ferri del mestiere di Marion. Bugie e dicerie. Mi fa rabbia pensare a cosa ci sar nel suo nuovo libro. Barb gli tocc il braccio. Nick, va tutto bene?
Nick si mise una mano sulla fronte. Era madida di sudore.
Non preoccuparti la rassicur.  solo un attacco di panico. Ho bisogno di stendermi per terra e gridare per qualche minuto.
Che motivo c' di allarmarsi? Da quello che posso capire, stai facendo grandi cose. La pubblicazione con la Crucible. L'intervista con Grossman...
Nick scosse la testa. Il suo libro stava per uscire, e lui era un tizio perso nei boschi, un avventuriero da film di serie B che sprofondava nelle sabbie mobili.
Barb, si presume che il mio libro sia finito. Le bozze sono sulla mia scrivania, a casa. Linda aspetta che le tolga di mezzo perch la nostra vita possa continuare. E adesso c' tutta... tutta questa storia.
Il dipinto, intendi?
S, e...
E cosa?
C' dell'altro, dell'altro... Scosse la testa. Non aveva voluto parlarne, ma l'idea lo tormentava da quando aveva lasciato Laverne. Inspir profondamente, in preda al panico.
Ricordi quello che ti ho detto dello specchio? Di Jacob che si era alzato e... Barb fece cenno di s. Be', stavamo parlando di Reardon, se avesse o no la sifilide e, non so, qualcosa l'ha sconvolto - Jacob, intendo dire. Ho riascoltato il nastro pi volte, ed  successo nel momento in cui ho cominciato a nominare il mercurio, il mercurio che Reardon probabilmente usava per curare i sintomi. Jacob -  stato come se avesse capito un dettaglio. Si  alzato dalla sedia, ha camminato per la stanza, e...
Solo a pensarci, si sent gelare.
Scoppi un applauso dal lato opposto della stanza. I flash delle macchine fotografiche lampeggiavano. Nick vide Nagel mettere il braccio attorno alla testa pelata di un bambino con i pantaloni arancioni. Kirkendale.
Hai detto mercurio'? E questo l'ha sconvolto?
Ha per cos dire raccolto il termine, e ha continuato a ripeterlo. Perci ho pensato, capisci, che non avesse la testa a posto. Chi potrebbe dire che significato aveva quella parola per lui? Ma oggi... sono stato da Laverne, che voleva sentire il nastro registrato, no? Lo voleva sentire tutto quanto. Voleva - suppongo - sapere esattamente quello che aveva detto Grossman.
Perch?
Un'altra risposta complicata. Pot solo scrollare le spalle.
In ogni modo, siamo arrivati al momento in cui Grossman comincia con il mercurio, e Laverne... Guard Barb negli occhi. Mi ha chiesto di smettere.
Cio quando Jacob, quando lui...?
Prima. Non siamo arrivati fino allo specchio. Jacob ha detto mercurio' e all'improvviso lei non ha pi voluto sentire nient'altro.
In realt Laverne era rimasta cos immobile, cos tranquilla, che per un attimo Nick aveva pensato a un colpo apoplettico.
Come se significasse qualcosa anche per lei, osserv Barb.
Esattamente. Significava qualcosa. Confermava qualcosa, forse. Le sue peggiori paure. E sai che cosa ha detto, poi? Jacob non lo sapeva.' L'ha come sussurrato a s stessa. Le ho chiesto cosa intendesse, ma era come se io avessi cessato di esistere. Non ha pronunciato nessun'altra parola. Ha solo suonato il campanello.  arrivato qualcuno. Ed  finita l.
Barb scosse la testa.
Jacob non lo sapeva'? Non sapeva che cosa?
Non sapeva - e questo  il mio contributo odierno alle speculazioni in corso, perci prendilo per quello che vale - non sapeva che Reardon prendesse il mercurio per la sifilide. Non sapeva che Frank fosse infetto. Non sapeva di avere lui stesso la malattia.
Barb aggrott la fronte: non le piaceva quel discorso. Ma non piaceva nemmeno a Nick, che si pass una mano sul viso.
Ges Cristo sussurr. Torno a Londra domani mattina. Ci sono tutte queste ipotesi nuove, e io parto.
E a proposito dell'appartamento di Laverne?
Cio?
Barb sembr confusa, poi le sopracciglia si trasformarono in archi distesi. Gi, non ti ho dato le mie notizie.
Le notizie che non gli aveva dato per telefono: Gael Taubmann aveva affidato a Christie's l'incarico di valutare e vendere la collezione d'arte.
Non dirlo a nessuno. Non ancora. Non te lo avrei confidato, se tu non avessi un interesse particolare.
Io?
Ho chiesto ad Anita di portarti al palazzo di Park Avenue quando ci vanno per l'inventario. Penso che la corrispondenza tra Max e Laverne sia l, da qualche parte. Il materiale si trovava a Newport, ma Laverne l'ha fatto spostare a Manhattan quando ha cominciato a stare male. Anita dice che una delle stanze  piena di scatole. Solo carte e cianfrusaglie, secondo Gael. Ma ho pensato... Mi  venuto in mente che chi compie ricerche per un libro potrebbe vedere le cose secondo un'altra prospettiva.
Le carte private di Laverne: la possibilit di dipanare il mistero di Tangeri, ottobre 1957. Nick port una mano sulla fronte.
Barb, sarebbe...
Un calcio sulle pinne del Tricheco Torturato.
Risero tutti e due. Tricheco Torturato era il nomignolo che Barb aveva dato a Marion. Lo cercarono per la stanza, ma trovarono invece Oscar Nagel: il vecchio stava andando via, stringeva mani come quando era arrivato, per un momento punt un dito. Nick e Barb capirono che voleva parlare con loro.
Settantun anni, alto un metro e settantacinque, Nagel aveva ancora i capelli folti della giovinezza, ma bianchi, pettinati all'indietro, a formare onde morbide. Nonostante l'et, il volto aveva un'aria infantile, era largo all'altezza della fronte e si assottigliava fino al mento, quasi appuntito. La pelle aveva un aspetto curato, ma era ruvida e profondamente segnata, attorno agli occhi, di un azzurro opaco. L'ultima volta che Nick l'aveva incontrato, tre anni prima, all'hotel de Crillon a Parigi, erano stati separati da sei metri di tappeti persiani e da una composizione floreale. Nick leggeva un elenco di domande preparato precedentemente, mentre Nagel fumava un sigaro e si abbandonava ai ricordi, parlando della sua vita passata, della sua decisione di uscire dagli affari di famiglia dopo la Seconda guerra mondiale, della sua acquisizione di Teste urlanti di Spira nel 1947. L'acquisto aveva segnato un momento fondamentale per lui, l'aveva legato fortemente all'artista, da quel momento in poi. Aveva parlato a lungo anche di Tangeri, dove aveva trascorso un mese nel 1959, spaventato nel vedere quello che stava accadendo a Spira, e spaventato anche da Reardon, che aveva considerato fin dal primo incontro uno psicopatico.
Nei limiti in cui un tipo cos irregolare, impulsivo e affascinante potesse avere una missione, quella di Nagel era stata di promuovere la figura nell'arte, ed era molto orgoglioso di aver incoraggiato Spira a privilegiare l'arte figurativa, quando tutti gli altri preferivano l'astrattismo.
Afferr la mano di Nick.
Nick, sono contentissimo. Cos felice che lei sia riuscito a venire. Desidero farle vedere una cosa. E cominci a trascinare via Nick. Le voglio mostrare le Teste. Vieni anche tu, Barbara. La gente del Guggenheim le metter nelle casse entro una settimana. Voglio che Nick le veda qui, a casa. Vieni.
Uscirono dal salone attraverso enormi porte d'acciaio, fino alla quiete relativa dell'ingresso. Nagel parl tutto il tempo. Disse di non aver saputo nulla della presenza di Nick a Manhattan finch non aveva sentito della terribile vicenda di Jacob.
Rimarr, spero!
Rimanere?
A Manhattan.  necessario che lei sia qui alla fine del mese per la mostra. Diglielo, Barb. Deve esserci.
Nick sorrise radiosamente, chiedendosi se Nagel si rendesse conto che lui viveva a Londra ed era in cattive acque.
Arrivarono all'ascensore.
Non  qualcosa di eccezionale? chiese Nagel, tirando indietro la porta e facendoli entrare. Spinse una leva, e la grande gabbia cominci la sua ascesa sussultante attraverso l'edificio. La lampadina sul soffitto diffondeva una debole luce giallastra, che dava a Nagel l'aspetto di una mummia. Otis osserv. XIX secolo. Un vero pezzo da museo. Esattamente lo stesso modello installato nel grattacielo Haughwout - il primo ascensore di Manhattan.
Nick si guard intorno, fingendo di essere ammirato.
Elettronica a semiconduttori spieg Nagel. Microcircuito integrato al silicio. Fibre ottiche. Datemi la materia, datemi le macchine del passato, sempre.
L'ascensore si ferm con un pesante tonfo al quinto piano.
Lockhart mi ha raccontato che ha intervistato Grossman proprio prima che fosse ucciso not Nagel, sbattendo la porta.
La gente continua a lodarmi come se fosse una sorta di successo investigativo, comment Nick ma  stato possibile solo grazie a Barb, davvero.
Attraversarono altre porte d'acciaio e imboccarono un corridoio. Qui, il pavimento di cemento era stato ricoperto di sisal intrecciata. C'era l'odore tipico delle stalle.
 andato da Grossman perch conosce la gente giusta disse Nagel, voltandosi a guardare Nick. La gente si fida di lei, Nick, conoscono la sua seriet. Non lo sottovaluti mai. Sanno che ha svolto un lavoro scrupoloso per il suo libro.
Si ferm davanti a un'altra successione di porte e ficc il sigaro all'angolo della bocca, sorridendo. Il sorriso sembrava coinvolgere tutta la testa, spingendo in avanti il cuoio capelluto, e alterando la posizione delle orecchie. Quando appariva sulle riviste, sorrideva proprio in quel modo.
 pronto? chiese.
Entrarono nello spazio che Nagel considerava la sua casa. Il soffitto della sala principale era stato costruito su pilastri di ghisa e allineato con stagno pressato per dare la sensazione di un classico attico di Soho. La principale concessione al lusso era la terrazza sull'estremit dell'edificio che dava verso Grand Street, dove l'architetto aveva modellato il palazzo in modo da ottenere uno spazio esterno. Sul muro interno - un'area scintillante di mattoni dipinti di bianco lunga almeno quindici metri e compresa tra due porte d'acciaio monumentali - c'erano quattro ampie tele di teste urlanti; i dipinti erano inseriti in pesanti cornici dorate e protetti dal vetro.
Accidenti!
Nick si fece avanti, scuotendo il capo. Fino ad allora aveva visto i dipinti solo nelle gallerie. Qui, circondati da oggetti domestici e famigliari - piante e mobili di Nagel malridotti e rovinati - la loro stranezza e il loro eccesso erano quasi troppo intensi. I dipinti risalivano al periodo di New York di Spira, e per molti segnavano l'inizio della sua grande maniera'. I motivi distintivi erano tutti l: lo spazio espressionistico orientato nel senso della verticalit, il riquadro a forma di gabbia con la figura contorta, le frecce e i cerchi presi a prestito dai manuali di medicina che indicavano le aree di interesse. Il colore era applicato in maniera irregolare, sembrava granuloso in alcuni punti, lucido in altri. In ciascun dipinto una figura caratteristica, un uomo d'affari o un politico, forse, urlava la sua disperazione, e la sua testa si apriva come uno scrigno per rivelare denti da babbuino.
Allora? chiese Nagel.
Nick lanci un'occhiata tutt'intorno. Nagel era fermo a bocca aperta davanti alle opere, come se le vedesse per la prima volta.
Straordinarie rispose Nick. E possederle...  quasi...
Possederle! Io non le possiedo. Sono loro a possedere me, ad accarezzarmi l'anima. Strofino la mia anima contro di loro ogni giorno.
Ne ha comprate quattro su sette osserv Nick. Quattro Spira su sette esposti alla sua prima mostra. Prima che fosse veramente conosciuto.
S, certo. Arrivai l prima del grande Max Taubmann. Il mio primissimo acquisto. Pagai ventimila dollari. Sembrava assolutamente folle per l'epoca. Pensai che il mio vecchio mi avrebbe cancellato dal testamento.
Ridacchi tra s e s e tolse un pezzetto di garza di lino da una delle cornici.
La mia vita  cambiata da quando ho firmato quell'assegno. Avevo ventidue anni, Nick. Ma naturalmente sono cose che lei sa gi.
Nick sa tutto esclam Barb.
Nagel si allontan e ritorn con una bottiglia di scotch e alcuni bicchieri puliti. Riemp i bicchieri e poi li alz.
Questo  per lei, Nick. Per il suo nuovo libro. Dicono che sar una cosa mostruosa.
Mand gi lo scotch. Note a pi di pagina, appendici, bibliografia. Un mio amico alla Crucible ne parlava proprio l'altro giorno.
Nick sorseggi lo scotch e sent che il calore gli saliva sul viso. Era vero. Henry aveva ragione. La Crucible stava per fargli un'offerta.
Barb disse di aver sentito parlare della pubblicazione di un nuovo libro di Marion.
 solo una bozza intervenne Nick, rendendosi conto di aver mostrato tutto il suo disprezzo con quell'osservazione.
Nagel strizz gli occhi, divertito.
Una bozza? domand. Be', che cosa si aspetta da quel vecchio ciarlatano?
Ridacchi fra s fino a scoppiare in una risata vera e propria. Poi tutti si misero a ridere, e Barb sbatt indietro la testa sghignazzando.
Non fraintendetemi disse Nagel appena riusc a parlare. Voglio bene a quel vecchio imbroglione. Ma non mi preoccuperei di un suo libro, Nick. Il buon Marion ha una bella fantasia.
Si gir a guardare le Teste.
Ma mi dica continu. Cos'ha intenzione di fare dell'intervista a Grossman?  arrivata un po' tardi, vero?
Nick gli disse di Henry Stanhope, il suo redattore capo di Londra. E della prospettiva di aggiungere nuovi materiali.
Nagel sorrise, scuotendo la testa.
 un colpo di fortuna per lei precis. Questo  poco ma sicuro. Scovarlo, in primo luogo, e proprio prima che succedesse questa cosa terribile. Insomma, era esattamente l.
Be', per fortuna non esattamente l aggiunse Nick.
Ma com'era? chiese Nagel. Che aspetto aveva? Doveva essere cambiato in trent'anni, vero? Aveva qualcosa da dire sul fatto di essere sparito?
Non ne ha parlato. Invece ha parlato dell'Incarnazione.
La... Cosa?
Il dipinto che si presume Spira avesse...
Nagel sollev una mano. S, s. Mi dispiace. Avevo dimenticato. La famosa opera religiosa di Frank. Pensavo fosse finita nel bidone dell'immondizia.
Grossman sembrava convinto che fossi andato l per sottrargli il dipinto.
Nagel aggrott la fronte, e succhi la punta del sigaro.
Davvero? L'Incarnazione? Protese il labbro inferiore. Una cosa straordinaria. Grossman ha detto che ce l'aveva lui?
Non esattamente.
Nick pensa che potrebbe essere stato ucciso a causa del dipinto.
Nick lanci un'occhiata a Barb. Solo mezz'ora prima era stata d'accordo nel tenere la bocca chiusa. Ma poi gli venne in mente che Nagel era proprio il tipo di persona con cui aveva bisogno di discutere della questione. Non si poteva mai dire quali ricordi sarebbero riaffiorati.
A causa del dipinto? chiese Nagel, sorridendo, in attesa della battuta finale. Visto che non arrivava, tocc il braccio di Nick.  uno scherzo, vero? Barb mi sta prendendo in giro?
Un investigatore della omicidi  venuto nel mio albergo ieri sera. Non pensava fosse uno scherzo.
Nagel guard Barb, passandosi una mano tra i capelli.
Non so cosa dire comment. Pensavo che la storia fosse semplice, che fosse stato ucciso da qualche drogato.
Forse non  cos spieg Nick.
Ora Nagel scuoteva la testa con aria profondamente sconcertata.
E ha intenzione di mettere anche questo nel libro?
Ovviamente tu non ci credi, Oscar osserv Barb.
Nagel si scompigli i capelli.
Non  tanto crederci o meno. Ma se qualcuno viene ucciso,  normale che tutti si chiedano chi  stato. Ma questa  New York, ricordati.  Sodoma e Gomorra pi crack, cocaina e pillole di metanfetamina. Non sempre c' una spiegazione per quello che accade.

13
Il temporale fece svegliare Eugene subito dopo le quattro del mattino. Rumore di tuoni lontani. Guardando il soffitto, sentendo la pioggia, tutto quello che riusciva a vedere era Grossman - gli occhi sbarrati, i capelli arruffati, la bocca serrata, senza labbra.
Gli mancava Valerie, quando si svegliava nel letto vuoto. Lei gli toccava la spalla quando russava o si agitava, intrappolato in uno dei suoi incubi. Gli succedeva spesso quando vivevano a Manhattan. A cinque minuti da Radio City, come piaceva dire a Val. Un letto con un materasso che era troppo morbido per lui. Probabilmente il motivo per cui aveva la schiena a pezzi.
Valerie. La prima volta che l'aveva vista.
Meglio pensare ad altro. L'ultima volta che aveva visto suo padre, poco prima che morisse: il vecchio si era alzato in piedi per abbracciarlo; Kate, la sua sorellina, lass a Rhode Island; le sedie da cucina che aveva intenzione di comprare; il tipo dell'autorimessa che diceva che gli sarebbe costato 200 dollari disattivare il segnale della cintura di sicurezza. Ma non serviva a niente: dietro ai pensieri disordinati c'era la moglie, una sorta di bagliore azzurro uniforme, come una di quelle Madonne che si vedono ancora in giro, con la lampadina all'interno.
Meglio pensare alle procedure. Le procedure erano tranquillizzanti. Coordinare il personale in uniforme sulla scena. L'arrivo della squadra. L'interrogatorio preliminare del primo funzionario di polizia.
Sulla scorta delle indicazioni del medico legale, in particolare la rimozione delle impronte dei morsi, Eugene aveva preso la decisione di inserire i dettagli del caso nel Programma Crimini Violenti. Se l'assassino di Grossman aveva fatto qualcosa di simile altrove - e dato il modo ben congegnato con cui l'aveva fatto, Eugene immagin fosse pi che probabile - c'era la possibilit che il Programma ne avesse la documentazione.
Le procedure riuscivano a eliminare dalla mente gli eventi casuali e il caos. Fare ricerche sulla scena. Cinque metodi basilari. La Striscia. La Griglia. La Zona. La Spirale. Stendere un resoconto della scena del crimine. Stabilire le misure per garantire l'integrit della scena del crimine.
Un indizio o due sarebbero andati bene, naturalmente, ma il punto principale del Programma era la sua diffusione, ed entrando nel sistema Eugene sapeva in effetti di aver mandato un invito ad altre agenzie perch si facessero coinvolgere. Se l'assassinio si fosse rivelato parte di una serie che attraversava i confini tra stati, sarebbe stata solo una questione di tempo prima che l'FBI cominciasse ad annusare tutt'intorno.
L'ingresso nel Programma era accompagnato dalla richiesta di informazioni sui criminali che usavano simili modalit d'azione, avendo le stesse caratteristiche fisiche segnalate da Buffy Allen con l'abbigliamento sportivo azzurro. Avevano deciso che probabilmente il tipo che faceva jogging si era portato nello zaino i suoi attrezzi, un cambio di vestiti, e le scarpe da ginnastica. C'era troppo sangue sulla scena perch non ne fosse stato imbrattato. Perci sembrava assolutamente probabile che, dopo aver portato a termine il suo lavoro, si fosse cambiato i vestiti. Gli abiti insanguinati, le scarpe e i lembi di carne dovevano essere finiti nella borsa.
Pareva non ci fossero stati avvistamenti del tipo che faceva jogging dopo le cinque e mezza, ora presunta della morte, secondo il medico legale. Buffy aveva finito la sua seduta nel bagno ed era uscito per comprare il latte alle cinque e un quarto. Se il tipo che faceva jogging fosse uscito usando la porta di sicurezza, il vecchio non l'avrebbe visto.
Eugene rimase in ascolto della pioggia sempre pi intensa, pensando allo zaino. Immagin un ragazzo che lo tirava fuori da un cassonetto o da un bidone dell'immondizia e l'apriva per vedere cosa contenesse di tanto pesante.
Una volta poste in un luogo sicuro, le prove bagnate, che fossero conservate nella plastica o nella carta, dovevano essere spostate e lasciate asciugare all'aria.
Il tuono. Ora era pi vicino. Il fronte del temporale pass come un'onda. Eugene sent gocciolare la pioggia. Nella stanza l'odore di foglie verdi. Una delle ragioni per cui si era trasferito di nuovo nel Queens.

14
La mattina seguente, alle otto, quando era scattata la sveglia dell'albergo, Nick era gi vestito - si era stiracchiato sul letto, sentendo il mattino scivolare verso le undici, quando un aereo lo avrebbe trasportato via dalla Vita e, in questo modo, rendendo felici molte persone. Henry e Stanhope avrebbero avuto un libro da pubblicare contemporaneamente alla retrospettiva della Tate, Linda avrebbe ottenuto la restituzione della sua libert. Quanto a Laverne, avrebbe avuto la sua vera vita', una vita che scorreva dietro di lei come la scia di una nave di lusso su un mare da cartolina.
Nick chiuse gli occhi. Adesso provava vergogna. Per il modo in cui aveva pi o meno fatto il gioco di Laverne. Ne era sicuro, perch i detriti rotolavano nella scia della sua nave piena di falle. Aveva voluto evitare la sua ostilit guardandola troppo da vicino. Ora che aveva cominciato a guardarsi indietro, i sorrisi e la cooperazione di lei erano stati sostituiti da insulti e avvertimenti.
Si sedette sul letto e guard la valigia per terra, gi chiusa, in mezzo alla stanza. Scrivi dell'incidente di Grossman, disse a s stesso; spremi un paio di articoli e poi continua di nuovo con la tua vita. Per una volta pensa a Linda. Dopotutto, le cose stavano per diventare pi facili, ora. L'affare con la Crucible avrebbe allentato un po' la pressione economica, e avrebbe anche potuto aprire nuove strade.
Qualcuno buss alla porta.
Polizia di New York, sezione omicidi, Greer.
Attravers la stanza e apr a un personaggio robusto con la faccia rossa, gli occhiali con le lenti a mezzaluna e un paio di baffi grigi ispidi. Con lui c'era un tipo pi alto e pi magro, con un'espressione mite e sognante. Il tizio robusto mostr il distintivo.
Investigatore Eugene Glasco disse. E questo  l'investigatore Raymond Guthry. Vorremmo fare quattro chiacchiere.
Nick si ritrasse dalla porta e li lasci entrare. Era Glasco a guidare la conversazione. Indicando la valigia, chiese a Nick dove stesse andando, e quando Nick gli rispose a Londra, Glasco gli mostr una copia del Times.
Nick lesse il titolo: L'OMICIDIO DI JACOB GROSSMAN: UNA STORIA DELL'EAST SIDE. Il nome dell'autore dell'articolo era quello di Florey; era scarabocchiato sul margine destro, insieme al numero di telefono dell'albergo di Nick.
Ci chiedevamo perch non abbia fornito la sua testimonianza osserv Glasco. Ma immagino che fosse troppo impegnato a parlare con la stampa del suo incontro straordinario.
Nick guard il poliziotto dall'aria sognante, sorpreso dal tono e dall'ostilit.
Non capisco.
Cosa di preciso?
Io ho reso la mia testimonianza. Ho parlato con voi della polizia il giorno in cui  successo.
I poliziotti si scambiarono un'occhiata. Annoiata. Annoiati tutti e due.
Luned sera spieg Nick. In questa stanza. L'investigatore Bittaker  venuto a farmi alcune domande.
L'investigatore... chi?
Bittaker. Investigatore Bittaker.
Del dipartimento di polizia di New York? Il tipo aveva un tesserino di riconoscimento? Glasco ritir fuori in fretta il suo tesserino di riconoscimento, lo sollev perch Nick lo vedesse bene. Come questo?
Nick diede un'occhiata, cerc di ricordare.
S, ha detto dipartimento di polizia di New York. Ha bussato alla porta e ha detto Dipartimento di polizia di New York', sicuro, per farsi aprire.
Il poliziotto dall'aria sognante si diresse verso la finestra ed estrasse il cellulare. Digit un numero.
Dunque l'ha fatto entrare? chiese Glasco.
S, e... Aveva un biglietto da visita, uno dei miei biglietti da visita. Ne avevo lasciato uno a Grossman con il numero del mio albergo, nel caso volesse rimanere in contatto.
Glasco si strofin i baffi con la punta delle dita, mentre il suo collega parlava al cellulare e faceva domande, mormorando a voce bassa.
Aveva il mio biglietto da visita ripet Nick. Perci doveva essere stato... sulla scena del crimine, giusto?
Mi racconti di questo tizio disse Glasco. Che aspetto aveva?
Era... proprio brutto. Un uomo brutto, con un naso grosso. Alto un metro e settantacinque, un metro e ottanta. Tendente alla calvizie.
Bianco? Nero?
Bianco. Aveva i capelli ricci, rossicci. Li perdeva sulla fronte, ma per il resto arruffati, capisce.
Arruffati?
In disordine. E voleva... Mi ha fatto delle domande su Grossman. Avevo fatto una registrazione dell'intervista e voleva sentirla. Cos ce la siamo sentita tutta e mi ha fatto delle domande.
Ha fatto una registrazione?
Nick frug nella borsa ed estrasse il registratore.
Per il mio libro spieg, stringendo in mano il nastro. Per il libro che sto scrivendo.
Che ora era?
Le sette, forse le sette e mezza.
Glasco guard in tralice il collega.
Aveva qualcosa con s? Una borsa, uno zaino?
Solo una piccola busta di plastica con dentro il mio biglietto da visita.
Una busta di plastica?
S, di quelle che fa la Ziploc, una busta per i reperti, ho pensato. Mi ha fatto piuttosto impressione, sa, vedere il mio biglietto da visita in quella busta, sporco di sangue.
Glasco si tocc di nuovo i baffi, tirandoli contropelo verso l'alto.
Sangue?
Il poliziotto dall'aria sognante aveva finito di telefonare.
Be', suppongo si corresse Nick. Ho immaginato che l'avesse preso dalla scena del crimine. Come un reperto, sa. Perch? C'... C' qualcosa che non va?
Andarono in macchina verso il centro citt, sulla Crown Victoria della polizia senza segni di identificazione. Seduto dietro, Nick disse che doveva prendere un aereo. Il poliziotto con la faccia rossa gli rispose di non preoccuparsi, che gli avrebbero prenotato un volo pi tardi, poi gli allung il giornale per farlo stare zitto. Era molto difficile concentrarsi sulla pagina stampata.
L'OMICIDIO DI JACOB GROSSMAN:
UNA STORIA DELL'EAST SIDE
La vita di Jacob Nathaniel Grossman  giunta a una fine raccapricciante sul pavimento di un istituto di riabilitazione nel Lower East Side. Finora, nessuno dei Grossman di Rhode Island - i parenti pi vicini ancora in vita - si  fatto avanti per reclamare il cadavere, n ci si aspetta che lo far nell'immediato futuro.
Nato nel 1914 da una ricca famiglia di Manhattan, Grossman aveva condotto una vita normale fino all'et di diciotto anni, quando il padre lo scopr con la biancheria della madre addosso. Temendo la corruzione degli altri figli, mand Jacob a vivere con lo zio, Marcus Grossman, un militare, noto per la severa disciplina e la rigida moralit.
Il padre di Grossman non lo sapeva, ma lo zio Marcus era un pedofilo e un omosessuale non dichiarato. Per quanto non avesse mai subto abusi da parte dello zio, che evidentemente non si spingeva fino all'incesto, Jacob non venne certo riportato sulla strada dell'ortodossia sessuale. Gli fu anche affidata la conduzione dello studio fotografico del suo tutore, e nel 1935, a soli 21 anni, era ben conosciuto come uno dei principali testimoni della progressiva caduta di Manhattan nella Depressione. Le fotografie della demolizione dell'hotel Waldorf-Astoria nel 1929 lo avevano reso famoso fra quello che rimaneva del bel mondo di New York.
Ma fino alla sua clamorosa uscita di scena due giorni fa, era noto soprattutto per il suo rapporto amoroso con il pittore inglese Frank Spira, importante esponente della scena artistica della Decima Strada fra il 1934 e il 1956 e le cui forme biologiche figurative vengono oggi vendute all'asta per milioni di dollari. La relazione turbolenta, spesso violenta, descritta nell'opera fondamentale di Martin Marion, Eros tormentato...
Nick emise un sospiro, irritato, e vide che il poliziotto con la faccia rossa lo guardava nello specchietto retrovisore.
La relazione turbolenta, spesso violenta, descritta nell'opera fondamentale di Martin Marion, Eros tormentato, era finita ventisei anni fa, quando Grossman scomparve. Marion, anch'egli residente a New York dalla fine degli anni Sessanta, ha raccontato al Times che Grossman, una volta abbandonata nella primavera del 1972 la clinica dove veniva curato per dipendenza da cocaina, era comunque riuscito a sopravvivere ancora per un certo tempo. Jack il Corvo aveva una vena autodistruttiva, era come un piano inclinato scrive Marion. Il fatto che si fosse ritrovato in quel buco terrificante non  stata una sorpresa per quelli di noi che hanno seguito la sua fulminea caduta in disgrazia.
Lo scrittore Nicholas Green, a New York per effettuare ricerche per il suo nuovo studio su Spira, ha intervistato Grossman qualche ora prima che venisse ucciso. Era agitato e piuttosto confuso afferma Green, che sostiene di essere stato morso da Grossman in una zuffa scoppiata verso la fine del loro incontro. Il fatto che Grossman avesse cercato di camuffare la propria identit - era conosciuto soltanto come Jack dal personale e aveva tinto i capelli bianchi di un improbabile nero - alimenta l'ipotesi che temesse di essere ricercato, e che potesse perfino avere riconosciuto il suo assassino.
Marion, che conosceva Grossman personalmente e che  stato un grande amico anche di Spira,  apparso restio a fare ipotesi riguardo alle possibili cause dell'omicidio, ma ha confermato la possibilit che l'incidente sia in qualche modo collegato all'artista morto e al suo mondo tenebroso.
Qual  il problema? chiese il poliziotto con la faccia rossa, che lo osservava ancora nello specchietto.
Nick scosse la testa.
Hanno sbagliato il mio nome.
Davvero? Ehi, posso contare sulle dita di una mano le volte che i giornali hanno scritto il mio nome giusto. E faccio questo lavoro da trent'anni.
La sede della stazione del Settimo Distretto era un edificio moderno, basso, ricoperto di mattonelle marroni. Di fronte, dall'altro lato di Pitt Street, c'erano dei grattacieli dall'aspetto desolato.
Nick segu i poliziotti per tre rampe sulla tromba delle scale in cemento, ed entr in un'area aperta con il pavimento di linoleum grigio e le pareti azzurro chiaro. Su alcuni pannelli di sughero erano attaccate immagini di ricercati per omicidio, elenchi dei turni di servizio, bollettini, articoli di giornali e riviste. Le ampie finestre erano protette da avvolgibili neri, per tenere lontano il sole dalle scrivanie, che correvano per tutta la lunghezza della stanza. Quando entrarono, le teste si alzarono. Nick sent gli occhi su di lui, gli occhi seri dei poliziotti - ma chi cazzo sei, veramente? - malgrado il clima ridanciano tutt'intorno.
Gli presero le impronte, per eliminare tutte le eventuali prove che poteva aver lasciato sulla scena. Poi passarono in una sala per i colloqui, proprio accanto alla stanza dei reperti. Dipinta nello stesso azzurro piscina, la stanza era spoglia, a eccezione di tre sedie intorno a un tavolo di formica. Nick si sedette davanti a uno specchio incassato nel muro all'altezza dei suoi occhi.
I poliziotti volevano sapere tutto di luned, dal suo arrivo alla clinica alla partenza di Bittaker. Il racconto si protrasse per molto tempo perch continuavano a interrompere Nick per chiedergli chiarimenti, domandargli cosa aveva sperato di ottenere da Grossman, perch Grossman l'aveva attaccato, perch era scappato nel 1972, di che cosa aveva paura quell'uomo.
Ascoltarono il nastro dell'intervista una volta, due volte. Alle due si fermarono per bere un caff e mangiare un hamburger. Entr un funzionario in uniforme e disse a Glasco che c'era un'investigatrice, Marie Biedecker, al Settantesimo Distretto, e un tenente Robert Biddaker al Ventottesimo.
Dopo pranzo, Glasco sistem un registratore sul tavolo, pronunci il nome di tutti i presenti, dichiar la data e l'ora. Erano da poco passate le tre.
Dunque, torniamo all'uomo che  venuto a trovarla nella sua camera d'albergo esord, cercando di metterlo a proprio agio. Pensa che sia arrivato davanti alla sua porta intorno alle sette, sette e mezza?
S. Ero al telefono con mia moglie quando ha bussato.
Glasco aggrott la fronte davanti ai suoi appunti.
Intende Linda, a Londra?
Esatto. Ho messo gi il telefono, sono andato alla porta e ho trovato questo tizio. L'uomo che ho descritto.
Glasco chiese a Nick di descrivere l'uomo per la registrazione.
Altezza media, capelli rossicci in disordine, ricci, radi sulla fronte. Strani occhi grigio chiaro.
Strani?
Insoliti. Erano proprio smorti. E quel naso. Era... Chiuse gli occhi, cercando di pensare che cosa l'avesse colpito nel naso di quell'uomo.
Prenda il tempo che le serve disse Glasco. Questo  il genere di cose...
La pelle sulla punta del naso era, come dire, pi chiara del resto. Come se fosse tessuto cicatrizzato.
Aveva una cicatrice?
S, forse era una cicatrice. Il colore era diverso. Proprio sulla punta del naso.
Ha fatto caso alle mani?
No.
Ci pensi. Provi a visualizzarle.
Erano... Guard nello specchio per un momento, cercando di ricordare. Erano mani forti, grosse, con le unghie corte.
Aveva tagli, abrasioni, contusioni?
Non che mi ricordi.
Pulite, sporche?
Pulite, mi pare.
E com'era vestito quell'uomo?
A Nick balen davanti Bittaker in piedi sulla porta. L'effetto gli fece rizzare i peli delle braccia. Sul momento non ci aveva fatto caso, ma c'era qualcosa in lui, qualcosa di strano, qualcosa di negativo.
Nick?
Sapeva di sigarette disse Nick, e rabbrivid. Poi, vedendo l'espressione del viso di Glasco, aggiunse: Mi dispiace, ma mi  uscito cos. Puzzava di sigarette e mangiava caramelle. Ha fumato anche parte del tempo in cui ha parlato con me.
Marca?
Marlboro, penso. Aveva addosso qualche tipo di colonia. E poi, pantaloni e giacca. Una giacca sportiva che non gli stava bene. Ho notato come era rialzata all'altezza del collo.
Ed  entrato nella stanza.
S, l'ho fatto entrare. Ero cos meravigliato di vedere il mio biglietto da visita nelle sue.
Teneva in mano il biglietto? Glasco controll gli appunti aggrottando la fronte.
No, non lo teneva in mano. Era in una busta, come se si trattasse di un reperto. Ho notato una macchia marrone sul biglietto, e ho pensato fosse sangue.
Sangue?
Sangue secco.
Ha mai visto sangue secco sulla carta?
S. S, sono assolutamente sicuro che fosse sangue.
Assolutamente sicuro?
Sembrava proprio sangue.
E le ha fatto delle domande?
S, sul centro di volontariato Delancey-Deere. Mi ha chiesto quando ero stato l, se avevo visto qualcosa di strano, sa.
Solo un secondo. Guthry si spinse in avanti e spense il registratore.
E Linda?
Glasco sospir e si mise a scorrere in fretta gli appunti.
Quando l'uomo  arrivato alla porta, osserv Guthry lei era al telefono. Che cos' successo? Ha riattaccato?
S, certo, Nick annu, ricordando s,  stata una cosa strana. Me n'ero dimenticato. Quando  entrato, mi sono ricordato del telefono e ho preso in mano la cornetta. Ho detto a mia moglie che l'avrei richiamata. Dopo un momento, il telefono  squillato ancora. Ma lui... ci ha messo sopra la mano. Per impedirmi di prenderlo di nuovo.
I poliziotti non si mossero.
Ha toccato qualcos'altro?
No, non... Oh, s. Ha preso il registratore. L'ha rigirato tra le mani per un po'.
Osservarono il registratore sul tavolo. L'avevano toccato per tutto il pomeriggio. Glasco guard di sottecchi il suo collega e poi si alz. Lasci la stanza.
Nick guard Guthry che prendeva appunti in silenzio.
Faceva troppo caldo.
Ci vuole sempre tanto tempo?
Guthry alz gli occhi.
Voglio dire, passate sempre in rassegna le testimonianze per tutte queste volte?
Se sembra abbastanza importante rispose Guthry. Vogliamo che sia tutto chiaro.
C' la possibilit... Intendo dire, mi chiamerete ancora? Il problema  che io vivo a Londra.
Guthry lo fiss.
Non ci perderei il sonno.
Pochi minuti dopo Glasco ritorn e si accasci sulla sedia, lasciando cadere il taccuino sul tavolo. Nick not quello che aveva scritto in cima alla pagina.
Oh.
Indic il taccuino.
Cosa c'?
Ha scritto il nome sbagliato. Era Bittaker. B-i-t-t-a-k-e-r.
Bittaker?
S, con due t.
Come fa a saperlo?
L'ha scritto lui. Nick si port una mano alla fronte, ricordandolo solo allora. Maledizione. Mi dispiace.  solo che non... non ci ho pensato. Mentre lei ripeteva il suo nome, ho dato per scontato... quando  andato via, gli ho chiesto un biglietto da visita. Mi ha risposto che non ne aveva, e ha scritto il nome sul mio taccuino.
Il viso di Glasco si infiamm, divenendo un po' pi scuro. Prendendolo per gli angoli, Nick mise il taccuino sulla scrivania. Tutti e tre lo osservarono. Pennarello nero, scarabocchiato in diagonale, Bittaker Nono Distretto.'
Ha detto di cercare il numero di telefono sulla guida.
E ha sbagliato disse Glasco, riflettendo. Ma non di molto. A sud dell'East Hudson,  il Settimo. Una giurisdizione diversa.
Aveva senso dell'umorismo, per comment Glasco sottovoce. Si alz in piedi e and dall'altro lato della stanza, dove si guard allo specchio.
L'altro poliziotto si gir sulla sedia.
Come? Glasco torn al tavolo e indic le lettere maiuscole che aveva appena scritto sul taccuino.
Guarda disse, e tracci una linea verticale tra le due t.

L'Incarnazione

15
I poliziotti fecero un paio di telefonate, chiamarono la compagnia aerea per far tornare Nick con un altro volo. Atterr a Heathrow solo marted mattina. Dall'aeroporto, sotto un cielo che aveva il colore dello stagno, prese la Piccadilly Line e intanto preg che Linda dormisse, al suo arrivo. Tutto quello che desiderava era farsi una doccia, scivolare sotto le coperte vicino a lei e chiudere gli occhi.
Aprendo la porta d'ingresso, la prima cosa che vide fu un foglio di carta. C'era una finestra aperta, da qualche parte, nel retro del seminterrato, e la corrente d'aria l'aveva spinto fin nel corridoio. Era una pagina delle sue bozze, segnata di correzioni. La gir con le dita tremanti, vide la calligrafia pasticciata di Linda che riempiva il foglio.
Nick,
 colpa di tutti e due, mia e tua. Il torto non  mai tutto da una parte eccetera, ma avrei dovuto darmela a gambe quattro anni fa, quando mi hai confessato che avevi bisogno di altro tempo per il libro. La musica  finita quando me l'hai detto, e io ho scelto di ignorarlo. Pensavo, Nick ha bisogno di altro tempo e, per quanto concedertelo significava rimanere nel seminterrato e continuare a vivere da studenti (anzi, non da studenti, perch dopotutto io andavo a lavorare e certamente non imparavo niente), nonostante ci, ti ho detto Prenditi altro tempo, un altro anno se ne hai bisogno, perch mi ricordavo il primo libro e come ti aveva reso infelice fare le cose di fretta, usare le scorciatoie e infine consegnare un lavoro che sapevi non finito.
Non volevo vederti passare di nuovo attraverso una situazione del genere, e cos, quando la musica si  fermata, ti sono rimasta vicino. Poi  passato un altro anno. Poi quattro. E, musica o non musica, ho continuato a ballare. Anche se non avevamo soldi e non c'era nessuna possibilit che tu ne guadagnassi.
E adesso vuoi ancora tempo... Il telefono squilla nel cuore della notte ed  importante, ti porta a un'intervista che pu aprirti un numero infinito di nuove strade... Vedo capitoli, appendici, note a pi di pagina che scorrono in lontananza. Ma la banda  andata via, hanno spento le luci, e qui, in mezzo alla pista, mi sento improvvisamente sola.
Perch mi rendo conto - solo ora - che non si tratta effettivamente del libro, la Vita, come abbiamo preso a chiamarlo. Il problema sei tu e quello che ti serve per passare la giornata. Sei come quegli uccelli che devono inghiottire i sassi
Era finito lo spazio. Nick gir rapidamente la pagina. Ma dall'altra parte c'era solo il testo stampato. Entr in soggiorno. In piedi, con il foglio stretto fra le mani, sbalordito, impieg parecchio tempo per rendersi conto che i suoi libri erano sparsi sul pavimento perch Linda aveva dovuto spostarli per portare via i suoi. La sua collezione di sceneggiature, le sue guide del cinema a forma di mattonelle, i suoi vari libri di Fai-da-te' erano tutti scomparsi.
L'altra pagina era sul tavolo. La prese e si sistem sulla sedia.
per digerire il cibo. Inghiottono dei grossi sassi e saltellano su e gi, in modo che tutti i cardi e le erbacce che hanno mangiato si miscelino in qualcosa di digeribile. La biografia  il sasso della tua anima. Ne hai bisogno per i pezzetti di buccia e i rifiuti che tu devi (noi dobbiamo) masticare, un giorno s e uno no. E quando finalmente avrai finito con la Vita, fra un anno o forse due o tre, troverai un altro sasso da inghiottire, e l'intero processo ricomincer.
Perch  un processo, Nick. Un sistema di comportamento. Dico sul serio, e non lo intendo come un'accusa. Voglio solo che tu lo veda per quello che . Allora, ti sei mai chiesto perch Spira? Com' che quel pittore  diventato cos importante per te? So che ammiri la sua opera, che una volta l'hai incontrato per strada, gli hai stretto la mano,  stato un momento magico, eccetera eccetera, e, per l'amor di Dio, un biografo deve pur scrivere su qualcosa. Ma davvero  tutto qui?
Vedi, ti ho osservato. Ti ho osservato mentre cercavi di aprirti un varco e scavare. Voglio insinuarmi sotto la sua pelle dici, e lo fai, e alla fine arriva il giorno in cui apri gli occhi e i tuoi sono gli occhi di Spira - ogni riferimento  un riferimento a Spira, ogni memoria  una memoria di Spira. E, mentre balliamo, io ti guardo negli occhi e a volte (questa  la cosa pi dura da accettare) vedo un fondo di vuoto, come se tu non mi conoscessi, e mi dico, per forza non mi conosci, Spira non mi conosceva. Non ci siamo mai incontrati.
E forse per te  straordinario vivere con il suo genio, ma io cosa faccio? Come ne esco? Una dedica. Un sasso con sopra il mio nome.
Abbiamo sempre preso insieme le decisioni importanti, e prendere questa senza parlarne con te mi sembra sbagliato. Volevo parlare luned sera, ma tu hai dovuto attaccare il telefono. Ho pensato che era meglio cos, perch forse avresti potuto convincermi che stavo commettendo un grosso errore, e forse  cos, anche se non riesco a capire in che senso. L'errore  stato aspettare cos a lungo prima di fare quello che sto facendo. Questo  un addio, mio caro. Buona fortuna per la tua Vita.
Linda
Quando Henry arriv, due ore pi tardi, infilandosi nell'appartamento dalla porta aperta, trov Nick in soggiorno che riempiva gli scaffali.
Sarei dovuto venire prima disse, ma vedendo l'espressione di Nick, rimase in silenzio.
Da quando Nick lo conosceva, Henry usava i raggi ultravioletti per curare un certo tipo di micosi. Nel pieno dell'inverno, sfoggiava una leggera abbronzatura, ma d'estate quella cura della pelle gli conferiva il brillante color noce di un armatore greco. L'impressione era accentuata dai capelli, bianchi come la neve, che portava impomatati con il gel. Henry aveva un certo stile, e ammesso che non lo si guardasse troppo severamente, l'aria di una persona ricca o fortunata. Era uno dei motivi che avevano avvicinato Nick a lui, all'inizio.
Ha detto qualcosa? chiese Henry. Ha lasciato un biglietto o qualcosa del genere?
Nick si strofin le dita sporche di polvere sulla bocca e lanci un'occhiata al soggiorno. Tappezzeria scrostata, interruttori della luce storti, con le ombre untuose delle impronte delle dita tutt'intorno. Tra tutti e due non avevano mai guadagnato abbastanza per tappezzare nuovamente le pareti. O meglio, lui non aveva mai guadagnato abbastanza.
Pensa che il libro sia il sasso dell'anima spieg, e, guardando in basso, sul pavimento, improvvisamente fu preso dal terrore di annegare. Chiuse gli occhi.
Nick?
 giusto, Henry?
Che cos' giusto, vecchio mio?
 quello che pensi? Che il libro sia una specie di terapia? Una stampella?
Naturalmente no.
Nick si accost al letto. C'era un mucchio di panni lavati sulla sedia. Lenzuola e coperte, pi i suoi vestiti. Linda aveva fatto il bucato prima di andare via. Pensando a lui, come sempre. Sollev un lenzuolo e se lo premette contro il naso, ma sent solo l'odore del sapone. Poi vide le sue calze spaiate, di lana pesante verde e rossa, lise sui calcagni. Le metteva a letto quando faceva troppo freddo, cosa che accadeva quasi sempre nel seminterrato. Sembrava che le avesse appallottolate per portarle via. Le separ una dall'altra e le pose entrambe sul letto.
Henry entr nella stanza. Disse qualcosa del libro, afferm che era un risultato importante.
Sono dodici anni, Henry. Dodici anni.
Non sparir certo, vecchio mio. Riuscirai a parlarle. Dopotutto, sei in dirittura d'arrivo. Con il libro, intendo.
Quando l'ho incontrata... quando l'ho incontrata, tanti anni fa, era cos piena di vita, cos vivace.
Henry ricambi lo sguardo di Nick con un'espressione persa, quasi implorante.
Lo assal un altro attacco di fredda disperazione.
Be', guarda, devo proprio andare disse Henry. Perch non mi dai un colpo di telefono pi tardi? Cos parliamo del libro.
Nick alz gli occhi.
Che cosa devi dirmi del libro?
Be', adesso non  il momento di...
Nick scosse il capo, rendendosi conto che Henry non aveva attraversato tutta Londra solo per consolarlo. C'erano affari da discutere.
Riguarda New York? domand.
New York? No. No, ho saputo di New York solo quando abbiamo parlato. No,  che... Henry si tolse gli occhiali e cominci a pulirli. Ieri mi ha chiamato Stanhope per chiedermi delle bozze, quanto ti mancava a restituire le correzioni. Gli ho risposto che ti trovavi a Manhattan perch era ricomparso Jacob Grossman, e naturalmente lui era molto interessato. Abbiamo discusso dei cambiamenti che potresti fare. Si rimise gli occhiali e li spinse sul naso. Nick cap dalla sua espressione che la conversazione non era stata molto soddisfacente. Temo che sia stato poco incoraggiante.
In che senso?
Ha sottolineato che c'era un progetto ben definito e una data di scadenza.
Nick si diresse verso la finestra sporca. Una lumaca si stava avvicinando al vetro.
Questo non  davvero il momento migliore per discutere disse Henry.
Nick si volt.
Ma, Henry, il libro... In questo momento...
Non pensare che non dia abbastanza importanza al materiale su Grossman. Per la verit, penso sia assolutamente straordinario. La questione  se...
Non sto parlando di Grossman; almeno, non solo di Grossman. Quello che sto dicendo  che le cose sono cambiate. L'intera faccenda... si guard la mano fasciata. Ieri, mentre tu parlavi con Stanhope delle bozze, sono stato interrogato da due investigatori della squadra omicidi.
Henry rimase a bocca aperta. In un'altra situazione Nick sarebbe scoppiato a ridere.
No, non ho ucciso nessuno dichiar. Gli investigatori volevano chiedermi di una visita che ho ricevuto luned sera.
Una visita?
S, dell'assassino di Jacob Grossman.
Proseguirono fino al bar dove qualche volta Nick si fermava a prendere un panino per il pranzo. Era un posto stretto e sudicio, con una mezza dozzina di tavoli e una vetrata sporca che dava sulla strada. Come segno dell'arrivo dell'estate, il proprietario aveva aperto la porta, bloccandola con una cassetta dell'acqua minerale. I gas di scarico scivolavano dentro, assieme all'aria fresca di Londra.
Nick impieg un'ora a raccontare tutta la storia. Quando arriv a parlare dello humour dell'assassino, il bar si era riempito di gente in pausa pranzo. Un tizio dall'aria stanca, con una tuta azzurra, si sedette al tavolo accanto.
Bit Taker disse Henry a voce bassa.
L'investigatore Glasco ha scritto il nome in due parti, e l'altro, il suo collega, ha incrociato il suo sguardo. Ricordando il momento - Glasco che alzava gli occhi dal taccuino per incrociare il suo sguardo stupito - Nick sent i peli della nuca che si rizzavano. Mi hanno osservato, sono rimasti seduti a fissarmi, e allora ho capito. Chi era veramente Bittaker. Ho chiesto loro che cosa era accaduto esattamente a Grossman, ma non me l'hanno detto, hanno cominciato a parlare dell'importanza di mantenere il segreto sulle indagini.
Dunque...? Henry chin il capo. I suoi occhiali catturavano cerchi di luce. Non sono ancora sicuro che...
Mutilazione spieg Nick, guardando di sottecchi il tizio con la tuta. Cannibalismo. Roba del genere. Almeno, questa  la mia ipotesi, perch, come ho detto, non mi hanno voluto fornire nessun dettaglio. Ma bit taker' - colui che prende dei pezzetti' - cosa altro potrebbe significare? Quel tipo, chiunque diavolo fosse, mi ha giocato un brutto scherzo.
Rabbrivid e guard la strada, davvero brutta, attraverso la porta d'ingresso. Poi gli venne in mente che Linda se n'era andata. Ne prese coscienza con lo stesso dolore di quando se n'era reso conto tornando a casa. Pass un autocarro, facendo alzare un turbine di ghiaia sulla sua scia e, all'improvviso, gli venne in mente il periodo precedente a quando lui e Linda si erano trasferiti nel seminterrato. Abitavano in un posto in affitto a Islington, e avevano deciso di andare via. Ma gli inquilini di Elsham Road sostenevano di non avere intenzione di lasciare l'alloggio. Per due mesi si erano stabiliti a casa di amici, mentre gli inquilini cercavano di prendere una decisione. Erano stati costretti a mettere i mobili in un magazzino: 27 metri cubi, un deposito pieno di roba di altra gente, tutta impilata in casse. Tante vite sugli scaffali. Ogni tanto, andavano l per cercare qualche oggetto indispensabile - un bollitore elettrico, una sveglia con la suoneria. Nick ricord quando si trovava a guardare tutte quelle cose accatastate, e si sentiva, in una maniera alquanto strana, a casa'. Un luogo come quello si poteva mettere sottosopra o sfasciare in qualsiasi modo, ma non smetteva di essere percepito come la propria casa.
Nick? Henry era seduto sporgendosi in avanti, con i gomiti sul tavolo. Spiegami una cosa, perch quell'uomo, quel bit taker', perch sarebbe venuto da te?
Nick osserv il tizio con la tuta. Sembrava medio-orientale. Sorrideva tra s mangiando un panino.
 quello che voleva sapere la polizia. Ieri siamo stati seduti l, dall'ora di pranzo fino a sera, Dio solo sa a che ora, tornandoci sopra un sacco di volte. Le domande di Bittaker, il suo interesse per il nastro, il nastro stesso. Sono riuscito a capire che i poliziotti pensavano ci fosse un dipinto dietro tutta la faccenda, e che io cercavo di nascondere qualche informazione. Ecco... se questo psicopatico si prende la briga di venirmi a trovare, ovviamente c' qualcosa che so. In ogni modo, ho detto loro che, per quanto riguarda la documentazione accademica, l'Incarnazione non esiste. Ho citato Laverne. Ho citato Spira. Ho parlato di possibili ragioni per la confusione. Mi hanno fatto presente che forse ero io a essere confuso. Cos ho chiesto loro perch un dipinto cos prezioso dovrebbe rimanere segreto.
Henry infil in bocca un pezzo di pane, facendo cenno di s col capo.
Non ho riferito loro quello che mi ha detto Laverne.
Henry smise di masticare.
Nick si sporse in avanti fino a vedersi riflesso negli occhiali di Henry.
Mi ha detto che Grossman  stato ucciso a causa del dipinto. Mi ha anche chiesto di dimenticare tutto. Anzi, in verit mi ha detto che sarei morto anch'io a causa del dipinto.
Henry scosse il capo.
In quel momento ho pensato che fosse solo, non so, solo un modo di dire, ma dopo quella visita... Rabbrivid. Comunque, quando ho parlato con la polizia, ho preferito lasciar perdere. Mi sono chiesto, che cosa hanno intenzione di fare? Andare a disturbare quella vecchia signora malata, che in ogni caso negher tutto?
Henry inghiott.
Hai omesso delle informazioni alla polizia?
Nick distolse lo sguardo e vide che l'arabo, dopotutto, non sorrideva affatto. Aveva una cicatrice all'angolo della bocca che gli sollevava il labbro da una parte. Non in maniera vistosa. Era una cosa quasi impercettibile.
Lo so spieg Nick, muovendosi sulla sedia. Sai, non ne sono orgoglioso, ma in linea di massima... Be', volevo prendermi un po' di tempo per riflettere. Potrebbe essere davvero importante, Henry. Per il libro, voglio dire.
Tu le credi? A Laverne? Tu credi a quanto ha detto?
Che Grossman  morto a causa del dipinto? Non lo so. Ma... Avresti dovuto essere l. Davvero non voleva parlarne affatto, e in un certo senso la sua riluttanza contribuisce a rendere tutto pi probabile.
Ma il dipinto in s. Tu ci credi. Pensi che si trovi da qualche parte.
Nick guard il panino sul piatto. Aveva pensato di essere affamato.
Ho pensato a Bittaker disse. Sul volo di ritorno, non sono riuscito a pensare ad altro.  l, libero. Ne sono certo. Continuo a pensare a quando  venuto nella mia camera d'albergo e a chiedermi cosa volesse.
Informazioni rispose Henry. Anche lui cerca il dipinto.
Questo  quello che pensavano i poliziotti. Ma io non ne sono sicuro. Grossman mi ha dato l'impressione di essere convinto che chiunque gli facesse visita fosse gi a conoscenza di tutti i fatti. Mi ha detto che non ci avrei messo sopra le mani - dava per scontato che io sapessi tutto.
Ma si sbagliava.
Si sbagliava su di me. Ma sembra avesse ragione a credere che qualcuno sapesse che lui possedeva il dipinto. O che lui aveva delle informazioni sul dipinto. Se, come sostiene Laverne, quella  stata la ragione per cui  morto.
Henry aggrott la fronte. Perci, dimmi se ho capito bene. Questo Bittaker ha ucciso Grossman per...
Per farlo tacere, forse.
L'ha ucciso, e poi  venuto a cercare te.
Una cosa del genere.
Ma non ti ha ucciso.
 venuto da me perch voleva scoprire quello che sapevo io. Mi ha fatto tutte quelle domande. Allora pensavo fosse solo un poliziotto che cercava di seguire degli indizi, ma poi, quando ho parlato con gli altri poliziotti, quelli veri, ho capito che quello che voleva sapere era che cosa esattamente Jacob Grossman avesse detto a me.
Henry si pass una mano tra i capelli.
Voleva capire se tu fossi una minaccia.
Giusto. Nick diede un morso al panino. Mastic e inghiott. Era interessato al mercurio disse con un filo di voce.
Cosa?
Qualcosa che... ha mandato su tutte le furie Grossman quando ho cominciato a parlare del mercurio che forse prendeva Reardon. Bittaker voleva sapere che cosa ne pensavo. Voleva la mia opinione. E quando ho fatto sentire il nastro a Laverne... Diede un altro morso al panino. Non sapeva cosa dedurne. Mercurio. Un metallo tossico che veniva impiegato come medicinale. Era importante. Credo che Bittaker sia venuto nella mia stanza per vedere cosa sapevo, e mi sono chiesto cosa sarebbe accaduto se avessi detto: Certo, Grossman mi ha detto tutto. L'Incarnazione  stata dipinta a Tangeri nell'ottobre 1957, ma poi  stata rubata dal tale e ora fa parte della tale collezione privatissima, che si trova nel tale posto.'
Henry annu. Pensi...?
Penso che avrebbe potuto... S, senza pensarci troppo. Uccidermi. Penso che fosse venuto da me con quello in mente. Ma gli  parso chiaro che non sapevo niente. Ero solo un... un tizio perso nei boschi.
Henry si pul la bocca con il tovagliolo.
Mi chiedi se il dipinto si trova da qualche parte disse Nick. Be', a essere onesto non saprei. Ma conosco qualcuno, o piuttosto penso di aver incontrato qualcuno, che probabilmente lo sa.

16
Di nuovo nel seminterrato vuoto, rilesse ancora il biglietto di Linda, cercando di trovare qualche motivo di ottimismo, ma riusc solo a coglierne l'onest e il rimpianto per tanti anni sprecati. Aveva rinunciato a lui. Proprio quando lui stava per raggiungere un obiettivo, proprio quando la Vita stava sbocciando. Doveva parlarle. Era stata pronta a parlare con lui luned sera. Perch non ora?
Telefon al cinema, ma la linea era occupata. Fu solo quando ebbe attaccato che si ricord del lavoro. Era marted pomeriggio, e aveva promesso al suo capo, Bernard Steadman, che sarebbe andato in ufficio per un paio d'ore.
Si avvi verso il trambusto dell'ufficio, che odorava di tappezzeria, poco dopo le tre. Per una volta era contento di essere l. Steadman, un gran pezzo d'uomo, molto energico, che guardava il mondo attraverso pesanti occhiali anti bufera di neve, era accigliato e preoccupato. Succedeva sempre cos quando c'era di mezzo il numero del Fondo monetario internazionale. Momento culminante delle pubblicazioni dell'anno, il numero era stipato di pubblicit e di supplementi speciali, e questo significava montagne di testi, che dovevano passare interamente attraverso le strettoie della redazione.
Bernard gli porse un rapporto sui fondi di investimento a bassa capitalizzazione in India, e Nick si mise al lavoro, precisando, inserendo punti e virgole, eliminando sciocchezze e digressioni inutili. Ma restare concentrato era difficile. Le parole della lettera di Linda continuavano a inserirsi tra lui e il testo. La biografia  il sasso della tua anima, Nick. Voglio insinuarmi sotto la sua pelle, dici... Certo che voleva insinuarsi sotto la pelle del soggetto che aveva scelto. Ogni biografo degno di questo nome doveva farlo. Ma suggerire che fosse una sorta di parassita era ridicolo. O forse non ridicolo, ma comunque sbagliato.
Socchiuse gli occhi davanti alle bozze sudicie, dovette ritornare all'inizio di ogni frase diverse volte. Linda non capiva. Quella era la verit pura e semplice. Non sapeva cosa significasse gettarsi a capofitto in un'impresa, mettersi dietro a un argomento e fare pressione. Il coinvolgimento era inevitabile. Venivi coinvolto per forza di cose.
Non appena ebbe terminato con i fondi di investimento, Steadman gli mise in mano un rapporto sulle strozzature degli uffici amministrativi a Bombay. Era lungo pi di tremila parole e cominciava cos: Nonostante l'aumentato volume...'
Nick si strofin gli occhi, raddrizz i fogli al centro della scrivania, si alz.
Fuori trov Steadman, vicino alla macchina per il caff.
Che cosa c'?
Mi dispiace, Bernard, mi pare di non riuscire a concentrarmi.
Steadman sospir e lo guard attraverso le lenti spesse.
Concentrarti? A che ti serve concentrarti? Correggi solo questa roba.
Nick guard il sacchetto della spazzatura traboccante. Polistirene e tovaglioli sporchi. Caff versato e sacchetti rotti.
Il problema ... Scosse la testa, ma non seppe cosa dire. La situazione  difficile, ma devo affrontarla.
Piovigginava quando usc dalla metropolitana e, passando da Charing Cross Road, si diresse verso Leicester Square. Erano quasi le sei, e lo spettacolo del pomeriggio nel cinema di Linda stava per finire. In genere lei attraversava la strada per prendere un panino proprio a quell'ora, poi si sedeva nell'ufficio senza finestre ad aspettare l'ora dell'apertura serale. L'avrebbe sorpresa mentre usciva dall'entrata principale. L'avrebbe stretta fra le braccia: Amore mio, non lo sapevo. Non ne avevo idea. Andr tutto bene, adesso.
A un isolato di distanza dall'edificio del cinema, gli venne in mente che a Linda non sarebbe piaciuto che le piombasse addosso, e attravers la strada. Le avrebbe offerto l'opportunit di vederlo. L'avrebbe visto in piedi, l, sotto la pioggia.
La gente saliva i gradini del cinema per entrare nel foyer pieno di luce, dove era in programma una nuova versione di Ai nostri amori di Maurice Pialat. Non c'era una gran folla. Le persone uscivano dalle grandi porte di vetro e osservavano il cielo. Si aprirono gli ombrelli. Nick aspett che la donna che ritirava i biglietti sistemasse il cordone di velluto in cima alle scale prima di attraversare la strada.
Riconobbe Nick solo quando lui le chiese di Linda.
Non c' rispose, schiarendosi la gola. Non c' da diversi giorni.
Poi aggrott la fronte, e Nick cap che si stava chiedendo perch lui non lo sapesse gi.
Compr una pizza mentre tornava a casa e rientr nel seminterrato proprio quando la pioggia stava diminuendo. Mettendo in equilibrio il cartone caldo sul manubrio della bicicletta che era appoggiata contro il muro, cerc le chiavi di casa e apr. Poi si rese conto che la bicicletta era di Linda. Non riusc a ricordarsi se era l quando era rientrato dall'aeroporto e per una frazione di secondo pens di no - era tornata e stava asciugandosi i capelli con un asciugamano in bagno. Poi not la catena che passava tra la ruota posteriore e il tubo di scolo rotto, e gli venne in mente che aveva perso la chiave parecchi mesi prima. La bicicletta era l da allora. Faceva parte di un classico proposito di Capodanno: mantenersi in forma ed evitare la seccatura quotidiana dei trasporti pubblici, una decisione che avevano preso insieme... Nick asciug la sella. Non riusciva a ricordare. Non riusciva a ricordare, e all'improvviso questo sembr giustificare ogni parola del biglietto di Linda.
Squill il telefono.
Si addentr nella fredda oscurit, attravers il corridoio ed entr nella sala da pranzo.
Non stavi dormendo, vero?
Era Henry. Sembrava agitato.
Lavoravo rispose Nick.
Notizie? Di Linda?
No.
Be', ascolta. Questo dovrebbe tirarti un po' su di morale. Ho appena finito di parlare al telefono con Miriam Florey a New York, e le ho detto che il suo pezzo mi  parso straordinario.
Nick si scroll di dosso l'impermeabile.
Straordinario? Henry, non ha nemmeno scritto il mio nome in modo corretto.
E le ho raccontato dell'indagine della polizia, di come probabilmente hai ricevuto l'assassino nella tua camera d'albergo, cosa che, ovviamente direi, ha ritenuto molto interessante. Vuole preparare una continuazione del pezzo e vuole che tu scriva circa duemila parole sugli amanti di Spira. Ecco il titolo dell'articolo: Gli amanti di Spira.' Fino a duemila parole. Ti chiamer lei stessa, perci ti prego di essere gentile.
Nick si tolse le scarpe fradicie, poi si liber delle calze.
Siamo sulla buona strada, Nick. Questo genere di articoli aiuta davvero l'andamento delle cose a New York.
Ma le bozze? Devo restituire il manoscritto a Ernest Stanhope la settimana prossima, e bisogna inserire il nuovo materiale su Grossman. Altrimenti...
Oh, non preoccuparti. Credo che una volta che Stanhope sentir come vanno le cose, ne sar contentissimo.
Stai dicendo che mi conceder altro tempo?
Be', non ho ancora parlato con lui, ma il materiale  sensazionale, Nick.  un vero salto di qualit.
Nick riattacc, confuso. Poi gli venne in mente che non aveva ancora detto a Henry della vendita Taubmann, di come Barb avrebbe cercato di fargli avere accesso ai documenti conservati nella residenza di Laverne a Manhattan.
And in cucina e appoggi le calze sul bollitore dell'acqua, poi torn in soggiorno e prese in mano il telefono. Respir forte, premette il numero uno sul dispositivo di chiamata automatica veloce. Rebecca Falk.
Rebecca, o Becks', come le piaceva essere chiamata, aveva studiato Letteratura inglese con Linda all'universit, ed era la sua amica pi vecchia e pi fidata. Aveva continuato a studiare Legge e adesso lavorava per una multinazionale tentacolare della City, dove si occupava di adempimenti giudiziari. Nick non aveva mai capito che cosa significasse, ma non aveva difficolt a immaginare Becks che costringeva le persone a adempiere a determinati compiti. Non le era mai piaciuto, non aveva mai tentato di nascondere il fatto che lo ritenesse un perdente.
Rebecca sembr alzare il telefono nell'istante stesso in cui si era messo a squillare, e ricambi il suo timido saluto con un gioioso e polemico Nicholas!' Udendo la sua voce, Nick si sent improvvisamente impreparato.
Com'era New York? chiese lei.
Bella. Interessante.
Dicono che se ce la fai l, puoi farcela ovunque.
La sua risata gli fece rizzare i peli della nuca.
Mi aspetto di trovare presto in tutte le librerie il Grande Libro.
Nick cerc di deglutire, ma non ci riusc. Be', non  esattamente quel tipo di...
Naturalmente no. Nick, tesoro, a essere sincera sono qui insieme ad alcuni amici adesso. C'era qualcosa che...?
Mi chiedevo se sapessi dove si trova Linda.
Certo che lo so.
Be', potresti...
Sta qui da me, stupido.
Lo disse come se la cosa fosse ovvia, sbattendogli in faccia quel dato di fatto. All'improvviso gli fu difficile respirare.
E lei...?
Non vuole parlarti. E a dir la verit la capisco benissimo.
Come? Afferr il telefono con tutte e due le mani. Come? Ma perch, Becks?
Nick, davvero non ha senso...
No, ha senso, maledizione!
La rabbia esplose dal nulla, lo fece sobbalzare, lo sconquass fino ai piedi nudi.
Non alzare la voce con me replic Becks, parlando tranquillamente e senza tradire la minima emozione. Non alzare la voce.
Non sto... non sto alzando la voce.
Hai Alzato La Voce.
Sto solo... sto solo cercando di capire che cosa...
Be',  una cosa che probabilmente dovresti discutere con Linda. Quando avr voglia di parlare. Nel frattempo, ti dico solo una cosa.
Si sent un suono ovattato, Becks che spingeva il telefono contro la spalla. Nick ud una conversazione soffocata, ma non cap se fosse Linda o no - poi un rumore acuto di metallo contro metallo. Una pentola. Erano vicini all'altare di acciaio lucidato della cucina di Becks.
Sei ancora l?
Nick assent appena.
Volevo solo dirti che in tutti questi anni ho visto che la controllavi, la maltrattavi, la trattenevi con la forza; aspettavo con ansia il giorno in cui lei si sarebbe svegliata e ti avrebbe visto per quello che sei, una persona abietta ed egoista. Finalmente l'ha fatto, e ne sono felice.
Poi riattacc.
Nick mangi la pizza in piedi, vicino al lavandino, poi usc a comprarsi una bottiglia di Jameson, bevve whisky e soda finch la soda non fu finita, poi continu a berlo liscio.
Il telefono squill: amici premurosi, che chiedevano notizie o volevano dare consigli. Si erano diffuse voci sulla rottura. Nick lasci in funzione la segreteria telefonica fino a quando, alle undici circa, Tyler lo chiam. Tyler era un vecchio amico, un compagno di bevute dei tempi della scuola, che ora si occupava della pagina letteraria di un quotidiano di Londra. Era appena tornato dal bar, dove qualcuno gli aveva dato la notizia. Sembrava facesse fatica a capire la situazione.
Cio, voi ragazzi siete, come dire, cos stabili esclam, respirando pesantemente contro la cornetta. Cos... cos armoniosi. Mai, non litigate mai.
Tyler e la sua ragazza avevano litigato tutto il tempo finch lei non se n'era andata un paio d'anni prima. Nick comment che forse sarebbe stato meglio se lui e Linda avessero litigato. Forse la tensione non sarebbe cresciuta tanto.
Tyler?
Eh?
Sai com' importante questo libro per me.
Il tuo libro? La Vita? Certo. Naturalmente.
Pensi... Hai mai pensato che forse  troppo importante? Che ci ho riversato troppe energie?
Tyler rutt. Davvero? gli chiese. Voglio dire, possibile?
Si sent il rumore di una bella sorsata: Tyler beveva birra, nella cucina che non era pi stata pulita dal giorno in cui la sua ragazza era andata via.
Linda pensa che sono ossessivo.
Anch'io, Nick. Assolutamente.  quello che mi piace di te. Non sai quando fermarti.
Grazie.  proprio quello che ho bisogno di sentirmi dire adesso.
Ritieniti fortunato. La maggior parte della gente, e includo me stesso in questa categoria, non sa quando cominciare. O dove o come. Ecco perch sono un fottuto giornalista. Ecco perch non ho mai... Si sent ancora il gorgoglio di un'altra sorsata. Ti dico, la strada dell'eccesso porta al...
Palazzo della saggezza concluse Nick. Eh, gi.
Rimase seduto al buio, bevendo e ascoltando le voci.
Alle tre del mattino si tolse la fasciatura dalla mano. Il segno a zigzag sembrava la cosa pi strana del mondo. Cerc di raddrizzare il taglio dei capelli davanti allo specchio del bagno, tastando con le mani dietro la testa le ciocche che Linda aveva mancato. Le forbici si chiusero con un suono cigolante. Gett nel gabinetto i capelli tagliati. Poi prese una sedia e rimase seduto per un po', sfogliando i libri di medicina alternativa di Linda. L'ignazia era indicata per la depressione conseguente la fine di una storia d'amore, ma anche per un lutto. Non sapeva cosa fosse l'ignazia, ma era sicuro che non sarebbe stato male averne un po', perch si sentiva proprio male seduto l al freddo: qualcuno che conoscevi da sempre, che ti conosceva da sempre, all'improvviso se n'era andato, svanito sotto terra. Per sempre. Facendo scorrere la punta delle forbici nel libro, portando la lama il pi vicino possibile al dorso, con estrema attenzione lacer la pagina. Naturalmente, Linda non era morta. L'aveva lasciato. L'aveva lasciato perch lui l'aveva lasciata. Era scomparso nella Vita.
Rest seduto per molto tempo, con le fredde lame di metallo premute contro la bocca, poi and in soggiorno, sempre con le forbici tra le dita. Si lasci cadere sul divano e, fissando il soffitto, pronunci alcune frasi che pensava Linda volesse sentire, incluso il fatto che l'aveva sempre amata, l'amava ancora, e che, se l'aveva trascurata, gli dispiaceva, ma lei l'aveva conosciuto per quello che era fin dall'inizio. E da allora in poi sarebbe stato diverso. Il libro era finito. Quasi finito, in ogni caso. C'erano solo un paio di cose che aveva bisogno di sbatterci dentro.
E, mentre parlava cos, si ritrov di nuovo in piedi.
Ubriaco com'era, impieg un po' di tempo a mettere la mano sul quaderno giusto. Ne usava un paio al mese da oltre sei anni, impiegandoli come un deposito di idee, osservazioni, citazioni. Erano legati con fasce di gomma spessa - ogni pacchetto, un anno di appunti.
Maggio 12-26, 1996' aveva una semplice copertina azzurra. Tir fuori il quaderno e cominci a girare frettolosamente le pagine. Poich Marion aveva rifiutato la registrazione, la migliore trascrizione che aveva del loro colloquio era costituita da dodici pagine scritte con una calligrafia quasi indecifrabile e da lui annotate successivamente. Il passaggio rilevante era contrassegnato da un punto esclamativo, e dalle parole Barb dice calice avvelenato.' Diverse righe erano sottolineate in nero.
Marion: Tangeri - Laverne ci and nell'autunno del '57, perch Max la mand a fare un'offerta per un'opera che era certo che Spira avesse completato (controllare la corrispondenza Max/Spira del '56/'57).
- Perch non c' menzione di questo in Eros tormentato?
Marion:  un nido di scorpioni, Greer? Non mi piacciono (gli scorpioni). Inoltre, non volevo mettere in imbarazzo persone che considero miei amici.
- Che cosa c' di imbarazzante nel fare un'offerta per un dipinto?
Marion: ricevere un rifiuto.
- Spira ha rifiutato l'offerta di Max Taubmann?
(a questo punto Marion si diede dei buffetti sul naso, ruot gli occhi, etc. dicendo sostanzialmente s, penso di s)
- Continuo a non cogliere alcun motivo di imbarazzo.
Marion: Ha bisogno di fare un passo indietro. Di avere una visione pi ampia. Causa ed effetto. Consideri gli eventi del gennaio 1960.
- Sta parlando del furto? I ladri in rue d'Angleterre?
Marion: Quando si fa un passo indietro, si vedono molte cose interessanti.
- Max Taubmann era il mandante del furto?  questo che mi sta dicendo?
(Marion - faccia di pietra, la Sfinge con il gin tonic, ma non dice di no)
- Ed  stato questo dipinto a essere rubato? Che prove ha?
Marion: Ah, certo. Le prove. La croce che lei si porta addosso. Assolutamente nessuna, Greer. Le mie fonti, comunque, sono nella posizione di sapere.
Nick si gratt la fronte, ondeggiando un poco sotto la luce del soffitto. La storia sapeva tanto di Marion: una notizia sensazionale avvolta in cenni e ammiccamenti, non dimostrabile, non riferibile; Marion che non voleva proseguire il racconto in considerazione dei sentimenti dei suoi amici. Ma osservando adesso il fatto, considerandolo alla luce di quello che Laverne gli aveva riferito, si chiese, nonostante tutto ci che Barb aveva detto in merito ai calici avvelenati: se il dipinto rubato da rue d'Angleterre era l'Incarnazione, e Max era dietro a esso, allora il comportamento di Laverne diveniva, se non comprensibile, almeno chiaramente interpretabile.
Mi ritrovai per una selva oscura3.
Non sapeva che cosa l'avesse indotto a decidere di ritappezzare la stanza. Probabilmente il whisky, o forse la paura - il desiderio di riempire il vuoto che sembrava aprirsi attorno a lui. Qualunque cosa fosse, si concentr sul lavoro con costanza, ritagliando e incollando. Alle sette la stanza si era trasformata in una sorta di tempio. La vita e l'opera di Spira erano dappertutto - riproduzioni con rossi caldi e porpora vischiosi ritagliati dai suoi libri, fotografie, copie degli originali, stampe a mezzatinta staccate dai giornali. Una copia della maschera d'oro che Ronald Meeks aveva fatto nel 1962 - Spira a circa cinquant'anni, sereno, ieratico - si era guadagnata il posto d'onore sulla mensola del caminetto. Una riproduzione del Cupido si trovava sopra la porta che conduceva alla camera da letto.
Linda aveva sempre odiato quel dipinto, ma per lui aveva la forza di un rito vud, era effettivamente lo Spira, sembrava derivare dal nulla e dal tutto, da Goya ed Euripide, da Blake e Picasso - curvo e totemico, un uccello a forma di pene su un piedistallo, incapace di volare, con un corpo a forma di scroto che si piegava su s stesso e gli occhi bendati.
Lo amava, e in particolare amava vederlo attaccato sopra la porta, l'uccello del cattivo augurio, che protendeva il sorriso lascivo strapieno di denti contro la faccia di chi passava sotto. Spinse le forbici su un'altra pagina, osservando con attenzione uno spazio sopra la finestra che era appena fuori della sua portata.
3 In italiano nel testo.

17
Eugene non riusciva a capire: l'omicidio di Grossman era successo solo da cinque giorni, ma la cartella dedicata al caso aveva l'aspetto malconcio, macchiato di caff, di una pratica irrisolta da lungo tempo. Con il rapporto originale, l'autopsia di Kadomato, i questionari di Raymond e della Bonner - quello di Raymond chiaro, quello della Bonner fatto davvero da cani - i tabulati del Programma Crimini Violenti e del Programma Aree Alta Intensit Traffico di Droga, la relazione preparata dalla squadra investigativa inviata all'hotel Beacon per rilevare eventuali tracce sul telefono, un rapporto che includeva lo strano materiale relativo a una fantastica microspia sotto il letto di Greer, un identikit del criminale elaborato sulla base della descrizione di Greer, un pacco di documentazione a stampa - con tutti quei dati, il raccoglitore stava diventando troppo grosso per la fascetta di gomma azzurra.
E ora c'erano altri tre fogli da aggiungere al plico: l'indizio trovato da una recluta della polizia stradale di New York. In seguito a una denuncia del marted sera relativa a gente di strada in un sottopassaggio fuori East Broadway, aveva rinvenuto uno zaino insanguinato in mezzo ai soliti stracci, cucchiai e siringhe. Era apparso come un gran colpo di fortuna, per quanto, nell'immediato futuro, non sembrasse portare da nessuna parte. Copia a buon mercato di un equipaggiamento specializzato per l'alpinismo, lo zaino era vuoto. Nessun'arma del delitto, n scarpe n tuta da ginnastica n carne. Non portava da nessuna parte e non aveva alcun significato. Perch qualcuno avrebbe dovuto nascondere le prove dei morsi e poi abbandonarle perch venissero trovate in qualche altro posto? Se era in grado di tagliare via dei brandelli di carne dalle sue vittime, poteva ben capire che la polizia era in grado di far combaciare i resti con il corpo senza alcun problema. Naturalmente, avrebbe potuto rimuovere ogni prova incriminante dallo zaino prima di gettarlo via, ma perch preoccuparsene? Sicuramente la cosa da fare sarebbe stata bruciare tutto. Eugene si immagin il tizio scendere i gradini dell'uscita di sicurezza sul retro dell'edificio. Forse si era fatto prendere dal panico; forse era divorato dall'ansia.
Il tenente Bob Mellor, comandante del Settimo Distretto, aveva autorizzato un'ispezione del sottopassaggio, se il laboratorio avesse stabilito la compatibilit con il sangue di Grossman. Eugene sapeva solo che laggi si sarebbe trovato dell'altro. Ricominci a mangiarsi le unghie, in attesa di una telefonata.
Potrebbe significare qualsiasi cosa comment.
Raymond gli lanci un'occhiata dalla scrivania.
Che cosa potrebbe?
Parlo dello zaino. Ritrovato nel sottopassaggio. Potrebbe significare qualsiasi cosa.
East Broadway. Si tratta del treno della linea F, vero? Diretto a Coney Island?
S.  a nord... no, a est, appena fuori di... vicino a Forest Hills. Da quelle parti.
Raymond si gratt la gola. Usava la stessa lametta per settimane e poi si meravigliava di avere un taglietto.
Hai gi chiamato Greer?
Eugene scosse il capo.
L'idea era di chiedere a Greer perch qualcuno avrebbe speso denaro sonante per ascoltare le sue conversazioni. Poteva avere a che fare con il caso, o forse no, ma valeva la pena fare un tentativo. C'era qualcosa che non andava con Nick Greer, lui lo intuiva.
Il telefono.
Glasco.
Posso chiamare pi tardi, se sei occupato.
Cortese e educata. Una voce che a Eugene ricordava sempre Top Cat, il personaggio dei cartoni animati, anzi, non Top Cat, ma l'altro, quello con la sciarpa, Fancy-Fancy4. Era l'investigatore Lawrence Biondi, del Tredicesimo Distretto. Eugene si appoggi allo schienale della sedia.
Ehi, Larry!
Vuoi che ti rallegri la giornata?
S, ne ho proprio bisogno.
Ho una testimone per te. Una certa signora Titunik. T-i e tunic' con la kappa. Dice di aver visto l'identikit dell'uomo con la tuta in televisione. Dice di averlo visto di persona il... Si sent un fruscio di carte. Marted... No, il 13 luglio, Luned. Sera. Era appena scesa in strada. Vuole aiutare la polizia a catturare l'assassino.
Eugene prese in considerazione l'ipotesi di raccontare a Larry gli altri diciassette avvistamenti che doveva ancora esaminare, per non menzionare le tre chiamate dall'ufficio del procuratore distrettuale a cui non aveva avuto tempo di rispondere.
Che ora era?
La signora dice le sei e un quarto circa, ma non ne  sicura. Stava andando al lavoro, a fare le pulizie alla Banca di... New York. Comincia a lavorare alle sei e mezza, e cos...
Sei e un quarto. Quindici minuti dopo che Leroy Weller aveva cercato di aprire la porta di Jacob Grossman.
Scende dalla metropolitana alla Larry rovistava fra le carte Quattordicesima Strada, perci...
Eugene si spost leggermente in avanti sulla sedia, tenendo un dito puntato verso Raymond.
Puoi ripetere, Larry? Era sulla metropolitana?
Giusto.
Su quale treno viaggiava?
Larry emise un sospiro.
La signora  seduta in corridoio, Eugene. Cosa vuoi che faccia?
La signora Titunik aveva i capelli neri, molto secchi, e le mani rosse di una persona che ha strofinato un sacco di pavimenti. Teneva le mani in grembo e osservava le pareti della stanza degli interrogatori come se stessero per chiederle di pulirla e lei meditasse di rifiutare. Eugene lasci che Ray le dicesse che cittadina onesta e generosa stava dimostrando di essere offrendo il suo aiuto. Una volta presi i suoi dati, procedette con le domande preliminari sul dove e il quando. Viaggiava sul treno della linea F in direzione della Quattordicesima Strada, quando l'uomo con la tuta da ginnastica azzurra si era seduto proprio di fronte a lei.
Se era lui, aveva appena finito il suo lavoretto sulla pelle di Grossman.
Raymond chiese del comportamento dell'uomo che faceva jogging.
Sorridente rispose la signora Titunik. Quell'uomo sorrideva.
Aveva un accento che Eugene non riusciva a identificare, ma parlava un inglese buffo, in una maniera molto chiara.
Dunque la carrozza era piena? domand. C'era molta altra gente, che tornava a casa, che andava al lavoro?
S, affollato. Molto caldo.
Ha visto l'uomo salire sul treno? In quale stazione  salito?
Ci pens un momento, poi scosse la testa.
No. C'era tanta gente, alcuni scendevano. Si era liberato un posto e quell'uomo, sorridente, si  seduto.
Sorridente, come...? Raymond scroll le spalle. Voleva sapere di pi, ma non desiderava mettere le parole in bocca alla donna.
Un bel sorriso? chiese Eugene.
Solo un sorriso felice rispose la Titunik. Non speciale. Quei denti. Non molto belli.
Aveva dei denti brutti?
Sporgenti. Mise le dita in bocca e schiacci i denti davanti. Come un topo. E battevano.
Battevano.
Fece battere i denti tutti insieme. Tic, tic, tic.
Va bene. Eugene controll i suoi appunti. Ed  sceso prima di lei? L'ha visto scendere?
No. Io sono scesa prima.
Alla Quattordicesima Strada?
Come sempre, per il lavoro.
Mi pu descrivere l'uomo?
Una scrollata di spalle.
Come l'immagine. Bianco. Capelli rossi. Crespi, anzi, ricci. Senza capelli qui, e si tocc la fronte ma per il resto capelli folti. Avevano proprio bisogno di un taglio. S... Occhi privi di colore, punt un grosso indice che sembrava sanguinare direttamente contro la sua iride, come se stesse inserendo una lente, nell'occhio.
Senza colore? In che senso, intende occhi grigi?
Ma molto...
Pallidi, concluse Raymond chiari.
S, pallidi. Pieg le spalle e fece risuonare in maniera sinistra la parola pallidi'. Grigio pallido, giallo-grigio pallido. Come... come gli occhi del diavolo. E mi sorrideva. Rabbrivid, ricordando quello sguardo. Perci io mi sono voltata.
Qualcos'altro continu Raymond sulla faccia di quell'uomo? Il naso, per esempio.
Be', certo non era un bel naso. Grosso.
E quell'uomo, intervenne Eugene che cosa indossava?
Un'altra scrollata di spalle. Un completo azzurro, per la corsa. Scarpe da ginnastica, appunto.
Ha fatto caso alle scarpe?
Ho visto le scarpe da ginnastica, ma non le ho osservate attentamente. Non da vicino.
Se fossero state sporche di sangue, l'avrebbe notato. Tutti l'avrebbero notato. Le scarpe da ginnastica erano finite nello zaino, Eugene ne era sicuro. Perci dove diavolo si trovavano? Nel sottopassaggio di East Broadway.
Ha notato qualcosa riguardo alla giacca, in alto?
Notato? Si guard corrucciata le mani rosse chiuse.
S, intendo lo stile. Sa che quelle... quelle giacche possono avere diversi stili? Alcune hanno una specie di tasca sul davanti, o forse una cerniera.
Un cappello esclam la signora Titunik alzando gli occhi. Aveva un cappello.
Una specie di cappuccio?
Eugene mim il movimento di tirarsi un cappuccio sulla testa. La Titunik punt il dito e fece cenno di s. Esatto.
Eugene si spinse in avanti e appoggi i gomiti sul tavolo. Fece un momento di pausa prima di porre la domanda pi importante.
E portava qualcosa? Una borsa o roba del genere?
Borsa, no rispose semplicemente, guardando prima l'uno e poi l'altro, e registrando la loro delusione. Ma e incominci a modellare l'aria davanti a s con le mani una cosa di questo tipo.
Un cilindro.
Che cosa? Che cos'?
A volte si usa per la zuppa.
Eugene indic l'oggetto invisibile. Che cosa? Cosa portava con s? Una specie di lattina di zuppa?
Scosse la testa.
No, non una lattina. Una specie di bottiglia calda, un la parola le provoc un sussulto, facendola sorridere termos disse.
Eugene guard Ray.
Termos ripet la Titunik, annuendo, rassicurandoli che sapeva di cosa parlava. Grosso, eh, cinese. Cos sembrava. Rosso.
Un termos comment Raymond. Per tenere calde le cose.
4 Personaggi di una serie animata di Hanna&Barbera, ambientata nei vicoli di New York, i cui protagonisti sono dei gatti randagi che vivono di espedienti (N.d.r.).

18
Per Nick, il venerd diciassette cominci con il rumore di un martello pneumatico che picchiava in strada. A mezzogiorno, con gli occhi semichiusi, and in bagno e rimase sotto il rivolo d'acqua tiepida che scendeva dalla doccia. Chiam il Journal, disse a Bernard di non sentirsi bene, senza nemmeno dover fingere la voce di un impiegato malato. Lo era veramente. Si sentiva la testa come chiusa ermeticamente o gonfiata con un liquido freddo. Prepar il caff e sedette alla sua scrivania improvvisata, cercando di massaggiare la parte posteriore del collo, circondato dagli Spira, accerchiato da cartelle di fogli sparsi e raccoglitori ad anelli, schedari alfabetici e portadocumenti. Non voleva pensare a Linda o a Becks o a quella persona abietta ed egoista' che era, non voleva pensare a nient'altro che a Grossman e al dipinto. Vaffanculo. Che andassero tutti affanculo.
Doveva chiamare Florey. Questo almeno aveva detto Henry. Perci ora si delineava una tentazione: rivelare tutto nell'articolo del New York Times, citare Laverne sulla ragione della morte di Grossman, tirare dentro Marion con la sua storia di Max Taubmann e del furto in rue d'Angleterre.
Ma anche con i postumi di una sbornia, anche in condizioni di operativit ridotta, si rese conto che non aveva senso. Avrebbe solo grattato dove c'era il prurito, e le ritorsioni sarebbero state immediate. Per scrivere quello che voleva, per finire la Vita, doveva andare in profondit, e aveva bisogno di incominciare tornando nella residenza dei Taubmann.
Sorseggi il caff, tenendo in mano la tazza per sentirne il calore, pensando che avrebbe dato qualsiasi cosa per due giorni fra le carte di Laverne. Max era famoso per conservare tutta la corrispondenza, e non aveva mai scritto una lettera senza avere in mente i posteri. Se, come sosteneva Marion, Max aveva mandato Laverne a Tangeri a fare un'offerta per l'Incarnazione, c'era la possibilit che ci fosse qualche riferimento all'opera nelle risposte di Spira. Ma sarebbe potuto tornare nell'abitazione di Laverne solo passando sul suo cadavere. In quella circostanza qualsiasi pressione le prove documentarie avrebbero potuto produrre (immagin di scuotere una lettera davanti al viso dell'anziana donna e pretendere che gli dicesse la verit) sarebbe stata annullata. Le vedove morte non parlano.
Il martello pneumatico riprese, ma Nick non se ne cur, perch stava meditando e rimuginava nella sua testa. Aveva soltanto mezze parole e voci, un gruppo di persone morte o quasi, che sapevano, o avevano saputo, qualcosa su un dipinto. La sola persona in vita in grado di dirgli qualcosa era Bittaker, e il pensiero di Bittaker gli faceva venire la pelle d'oca.
Poi ebbe un'illuminazione.
Mise gi la tazza e rovist tutto intorno alla ricerca del biglietto da visita che non aveva ancora copiato sulla sua agenda. Prese forma un piano: rivelare tutto, s, ma non alla stampa.
Raccontare all'investigatore Eugene Glasco quello che gli aveva detto Laverne. Raccontare all'investigatore Eugene Glasco quello che Marion gli aveva raccontato nell'intervista del 1996. Glasco avrebbe potuto ordinare la consegna delle carte dalla residenza dei Taubmann. Laverne poteva essere affrontata finch era ancora viva. Glasco non avrebbe dovuto rivelare i suoi sospetti, tranne al giudice che ordinava la consegna. Laverne avrebbe soltanto saputo che la polizia, indagando sull'omicidio di Grossman, era interessata alla corrispondenza di Max. E se avessero trovato qualcosa di rilevante, qualcosa che unisse Max e Laverne al dipinto, lei non sarebbe stata nella posizione di puntare il dito contro Nick e gridare alla diffamazione; le prove sarebbero state dalla parte di Nick.
E se non avessero scoperto niente? Allora Laverne non ne avrebbe saputo comunque di pi. Avrebbe avuto dei sospetti, naturalmente, ma dal momento che nulla sarebbe stato dichiarato pubblicamente... E questo avrebbe lasciato Glasco ancora con Marion da spremere. Come aveva saputo Marion quello che sosteneva di sapere sul furto? Quali erano le fonti' a cui si riferiva? Marion poteva essere tentato di aiutare la polizia in cambio di un trattamento di favore. Comunque andassero le cose, Nick non poteva immaginare Glasco se non riconoscente nei suoi confronti. Sarebbe stato solo naturale per lui aspirare all'aiuto di un esperto, e chi era nella posizione migliore per accelerare la ricerca delle carte di Laverne di lui stesso, l'autore di Francis Spira: una vita? Potevano convincere Glasco a fornire informazioni sull'indagine relativa a Bittaker, e se fossero riusciti a prendere Bittaker...
Il telefono lo scosse dai sogni a occhi aperti.
Era Henry.
Nick, ho appena parlato con Ernest Stanhope, e penso... Penso che stia per farsi sotto sulla questione Grossman. In ogni caso, vuole parlare con te.
Cosa dice riguardo alla proroga della scadenza?
Be', non abbiamo affrontato l'argomento. Mi sono concentrato principalmente sull'idea di introdurre nuovi materiali. Si  dimostrato assolutamente d'accordo a sborsare i soldi necessari per le correzioni alle bozze gi impaginate, cosa che, viste le circostanze,  un segno della sua generosit.
Correzioni alle bozze gi impaginate. Nick si massaggi il collo.
Henry, quello che ho in mente va al di l di un paio di modifiche.
In ogni caso, mi chiedevo se riusciresti a trovare il tempo di vederlo questo pomeriggio. Proprio per chiarire il tutto.
Medit, cerc di mettere a punto un piano. Era molto agitato. Aspett fino alle tre, ora inglese, prima di telefonare a Glasco, ma Glasco non era ancora arrivato. Lasci un messaggio, dicendo che stava pensando al caso Grossman e credeva di poter essere d'aiuto.
Quando squill il telefono, stava mangiando un panino in cucina. Lo afferr subito, ma era soltanto Florey - Florey che aveva l'aria contrita e si scusava dell'articolo. Sembrava non fosse quello scritto originariamente.
La caporedattrice  una vecchia amica di Marion. Quando ha visto il pezzo, mi ha chiesto di chiamarlo. Mi pare di averle gi ricordato che sta scrivendo un paio di articoli per noi.
S, certo.
Be', comunque, la caporedattrice voleva il benestare di Marion, poi uno dei revisori ha preso in mano il testo e l'ha tagliato; alla fine sono riusciti anche a scrivere il suo nome sbagliato.
Capisco.
In sottofondo, sentiva delle chiavi che sbattevano.
Non so se Henry le ha parlato della mia idea, ma...
Quella degli Amanti di Spira'
Esatto. Non sar per la sezione della cronaca cittadina, quindi avr molto spazio... Se decide di pubblicarlo, s'intende.
Un altro silenzio. Da riempire. Nick si massaggi la fronte, con gli occhi chiusi. Si sent come trascinato in tre direzioni diverse.
Mi piacerebbe molto.
Sto cercando qualcosa di personale. Forse la sua intervista a Grossman per cominciare il pezzo - assolutamente in prima persona - e poi una certa attenzione per Tony Reardon. A proposito, l'ha mai incontrato?
Avevo otto anni quando  morto. Nick scosse il capo. Non aveva senso raccontare balle, in quel momento. Florey stava solo cercando di fare il suo lavoro. Ma ho molto materiale su di lui.
Avevo in mente qualcosa sul modo in cui questi due personaggi hanno influenzato la vita e l'opera di Spira. Ho letto qualcosa in pi negli ultimi giorni e... be', ci sono molte simmetrie interessanti. Il fatto, per esempio, che anche Reardon sia morto... S, in modo violento.
 finito in un burrone con la sua auto.
Gi. E aveva quella terribile malattia, vero?
Aveva letto Eros tormentato.
 una questione controversa osserv Nick. Ma stava parlando della violenza, delle simmetrie.
S. Grossman. Reardon. Le morti violente. Quasi si trattasse di una maledizione.
La maledizione degli Anti-Mida.
Gli Anti-Mida?
Sono parole di Tate Hemmings. Il critico ha detto che Spira era come re Mida, ma tutto quello che toccava lui si trasformava in merda.
Be', gli Anti-Mida... mi piacciono. Il suo approccio al pezzo pu essere proprio di questo tipo - lavori sull'aspetto del distruttore-creatore.
Potrei provare.
Abbiamo tempo per questo, Nick.
Be', meno male, perch...
Quattro giorni almeno.
Quattro giorni?
Il telefono non squillava. Prese in considerazione di chiamare di nuovo Glasco, di lasciare un altro messaggio. Poi disse a s stesso di rilassarsi, di proseguire il lavoro, come gi stava facendo. L'articolo Gli amanti di Spira' era un'opportunit, un passo avanti dopo anni di totale disinteresse. Aveva bisogno di impegnarsi su quello.
La cartella di Reardon era alta quasi otto centimetri, spaccata sul dorso e tenuta assieme dal nastro adesivo. Mentre l'apriva, scivol fuori una fotografia, 8x5, in bianco e nero: Reardon che beveva in un bar di Soho, datata 1970. Sfocata, sovresposta, non era abbastanza bella da inserire nel libro, ma per Nick era sempre stata molto evocativa. Mostrava un uomo pesante, con il viso scuro, che si voltava di lato, la bocca aperta per sbadigliare o per gridare. Aveva cinquantasei anni. C'erano altre immagini: un Reardon molto pi magro assieme a Spira sull'Orient Express nel '69; Reardon e Spira che ridevano con Billy Elkhorn, conosciuto come Billy Flash, in un bar di Tangeri - autunno '57.
Lavor sulle bozze della Curlew, aggiungendo lunghe note alle sezioni dedicate a Reardon e Grossman. Impieg un'ora per decidere dove introdurre il nuovo materiale su Grossman. Progettava di integrare prima il materiale, e poi usarlo come base per l'articolo. Due piccioni con una fava. Ma trovava difficile concentrarsi sul lavoro che aveva davanti. Tutto quello che guardava sembrava condurlo verso l'Incarnazione.
Reardon si trovava l quando era stato eseguito il dipinto. Si trovava l, o nei dintorni, quando era stato rubato - ammesso che fosse stato rubato. Nel 1971, un paio di mesi prima della sua morte, qualcuno si era offerto di comprarlo, e lui aveva rifiutato. Almeno quella era la storia che aveva indotto Alby Schadt a scrivere a Laverne.
Dunque era stato Reardon stesso a rubare il dipinto?
Nick spinse da parte le bozze della Curlew e tir fuori un'altra fotografia di Reardon: 1967, ma sembrava un faccendiere degli anni Cinquanta, appoggiato all'entrata di un negozio di Soho, con addosso un cappotto di cammello. Un'altra: Reardon in piedi sotto un lampione, da qualche parte nell'East End, in doppiopetto spigato, con la mano sinistra piena di anelli (Reardon amava i gioielli e non si separava mai da un fiammeggiante granato sul mignolo) allungata, come un artiglio, sul tettuccio lucido della sua Mercedes.
Tony il trafficante, Tony il sadico.
Un uomo violento ricco di legami con la malavita. Occhi come fessure strette. Incapace di leggere o scrivere. Abituato a entrate e uscite spettacolari: si era allontanato barcollante dalla vita di Spira nel 1961, dopo tre giorni di baldoria a base di alcol e droga, terminati con una zuffa in un bar. Era ricomparso quattro anni dopo in un ristorante di Soho, dove Frank stava pranzando.
La fortuna di Spira era cambiata dopo Tangeri. Era tornato dal viaggio con cinque chili in meno, pi alla moda, pi cosmopolita - parlava della Decima Strada come se avesse avuto un grande successo a Manhattan, parlava di Burroughs, parlava di Ginsberg. Il deserto aveva segnato il suo volto con rughe di saggezza, ma Reardon aveva portato qualcosa alla sua anima. Era diventato meno pittore e pi uomo di spettacolo. Un uomo di spettacolo con la sifilide. O forse no.
La galleria Blenheim aveva organizzato una mostra dedicata esclusivamente a lui non appena era tornato da Tangeri. Era l'inizio dell'apprezzamento e del successo.
Non era chiaro dove si trovasse Reardon in quel periodo di cambiamento, probabilmente in Nordafrica, occupato in loschi affari. Era una questione controversa se sapesse del successo di Spira prima del '62, ma in quell'anno la Tate Gallery aveva inserito otto opere di Spira in una mostra di artisti inglesi contemporanei, che successivamente fu trasferita a Mannheim, Torino, Zurigo e Amsterdam. Nell'ottobre '62, in giro per l'Europa per affari, Tony Reardon si era registrato all'hotel van de Vries sul Prinsengracht, nella parte vecchia di Amsterdam, dove era rimasto per cinque notti. Un dato di fatto. Era stato Nick a trovare la prova documentaria.
Era difficile credere che Reardon non fosse sceso alla Pieterman Gallery su Rembrandtplein, dove erano esposti gli Spira. In ogni caso era assolutamente certo che quando era entrato nella sala da pranzo di Wheelers, il ristorante di Soho preferito da Spira, il pomeriggio del 7 luglio 1964, si era reso ben conto del cambiamento delle fortune del suo ex amante.
Nick strapp una pagina dalle bozze, mentre si riparava gli occhi con la mano dalla luce della lampada:
Con un gesto alla Pollock, Reardon tir fuori il suo famoso, grosso membro e incominci a bagnare la tovaglia bianca, producendo un grande subbuglio, perch la gente si spostava. Poi trascin via dalla sedia l'artista, con la faccia pallida - Spira era rimasto seduto a godersi lo spettacolo - capovolgendo il tavolo e buttando per terra una portata di ostriche e champagne del valore di cento sterline.
Reardon aveva colpito Spira sulla guancia con una forchetta - sapeva che quello era il modo migliore per agganciarlo. E una settimana dopo, aveva fatto il primo dei suoi giri in taxi per Londra per andare nel rifugio di Reardon a Stepney.
Tutti sapevano quanto stava accadendo perch per lo pi si verificava in pubblico. Spira si azzuffava con Grossman - lo copriva di insulti, lo derideva perch aveva messo su peso, perch teneva il broncio, perch non pensava ai lavori domestici - poi se ne andava sbattendo la porta e tornava solo dopo qualche giorno, con il viso gonfio per le botte subte. Lungi dall'interrompere il flusso del lavoro, questo Sturm und Drang emotivo fu in realt lo sfondo per la produzione di sette grandi opere.
Tony la Musa.
Poi ancora, nella primavera del 1965, Spira ebbe altre ragioni per nascondere i dipinti, ragioni non collegabili alla sua vita amorosa. Nel maggio di quell'anno la retrospettiva del Guggenheim aveva incluso un totale di sessantadue pezzi, quattro dei quali erano stati acquistati da musei nordamericani. Durante l'estate, una mostra organizzata dalla Blenheim a New York, che esibiva venti opere recenti, aveva venduto tutto gi nella prima settimana. Max Taubmann ne aveva comprate sei.
In quel periodo, i bevitori della Colony Room, il locale di Londra dove Spira andava a bere pi spesso, avevano notato un miglioramento nel modo di vestire di Tony Reardon. La proprietaria lo ricordava arrivare alle due di mattina con un abito fatto su misura - Aveva qualcosa sulla fronte o la manica bruciata, e indossava stivali da cento ghinee, sporchi di non si sa cosa. La gente si chiedeva perch Grossman fosse nei paraggi.
Alla fine, aveva cominciato anche lui a farsi la stessa domanda, e nel 1969, quando Spira era partito con Reardon per quella che in seguito chiam festa del sessantanove' attraverso l'Europa sull'Orient Express, lasciando lo Yankee Bianco' a sovrintendere all'installazione del riscaldamento centrale nello studio, Grossman aveva deciso che ne aveva abbastanza. Quando, tre settimane dopo, il pittore era tornato, aveva trovato lo studio vuoto.
Poi venne l'agosto 1970, il momento della crisi, il culmine di dieci mesi di coabitazione disastrosa. Dopo essersene andato nel '69, Grossman era stato sostituito quasi immediatamente da Reardon. Spira era fuori controllo. Non poteva pi funzionare, n con benzedrina n senza. Non dormiva, aveva cominciato a soffrire di crisi di paranoia accompagnate da incubi. Il lavoro ne risentiva. A Tangeri non aveva avuto importanza; era stato felice di seguire altri interessi, ma allora era diverso. C'erano gli agenti da soddisfare e, quando il fisco alla fine lo raggiunse, tasse eccezionalmente alte da pagare.
Perci doveva lavorare e, cosa ancora pi importante, doveva lavorare in una certa maniera, doveva realizzare un tipo particolare di prodotto. Lo stile di Spira era gi oggetto di dibattito critico. Spira stesso aveva rilasciato interviste in cui elencava le caratteristiche che lo rendevano diverso, speciale - stabilendo effettivamente i termini di un contratto verbale con i collezionisti. All'improvviso c'erano aspettative a cui far fronte. Proprio quando sembrava che si fosse liberato dalle costrizioni, un nuovo intrico di impegni lo sopraffaceva. Implor Reardon di andare a vivere con lui. Voleva smettere con la droga e tornare a un sistema regolare di lavoro.
Ma Reardon non aveva alcun interesse a mantenere pulita la casa. Visitando lo studio nella primavera del 1970, Oscar Nagel fu stupito dalla sporcizia e dallo squallore. Posacenere straripanti, cibi ammuffiti. Il frigorifero era stato imbrattato con una sostanza che sembrava sangue. Dentro non c'era nulla, eccetto un vassoio con pillole stimolanti di nitrito di pentile. Nel luglio 1970, Reardon si port a casa un uomo dal vicino cimitero dell'Oratorio di Brompton. Il tizio rimase per una settimana, e infine se la squagli con l'orologio da polso di Spira e un rotolo di banconote da 5 sterline. Spira e Reardon divennero assidui visitatori dell'Oraltorio. Lo studio, a soli tre minuti dai cancelli del cimitero, si trasform in una specie di bordello per incontri omosessuali furtivi.
Poi, nell'agosto 1970, ci fu un'irruzione durante un festino. Le persone presenti la notte del blitz dichiararono che la polizia non sarebbe arrivata se Reardon non avesse perso il controllo. Aveva litigato con Frank e poi tentato di dar fuoco alla casa, cospargendo il piano ammezzato di acquaragia. Per Martin Marion questa rabbia inspiegabile' era la manifestazione della neurosifilide, di cui Reardon presumibilmente soffriva.
Il telefono. Nick si rese conto che squillava da un po'. Lo afferr.
Nicholas?
Un'ondata di sensazioni contrastanti lo attravers: sollievo, rabbia, desiderio che fosse la volta buona.
Nick?
S.
Sono io.
La voce sembrava venire da molto lontano, ovattata da strati di distanza, anche se si trovava nella stessa citt. Disse che le dispiaceva per l'appartamento. Disse che aveva pensato al futuro, a s stessa.
Ho parlato con la societ che gestisce l'immobile per spiegargli la situazione. Dovremmo dare un preavviso di tre mesi. Sarebbe necessario che ti mettessi in contatto con loro se...
Linda rise, preso dal panico; voleva trattenerla, calmarla. Tesoro, non ti ho richiamato, perch quel...
Che cosa?
Luned sera riprese, sapendo, mentre parlava, che la spiegazione non era pertinente. Stavo dicendo, non ti ho ritelefonato subito perch quel tizio, l'investigatore della squadra omicidi, quel tizio che diceva di essere un investigatore della squadra omicidi,  venuto nella mia camera d'albergo e poi...
Oh, questo non... Un'ambulanza o un mezzo dei pompieri pass vicino a lei. Sembrava fosse per strada, in una cabina telefonica.
Me n'ero dimenticata. Un poliziotto? Dev'essere stato quello che aveva chiamato anche qui. C'era un messaggio sulla segreteria telefonica da parte di un certo poliziotto di New York. Glasgow?  giusto? Non ho chiamato per...
Ma Linda la interruppe ancora, anche se poi non seppe cosa dire. La sent inspirare a fondo, quasi vibrante. Stava fumando. Non fumava da tre anni. Aveva messo su cinque chili smettendo di fumare, e aveva passato un lungo periodo di depressione perch non poteva pi mettersi i vecchi vestiti. Ma aveva mantenuto fede all'impegno preso, perch era terrorizzata dal cancro ai polmoni, la malattia che aveva ucciso suo padre.
Stai fumando, cara.
Lei scoppi a piangere.
Linda.
Sentiva i singhiozzi, se la immaginava in una cabina telefonica da qualche parte, con gli occhi pieni di lacrime.
Linda,  una cosa folle. Adesso che sto arrivando a un risultato con questo, con tutto questo... Non riusc a finire la frase, ma non ci fu nessuna risposta da parte di lei. Cap che gli stava dando modo di esporre il caso. Perch erano gli ultimi riti. Un certo rituale doveva ancora essere seguito.
Sto scrivendo un pezzo per il New York Times prosegu. Gli sembr un discorso cos vuoto, cos patetico. All'improvviso, il volto gli si infiamm. Jacob Grossman  stato assassinato. Henry pensa che la casa editrice Crucible potrebbe essere piuttosto interessata. Mi mancano solo un paio di mesi alla scadenza. Linda, una volta che il libro sar pubblicato, io...
Comincia a cercarlo gi da ora dove vendono i resti di magazzino gli rispose, schiarendosi la gola. Nick, poi sar peggio. Come puoi essertene dimenticato? Sar lo stesso che con l'altro libro. Un mese dopo la pubblicazione ti chiederai dov' finito.
Stavolta  diverso.
 la stessa cosa, Nick. Anzi, peggio, in un certo senso. In ogni modo, non  questo il punto.
Peggio?
Nick, non...
Dimmi in che senso  peggio. Voglio sapere in che senso  peggio.
Hai lavorato cos tanto per questo libro, Nick. Hai lavorato...
 vero.  proprio cos. Ecco perch  meglio...
Nick, smettila. Ascoltami. Si soffi il naso. Per l'amor di Dio, ascoltami una volta tanto.
Chiuse gli occhi e fu preso da un improvviso e fortissimo bisogno di lei, di esserle vicino. Avesse almeno potuto abbracciarla per un momento...
Ho cercato di tagliarmi i capelli ieri sera aggiunse. Me li hai proprio... proprio massacrati, dietro.
Linda non aveva niente da dire in proposito. Non voleva condividere niente con lui, in ogni caso.
La prossima volta penso che...
Nick. Nick, tu hai bisogno... Dovresti parlare con qualcuno.
Cosa?
Hai bisogno di parlare con qualcuno. Non sai mai quando devi fermarti.
Cerc di ridere. Gli usc una risata dura, arrabbiata.
Linda, non capisci.
No, capisco benissimo. Ti ho visto cambiare. Sei cambiato, Nick. Il libro,  diventato...
Un sasso dell'anima ripet. Me l'hai gi scritto.
Fa sempre parte dello stesso processo. Lavoro e revisione senza fine. Ammassi tutto... Tutto questo materiale perch ritieni di avvicinarti a una sorta di, non so... Sei convinto che, se saprai tutto, finirai col capire.
Capire? Capire cosa?
Il tuo pittore, Nick. La sua maledetta arte.
Nick apr la bocca per parlare, ma lo prese la sensazione dolorosa di un oscuro malessere, che gli soffoc la voce. Per un attimo fece fatica a vedere la stanza.
Non te ne rendi conto, Nick? Pensi di star scoprendo qualcosa, spiegando qualcosa, ma quello che fai in realt  seppellirla. L'hai seppellita, mio caro. Mi dispiace. Tutta la spontaneit, tutto il disordine. L'intuizione e la fortuna. C' tutto nei dipinti.  la ragione per cui... Ecco perch il libro  cos...
Cos come? Stava tremando, cercando di trattenere il respiro. Ecco perch il libro  cos come?
Mi dispiace, Nick.
No, va' avanti. Dimmi che cos' il libro.
Non  una cosa che possa fare io.
Forza, fallo. Alla fine, potrei fare qualche aggiunta. Dopo che ci hai pensato tutti questi anni, finalmente adesso mi dirai...
Vedi perch hai bisogno di parlare con qualcuno?
Ma sto parlando con qualcuno! Sto parlando con mia moglie, cazzo!
Batt le palpebre, sorpreso dalla rabbia che c'era nella sua voce.
La mia amabile moglie, che mi sostiene, si lamenta di come non ha combinato niente nella vita a causa mia, quando in realt non fa nulla, non ha mai fatto nulla, perch non c' nulla che abbia mai voluto...
Non era sicuro di quando esattamente lei avesse riattaccato. Sapeva solo che un attimo prima era al telefono, e subito dopo stava parlando a s stesso, alla stanza.
Aveva ripreso a piovere, ed era cos buio nel seminterrato che dovette accendere tutte le luci. Si diresse in cucina, con una mano premuta contro la bocca. Poi afferr l'impermeabile dallo schienale di una sedia. Andare da Becks. Ecco cosa doveva fare. Ma Linda non aveva chiamato da casa di Becks. Non sapeva dove fosse.
Poi il telefono squill di nuovo. Si volt bruscamente, e corse indietro nel soggiorno per rispondere.
Nicholas. Sono Ernest Stanhope.
Il capo. Nick guard l'orologio. Dovevano parlare della riscrittura. Stanhope gli disse qualcosa. Voleva risparmiargli la fatica di scendere nel suo ufficio; poi cominci a raccontargli un lungo aneddoto farneticante. Nella confusione di pensieri sconnessi e di impressioni che gli cadevano addosso, Nick era vagamente consapevole dell'eccitazione del suo interlocutore. A quanto sembrava, la Curlew aveva appena acquisito un grande libro. La cosa era stata festeggiata con tutti i crismi.
 stato tutto un po' caotico, spieg ma ora sono qui. Possiamo finalmente chiarire la situazione.
Per i successivi cinque minuti, Nick ascolt Stanhope, riparandosi gli occhi con la mano. Sent un dolore in alto, al petto, e anche se cercava di seguire le parole di Stanhope, la voce di Linda continuava a trafiggerlo - le cose che lei gli aveva detto, e poi le sue risposte, il veleno delle sue parole, la cattiveria.
...Fuori questione.
Nick tolse la mano dagli occhi, vide la pioggia che si riversava sulla finestra.
Come, scusa? Ernest?
Quello che cerco di dire  che capisco senz'altro il tuo desiderio di prendere nota di tutta la vicenda di Grossman. Ma penso che sar molto difficile per noi venirti incontro.
Ma...
Solo un secondo, Nick. Stanhope mise una mano sul telefono. Nick sent una risata, un'altra voce. Era come se qualcuno fosse entrato nell'ufficio. Nick, stavi dicendo...
Il problema  che tutto questo nuovo materiale sta... be', emergendo.
Stiamo parlando del dipinto?
L'Incarnazione, s.
Henry me ne ha parlato. Tutto molto interessante, certo.
Stanhope fece una pausa per bere qualcosa.
Allora, Nick, quando pensi che questo materiale verr sviluppato? Voglio dire, in quale momento lo considererai sviluppato e, per cos dire, pronto?
Nick cerc di escogitare uno schema temporale. Tutto dipendeva dalla situazione con Laverne, dal caso di Grossman - da come si sarebbero evolute le cose.
Stanhope emise un sospiro.
Be', questo  il problema disse stremato. Qui alla Curlew siamo orgogliosi della nostra capacit di pubblicare giovani autori; autori sconosciuti come te. Dico questo con il dovuto rispetto. Tu hai gi delle pubblicazioni, lo so, ma spero non ti dispiaccia sentir dire che forse non tutti ne sono al corrente.
Lasci sospese le parole nell'aria per un secondo.
Ora, a causa della tua mancanza di profilo, il rispetto dei tempi  il fattore critico,  essenziale per immettere questo libro sul mercato. Come sai benissimo, la retrospettiva di Spira, dopo New York, si trasferir alla Tate. L'apertura  prevista per novembre...
Ma il libro insist Nick. Non  finito.
Nick, Nick... Stanhope rise, ma non sembrava divertito. Ho una... Sentendoti parlare cos, ho una strana sensazione di dj vu. Si sent un rimescolio di carte, e poi una specie di borbottio, quando Stanhope si mosse sulla sedia. Esattamente due anni fa, io e te abbiamo avuto una discussione interessante sul perch la biografia non era ancora pronta.
Era diverso. Cio, adesso  diverso. La morte di Jacob Grossman ha...
E l'anno prima in settembre mi avevi detto che ti serviva un po' pi di tempo per lavorare alla sezione su Tangeri.
Stanhope si avvicin di pi al telefono.
Perci lascia che ti dica come la penso prosegu. La sua voce era diventata un debole brontolio. Potresti trovare nuovo materiale interessante su questo dipinto. Chi lo sa? Ci possono volere altri sei mesi, un anno, due anni, finch non sarai soddisfatto del libro. Nello stesso tempo, la retrospettiva della Tate sar incominciata e finita, l'interesse per Spira sar svanito, e tu potresti buttare il tuo libro... be', nel Tamigi.
Ma... Nick si agit sulla sedia, gettando a terra il telefono. Dal mio punto di vista,  precisamente il motivo per cui voglio evitare... Buttarlo nel... Sei anni di lavoro, di sacrifici che io, io e mia moglie abbiamo dovuto fare...  precisamente per questo che io so, io so, che si deve fare di pi. Il libro... non solo non  finito. ...
Nicholas.
Ci fu un momento di calma perfetta, come l'occhio del ciclone.
Nick, non solo  finito,  consegnato, acquistato e pagato. Ora, vorrei evitare qualsiasi situazione spiacevole, ma mi sento costretto a dirti che abbiamo acquistato il diritto di pubblicare il libro secondo i termini del contratto - contratto spesso rivisto, dovrei aggiungere - che tu hai firmato. E questo significa a novembre.

19
Era sul marciapiede, la testa piegata sotto la pioggia e lo sguardo perso nel vuoto lungo Holland Road. Non aveva idea di cosa ci facesse l o di dove intendesse andare. Un camion gli pass vicino rombando, gettandogli dell'acqua contro le gambe. Guard in basso, pi che altro per curiosit. La stoffa dei pantaloni, di infima qualit, gli aderiva alle caviglie come una seconda pelle.
Cominci a camminare, canticchiando un motivo tra s, consapevole solo dell'aderenza del tessuto bagnato e dell'acqua che gli entrava nelle scarpe. Al crepuscolo mancavano effettivamente ancora un paio d'ore, ma le nubi basse producevano un'oscurit gi abbastanza cupa, e l'aria era sorprendentemente fresca. Si fermava quasi a ogni isolato. Dici che se saprai tutto, finirai col capire... Ecco perch il libro  cos... Scosse la testa, canticchiando un po' pi forte. Il libro era completo. Era quello che era. Era quello che intendeva essere.
L'hai seppellito, mio caro.
Entr in una strada affollata. Nonostante il brutto tempo, era piena di gente che faceva compere. Si ferm accanto a una panchina e rimase l in piedi, esitante, rendendosi conto che qualcosa non andava, ma senza riuscire a identificare cosa. Si sent stordito, confuso, vuoto. Un tizio con un abito a righe sottili lo schiv bruscamente, lasciandogli ampio spazio intorno. Cap che l'aveva evitato. La gente guardava altrove quando lui la fissava. Sussult accorgendosi di essere uscito senza impermeabile. Un altro tizio, basso, con il viso tondo e le labbra carnose, lo scans in modo netto, pensando che fosse un vagabondo, probabilmente, con i vestiti fradici da barbone e i capelli rovinati. Tutto quello che doveva fare era allungare la mano, e l'immagine, l'immagine che tutti avevano di lui, sarebbe stata completa.
Sorrise, e dal nulla emerse un ricordo: la prima volta che aveva incontrato Linda. Un amico li aveva presentati davanti al cinema, dove si teneva una conferenza. Lui aveva tirato fuori la mano dalla tasca per stringere la sua e l'aveva ricoperta di spiccioli. Lei aveva spesso fatto riferimento a quell'episodio, scherzandoci sopra, osservando quanto fosse stata stupida a vederlo come un segnale propizio - l'americano ricco che la ricopriva di ricchezza. S, pens, annuendo tra s, quello era l'americano che lei avrebbe voluto sposare.
Cammin. Cammin per liberarsi dalla rabbia e dalla disperazione. Perch la pioggia e il freddo lo riportassero su quella strada, quel giorno. Riconobbe un portone, cambi direzione, and verso casa, ma non desiderava affatto arrivarci, non desiderava affrontare quello che sarebbe venuto. Avrebbe trovato un messaggio di Henry, che voleva sapere cos'era successo con Stanhope, ne era certo. Henry avrebbe voluto sistemare le cose in fretta. Era troppo facile immaginarlo che strisciava, chiedendo a Stanhope di essere indulgente: Nick non  in s in questo momento, Ernest - tutta la vicenda di Grossman, e poi sua moglie... Stanhope avrebbe provato dispiacere per lui, avrebbe accettato le sue scuse. Dopotutto, era abituato a trattare con gli scrittori, no? La loro megalomania, la loro rabbia impotente. Nonostante tutto, per, il libro sarebbe uscito in tempo. A gennaio, l'avrebbe cercato nei negozi che vendevano remainder. Un mese dopo la pubblicazione ti chiederai dov' finito.
Rallent fino a fermarsi sul marciapiede, chiedendosi per quanto tempo Linda l'avesse pensato. Non gli era mai venuto in mente che lei potesse pensare che la Vita non fosse un lavoro importante. Ecco perch il libro  cos... Cos cosa? Impenetrabile? Pesante? Noioso?
Le luci scintillavano, creando riflessi argentei sul marciapiede reso viscido dalla pioggia.
La scarpa rotta fece ciac ciac mentre passava attraverso la porta del bar. Prima avrebbe preso da bere, poi magari qualcosa da mangiare, qualcosa di riscaldato nel forno a microonde. Il proprietario, che lo vedeva almeno tre volte la settimana, lo fiss senza interesse, mentre ordinava un cappuccino e un panino.
Fuori, il vento soffiava, e scaraventava la pioggia contro la finestra. Sembravano manciate di ghiaia. Nick si sporse in avanti, addentando il panino.
Mi scusi.
Nick alz gli occhi. Per un secondo pens che l'uomo sorridesse. Poi vide la cicatrice e riconobbe il personaggio del giorno prima. L'arabo.
Posso? chiese l'uomo.
Nick scroll le spalle, masticando, e lo osserv mentre si sedeva al tavolo. Indossava un impermeabile e un bel cappello per ripararsi dalla pioggia. Estrasse un cellulare e lo pos sul tavolo.
Che razza di tempo comment, indicando la strada oltre la finestra.
Nick annu, chiedendosi che cosa diavolo volesse quel tizio da lui.
C' una scatola di giunzione a poco pi di un chilometro da casa tua disse, con lo sguardo fisso sulla strada.
Nick guard in faccia quel tizio, poi il proprietario, che stava appoggiato al registratore di cassa a leggere il giornale.
 il punto da cui intercettano le tue telefonate continu l'uomo. Un sistema semplice. Semplice anche da rimuovere. Ma non li disturberemo. Non vogliamo sappiano che noi sappiamo. Prese un giornale dalla tasca dell'impermeabile e lo fece scivolare sopra il cellulare. Possono tenere sotto controllo questo telefono disse, dando un colpetto al giornale. Per loro  pi facile che usare una microspia. Ma non lo stanno tenendo sotto controllo.
Poi guard Nick e sorrise. Questa volta era un vero sorriso.
Perch tu non hai un cellulare precis.
Si alz. Va' a casa. Cambiati i vestiti.
Usc dal bar.
L'intero scambio di battute era durato circa un minuto.
Nick guard quel tizio passare accanto alla finestra, poi tutto sprofond di nuovo nella banalit. Un bar di merda e il rumore della pioggia. Ma sul tavolo c'era un giornale. E sotto, un cellulare.
Nick scost il giornale con la nocca della mano. Il cellulare era in una piccola custodia di plastica.
La prima cosa che vide entrando in soggiorno fu la luce rossa della segreteria telefonica. Mise il cellulare sulla scrivania e and alla finestra. Guard in strada per vedere se sotto c'era il tizio con la cicatrice. O forse qualcun altro. Chiunque avesse intercettato le sue telefonate. Era una cosa folle. Perch mai qualcuno avrebbe dovuto intercettare le sue telefonate? Che cosa aveva da dire da poter risultare di qualche interesse?
Un taxi nero si muoveva a passo d'uomo, come per un funerale.
Il cellulare cominci a squillare. Nick si volt e lo fiss. Il trillo cess. Lo prese in mano, cercando di pensare, cercando di cogliere il senso di tutto quello che stava accadendo.
Squill di nuovo.
Premette un tasto.
Chi sono? chiese la voce. La stessa voce. L'uomo aveva un accento particolare.
Chi sei? domand Nick.
Ti stanno osservando.
Chi sei?
Hai una macchina, vero?
No.
Sai guidare?
S.
C' un noleggio sulla strada accanto alla tua. Una Fiat azzurra. Targata RBW801R.  aperta. Le chiavi sono sotto il sedile. Sali in macchina e vai. Stai attento perch ti stanno osservando. Se non ti vedono salire in macchina,  meglio. Capisci?
No. No, non capisco.
Certo che capisci. Una volta in macchina, ti sar pi difficile far perdere le tracce. Perci non dovrebbero vederti salire. Una volta al volante, guida in direzione della tangenziale. In senso antiorario. Proprio prima dell'uscita numero 9 c' una stazione di servizio. Entra al ristorante.
Perch? Perch dovrei?
Perch stai cercando un dipinto.
Nick si lasci andare sulla sedia girevole.
Entra al ristorante continu la voce. E aspetta. Se sei pulito, vengo da te alle undici. Se non sei pulito, se ti hanno seguito, non mi vedrai.
Quale dipinto? Di quale dipinto stai parlando?
Non dire niente. Capito? Non al telefono. O lo sapranno. Lo sapr.
S, va bene. Ma... chi sei?
Un amico di Tony Reardon.
Non si mosse dalla sedia. Rimase seduto, scuotendo il capo, cercando di affrontare la situazione, di pensare a come salire in macchina senza che qualcuno - un professionista, presumibilmente - lo notasse.
Si stava mettendo dei vestiti asciutti quando gli venne un'idea. Avrebbe attraversato la strada e sarebbe entrato nel giardino del numero 78. Gli inquilini dell'appartamento con il giardino si erano trasferiti l tre mesi prima. Amici di amici, avevano invitato lui e Linda diverse volte a bere qualcosa. Se l'avessero sorpreso aggirarsi nella zona, avrebbe finto di chiedergli se sapevano qualcosa di sua moglie. Altrimenti, avrebbe scavalcato la siepe sul retro, camminato verso sud lungo i binari della ferrovia fino a Olympia, e poi proseguito per raggiungere la macchina.
Il telefono squillava. Torn in soggiorno e alz il ricevitore.
Pronto?
Nick, sono io, Barb.
Nick premette forte il telefono contro l'orecchio; immagin un nastro che girava, da qualche parte, nell'oscurit. Sent lo scatto dell'accendino di Barb.
Indovina cos' successo gli disse, soffiando il fumo contro la cornetta. Laverne  morta.

20
Qualcuno stava commettendo un grosso errore. Era l'unica spiegazione. Guid in direzione ovest, sud, est, sulla tangenziale di Londra, cambi senso di marcia e prosegu, con le mani strette sul volante, a ridosso degli altri veicoli, gir sulle strade laterali senza dare alcun preavviso, rallentando ogni volta che la mente aveva un sussulto, e poi si calmava.
Un amico di Tony Reardon.
Ma Reardon era morto nel 1971, aveva lasciato il Marocco nel 1960, quando l'arabo doveva essere solo un ragazzo. A meno che, naturalmente, non fosse molto pi vecchio di quanto sembrava. Non aveva senso. Niente aveva senso. Era come se tutta quella gente - Bittaker, il tizio che intercettava le sue telefonate, l'arabo - pensasse che lui fosse una pedina nel gioco, coinvolto direttamente... Non capiva davvero nulla. Rise e batt le mani sul volante. Si trovava nel buio pi totale, non riusciva nemmeno a immaginare uno scenario dove lui potesse essere di qualche interesse per chicchessia.
Qualcuno non aveva capito niente.
Cont i numeri delle uscite dopo Staines, incontr di nuovo la pioggia a nord di Leatherhead - un acquazzone intenso e fumoso aveva rallentato il traffico, fino a farlo procedere a passo d'uomo. Poi entr nel parcheggio di una stazione di servizio, un brutto edificio anni Settanta, che divideva l'autostrada in due, come un autotreno ripiegato su s stesso.
Da qualche parte si era rotto un sacco dell'immondizia. Involucri di polistirene erano schiacciati sull'asfalto bagnato. C'erano solo altre cinque macchine, ma nessuna Fiat Punto.
Pass accanto a una fila di distributori automatici ed entr nel ristorante, dove si respirava un'aria viziata. Alcuni camionisti erano piegati sui piatti vuoti. Un vecchio masticava un panino. All'angolo opposto dell'ampia sala una ragazza con la testa rasata lavava il pavimento. Nessun segno dell'arabo.
Pag un piatto di lasagne e un caff, poi scelse un tavolo al centro del locale.
Un distributore di sigarette. Videogiochi. Su una parete, un murale con alcuni uccelli in volo. Un camionista si alz e usc, dirigendosi verso i telefoni. Torn un paio di minuti dopo, disse qualcosa e gli altri risero. Poi si alzarono tutti e andarono via.
Da qualche parte squill un telefono. La ragazza butt lo straccio nel secchio e si avvi, curva, verso la cucina. Erano quasi le undici. Nick prese una Coca-Cola da un distributore automatico e, tornando al suo posto, vide il vecchio che si faceva strada lentamente fra i tavoli.
Nick si ferm da una parte, per farlo passare.
Prego.
Il vecchio portava un parrucchino. Sotto, non aveva sopracciglia n ciglia - anzi, non aveva nemmeno la barba. Gli occhi spettrali, appannati, ebbero un leggero fremito. Un vecchio malato, forse confuso.
Prego ripet Nick, facendogli cenno di procedere.
Mai imparato a leggere.
Ora lo fissava. Vecchio, ma non confuso.
E tu, Greer? Leggi molto?
Qualcuno nella folla, qualcuno che non abbiamo mai visto prima, ci chiama per nome. Nick diede un'occhiata al locale, aspettandosi di vedere l'arabo.
S rispose. Certo. Certo, mi piace leggere.
In cucina qualcuno accese una radio. Musica rap filtrava attraverso le porte che si aprivano e si chiudevano.
Ascolti... Nick diede un'altra occhiata al locale. Sono venuto qui...
Dunque dimmi del libro. Il vecchio, che nel frattempo si era seduto, allung una mano rugosa, invitando Nick a unirsi a lui. Il libro che stai scrivendo.
Sbotton l'impermeabile con le dita grosse e tozze, rivelando un maglione pesante con il collo alto.
 una biografia precis Nick, rimanendo dov'era. Una vita.
Una vita ripet lo sconosciuto. Estrasse un pacchetto di sigarette. Fortuna. Una marca spagnola. Non pensi mai che morirai disse. Poi, un giorno sei al supermercato, a comprare i biscotti. Compri i biscotti alla crema e vedi la data di scadenza. La noti, perch quando i biscotti non saranno pi buoni da mangiare, tu sarai gi morto.  una cosa che ti fa pensare. Non avevo mai fatto caso alle date di scadenza. Alle date del tipo da-consumare-preferibilmente-entro. Quando vedi cose che hanno stampato nel 2001, pensi, vaffanculo.  come se la vita rotolasse via, lontano, nel futuro.
Nick annu, e diede un'altra occhiata al locale.
S, prosegu l'uomo. Date di scadenza. Date di rinnovo. Non sapevo che tu fossi americano. Nessuno me l'ha mai detto.
Il vecchio, una specie di Matusalemme nato a Londra, aveva dei brutti calli, di grosse dimensioni, sulle nocche delle mani. Nick scroll le spalle, si sedette e pens, Nessuno chi?
Sto per dire addio a tutto, Greer. Sono sceso fino a Stepney ieri. Ho guidato su e gi per Mile End Road. Il mercato di Smithfield. Il posto non  cambiato per nulla. Intendo, il denaro. Si sfreg le dita, scure per la nicotina, e produsse lo stesso suono della carta. Sono passati trent'anni, ci sono ancora dentro, no?
Nick scorse il mignolo della mano sinistra, l'anello con il granato, e vide, come un lampo, una mano simile a un artiglio sul tettuccio di una Mercedes.
Tony il faccendiere.
Con uno scatto, si alz dritto sulla sedia. Il vecchio gli sorrise; la pelle, resa liscia dalla chemioterapia, si raggrinz come pergamena.
Non dirlo intim.
Nick punt un dito.
Non dirlo.
Il sorriso svan.
Non dovresti credere a tutto quello che leggi, Greer. Non dovresti credere a tutto quello che trovi nei referti di un medico legale.
Nick rovesci il caff, mentre andava a cercare la borsa. Torn con il registratore, introdusse in fretta un nastro, mentre guardava il vecchio strofinare un fiammifero per accendere una sigaretta. Premette il tasto per la registrazione, continuando a scuotere la testa. Il cuore gli batteva come se stesse precipitando da migliaia di metri d'altezza.
Come lo so? chiese.
Come lo sa cosa? Cosa vuole, Cristo?
Il vecchio rise, senza parlare. Poi, mentre fumava, annuendo tra s, scrut Nick.
Dicono che tu sei l'uomo giusto dichiar, guardandolo, con gli occhi socchiusi, tra le colonne di fumo. La gente dice che tu sei quello che sa.
Sa? ripet Nick. Sa cosa? Era difficile seguire un filo logico.
La gente dice che Greer ha unito i punti. Ha riempito i vuoti.
Ho cercato... Nick non riusciva a smettere di scuotere la testa. Comincio a interrogarmi sui vuoti, comunque.
Ci sono diverse lacune, no? Forse ti posso aiutare io. Se tu mi aiuti.
Nick aggrott la fronte.
C' una persona a cui sono interessato disse lo sconosciuto. Un Collezionista.
Chi ?
 proprio quello che voglio sapere.
Va bene. Allora, cosa... cosa deve dirmi?
Il vecchio protese un dito ingiallito, sorridendo, con il fumo che gli attraversava i denti.
Devo dirti del dipinto che vuole collezionare.
Il suono sommesso di una canzone rap. Rumore di traffico in lontananza. Un murale con i gabbiani che volano verso una nuvola color zolfo. Il vecchio parl, con un sussurro stremato, mordendosi lievemente le nocche delle mani, spingendosi indietro per soffiare il fumo contro il rivestimento del soffitto. Era interessato a un Collezionista, ma tutte le domande riguardavano Grossman e di come era morto. Come Laverne, sembrava non credere che Barb avesse trovato Grossman per caso. Voleva sapere a chi altro Barb l'avesse raccontato.
C'erano altre persone spieg Nick. Quando l'ho vista a New York, mi ha detto che tutti volevano sapere di Grossman. Cos immagino che avesse diffuso la notizia. Ma non penso che avesse sbandierato a tutti dove viveva Grossman. Se l'era tenuto per s.
L'ha detto a te. Il vecchio socchiuse gli occhi, fino a ridurli a fessure rugose. Le palpebre erano escoriate, senza ciglia e cosparse di escrescenze pallide. L'ha detto a te, ripet ma non l'ha detto a nessun altro.
Lo rifer come se non ci credesse affatto.
Penso che stesse cercando di proteggerlo.
Da cosa?
Grossman aveva molta paura. Si era fatto male cercando di sfuggirle.
Aveva paura della Segal?
Aveva paura. Punto. Pensavo fosse paranoia, ma ora...
Adesso?
Penso che li abbia visti arrivare. La violenza. Il suo assassino. Credo che se non si fosse fatto male alla gamba, se non l'avessero imbottito di farmaci, se ne sarebbe andato molto prima che io arrivassi.
Il vecchio non disse nulla. Un lungo cilindro di cenere si pieg e poi cadde dalla sigaretta.
Significa qualcosa per lei? chiese Nick. Che Grossman avesse previsto l'arrivo del suo assassino? Che si aspettasse che qualcuno... La voce si ridusse a un soffio, la consapevolezza venne meno. Quell'uomo domand. L'uomo che ha fatto del male a Grossman.  il suo Collezionista?
Lo sconosciuto ammicc con gli occhi appannati, malati.
 venuto nel mio albergo rivel Nick.
L'uomo rimase perfettamente immobile. Poi sembr ricordarsi della sigaretta che gli bruciava tra le dita. Fece un tiro, lungo e avido.
Che aspetto aveva?
Nick descrisse l'uomo che si era presentato nella sua camera d'albergo, gli occhi pallidi, i denti scuri, da roditore. Lo sconosciuto rimase fermo a lungo. Fumava e fissava il pavimento.
Lo conosce? chiese Nick.
Ci siamo incontrati una volta.  successo trent'anni fa. Mi aveva chiamato per dirmi che era interessato a comprare uno dei dipinti di Frank. Gli chiesi perch non ne avesse parlato direttamente con Frank. O con Blair. Glielo dissi chiaramente: l'agente di Frank  Blair, non sono io. No,' rispose penso che tu sia l'uomo di cui ho bisogno. Credo che tu sia l'unico che mi possa aiutare.' Aveva in mente un dipinto particolare.
Guard Nick sopra le bottigliette di salsa, e gli fece un sorriso sgradevole.
 vero, Greer. Il dipinto c'era. Non so di cosa stia parlando' dissi. Certo che lo sa,' replic certo.' E perch non ci fosse nessun malinteso, mi spieg un paio di cose sul dipinto. Dettagli. Bene. Un anno dopo... dopo l'asta di New York.
L'asta Testori?
S. L'asta Testori.
Max Taubmann pag 240.000 dollari per il ritratto di Alice Gatlin dipinto da Spira.
Lo sconosciuto toss. Prese una massa di fazzoletti di carta dalla tasca e la port sulla bocca.
Quell'estate, ogni volta che un dipinto di Frank raggiungeva un prezzo elevato, il tizio veniva a trovarmi. Ero solo nello studio per la maggior parte del tempo, perch Frank era sempre a Parigi. Trovava straordinaria la luce.
Nick annu, mentre nella sua mente si rincorrevano fatti e date: 1971 - l'anno in cui Spira aveva ottenuto la cittadinanza onoraria francese. L'irruzione della polizia nello studio Albero di Fico' nell'agosto 1970 aveva avuto come risultato che Spira fosse accusato di possesso di marijuana; era poi stato prosciolto, ma l'incidente l'aveva portato sulle prime pagine dei giornali. Il titolo SPIRA SATANICO aveva ravvivato una settimana fiacca di News of the World. Il Daily Mirror e il Sun avevano seguito il versante giudiziario della vicenda. Entro la fine di settembre, i quotidiani avevano dato il loro contributo, con storie che erano poco meno sensazionali. La campagna di diffamazione della stampa inglese aveva portato Spira all'attenzione degli intellettuali parigini. Il critico d'arte Jack Delaitre, che aveva conosciuto Spira a Tangeri, aveva annunciato alla Francia che Francis Spira era a tutti gli effetti un pittore europeo - forse l'ultimo dei grandi simbolisti. Durante la primavera del '71, in una serie di tre interviste alla radio, Spira aveva parlato brillantemente, nel suo rozzo francese di strada, del suo amore per Delacroix, scoraggiando i tentativi di Delaitre di catalogarlo. Il fatto che gli inglesi lo considerassero un dissoluto, garantiva la sua credibilit parigina. Gli si offriva da bere e da mangiare; poi, nell'ottobre '71, introdotto nel pantheon dei grandi uomini della repubblica, era diventato una figura non meno importante di Georges Pompidou, aveva fatto con lui il giro del Grand Palais la sera precedente l'apertura della retrospettiva che includeva 108 delle sue tele pi conosciute.
Luglio disse Reardon. Faceva maledettamente caldo. Stavo male da cani. Avevo la bocca piena di ulcere. Il buco del culo era zeppo di vesciche.
Era...? Nick controll che il nastro girasse. Reardon, vorrei un po' di chiarezza su una questione. La malattia di cui soffriva. Di che cosa si trattava esattamente?
Reardon si sporse in avanti e butt un dito di cenere sui resti delle lasagne di Nick.
Il dottore mi disse che avevo una vita sociale cronica.
Fece una debole risata, quasi silenziosa. Il fumo gli usciva dalla bocca.
Sifilide?
Contrasse le sopracciglia senza peli.
Aveva la sifilide? chiese Nick. Ha mai avuto la sifilide? A Tangeri, per esempio?
Reardon scosse il capo.
Dunque, le sembrer stupido, Nick scroll le spalle ma l'eruzione, l'eruzione di cui si era lamentato nel gennaio '58 con Paul Mann. Di cosa si trattava?
Di che cazzo stai parlando? Sta' attento a quello che ti dico. Non stiamo parlando di eruzioni cutanee fottute di quarant'anni fa. Fece un paio di tiri dalla sigaretta. Poi si morse di nuovo la nocca della mano. Luglio 1971 esclam. L'americano viene da me nello studio. Si presenta con abito e cravatta. Capelli corti, ricci. I denti che sai. Ha gli occhi a raggi X. Mi dice, Ciao, Tony,' come se mi conoscesse. Piacere di conoscerti di persona, finalmente.' Avrei dovuto dirgli subito di andare affanculo.
Ma non l'ha fatto.
Volevo sapere come mai fosse a conoscenza di tante cose. Come facesse a sapere quello che sapeva. Dunque arriva e facciamo una chiacchierata. Vuole sapere cosa sta facendo Frank. Vuole avere notizie dei preparativi per lo spettacolo di Parigi. Vuole sapere se sar coinvolto in qualche modo, pur sapendo che non lo sar, sapendo che, a causa di quanto successo alla festa, a causa di tutte le cazzate scritte dai giornali, ero un ospite non gradito. In ogni caso, rimaniamo seduti a bere.
Frank ti ha trattato' disse in una maniera molto dura.' E io continuavo a pensare, Quando trover il modo di arrivarci? Perch sta girando attorno a qualcosa, lo capisco benissimo.
Come fare un'offerta?
L'offerta che Laverne Taubmann aveva liquidato come insensata nella lettera a Schadt. L'offerta addotta come prova che Reardon non aveva mai posseduto l'Incarnazione.
Il vecchio guard Nick in tralice.
Come lo sapevi? chiese.
Laverne Taubmann aveva scritto una lettera ad Alby Schadt - un mese dopo la sua morte.' Aveva risposto a una richiesta di informazioni sull'Incarnazione. Non sono riuscito a rintracciare la lettera originale di Schadt, ma presumibilmente si riferisce a un'offerta che qualcuno aveva fatto per il dipinto, perch Taubmann era arrivato alla conclusione che, se il dipinto esisteva, e se Reardon, cio lei, ne fosse stato in possesso, perch non avrebbe dovuto venderlo?
Schadt? Sapeva di questa offerta?
Evidentemente ne aveva sentito parlare.
Reardon si sporse in avanti e distese sul tavolo le mani con i segni dei morsi.
Vedi, Greer? Ecco dove puoi aiutarmi.
Dove?
Be', puoi cominciare dicendomi chi ha detto a Schadt che qualcuno mi aveva fatto un'offerta.
Schadt non ricorda.  vero. Ho parlato con lui l'anno scorso... Be', adesso  vecchio. Ha dovuto ripensare a cose di quasi trent'anni prima. Quando gli ho mostrato la lettera di Laverne, che teneva nella sua biblioteca, si  ricordato vagamente qualcosa, ma... non c' stato modo di fargli fare un nome.
Reardon si pass una mano sul viso; per un momento sembr disperato, sconvolto.
Mi stava raccontando del Collezionista riprese Nick. Dell'offerta.
Gli occhi punteggiati di escrescenze lo guardarono di traverso.
Prendi, disse a voce bassa ma non dai.
Nick alz le mani.
Forse... forse verr fuori qualcos'altro. Se continuiamo a parlare, forse mi ricorder qualcosa.
Reardon guard il registratore come se stesse meditando di spaccarlo. Respir forte, poi si rilass un po'.
Forse ripet. Forse. Dov'ero arrivato?
Diceva che il Collezionista stava mettendo a punto un piano.
S. Gi. Quel... quel Collezionista del cazzo parla di Frank, parla di questo e di quello, ma pensa ad altro. Ed  agitato. Come uno... che sa cosa sta per succedere. Ha una borsa.  seduto l, con la borsa accanto. E c' un momento in cui mi rendo conto cosa c' dentro. Chiamalo scoppio ritardato. Comunque, succede una cosa da ridere. Un tizio esce dal bagno del piano di sopra. Lo studio  unico, senza pareti divisorie, e il tizio, con le palle fuori, esce dal bagno, passa sull'ammezzato ed entra in una delle camere.
Chi...
Un tale. Un mantenuto, fissato con la forma fisica. Prima mi vendeva il culo, poi, quand'ero malato, veniva a portarmi un po' di spesa o solo a fare una chiacchierata. Scozzese. Un bravo ragazzo. Cos Ralph fa la sua rapida apparizione sull'ammezzato. E a quello yankee di merda escono gli occhi dalle orbite. Pensava che fossi solo. Comunque... Cosa c' nella borsa?' chiedo, perch ne ho abbastanza per ora. La tua ultima offerta?' S' risponde, e mi sorride, lanciandomi un'occhiata. Un milione di dollari' dice.  il meglio che posso fare.'
Nick annu. Il prezzo pi alto pagato all'asta Testori non era nemmeno vicino a un milione. Era stato solo nel '73 che Sotheby's e Christie's avevano cominciato a vendere artisti contemporanei a prezzi cos alti, e comunque sempre sotto le sette cifre.
Un sacco di denaro osserv Nick.
 vero. Un milione. Allora.
Forse  stato quel Ralph a mettere in giro la voce dell'offerta.
Reardon si sfreg le mani lentamente, meditando.
Se ha sentito qualcosa aggiunse Nick. Era solo una storia da raccontare al bar. Voglio dire, un milione di dollari?
Aspett finch Reardon lo guard.
Chiss che razza di dipinto deve essere, comment, facendogli capire che non ci credeva.
Lo sconosciuto ricambi lo sguardo.
Oh, non farti ingannare da tutti quei soldi, Greer.
E... e che cos'ha risposto, all'americano?
Ho risposto di no.
Nick annu di nuovo. Aveva la prova documentaria che Tony Reardon aveva venduto almeno tre Spira senza il permesso dell'artista. Come Spira, era un giocatore che non sapeva controllarsi, e doveva sempre dei soldi ai trafficanti dell'East End. Nick non riusciva a immaginarsi come Tony Reardon avrebbe potuto rifiutare un milione di dollari in contanti. Gli veniva tenuto nascosto qualcosa. Mancava un pezzo.
Si sarebbe sistemato per la vita osserv. Non avrebbe pi avuto bisogno di Frank.
S, certo. Comunque, l'americano non era venuto per comprare.
Butt il mozzicone nella tazza di Nick, poi cerc un'altra sigaretta. Il pacchetto era vuoto.
Solo pi tardi mi sono reso conto che cosa voleva davvero.
Che cosa voleva?
Ammazzarmi.
Si alz in piedi e si diresse verso i distributori automatici. Prese un paio di pacchetti di Camel. Nick lo guard accendersi una sigaretta, andare alla finestra, dare un'occhiata al parcheggio e alzare una mano. Tutto a posto. C'era l'arabo l fuori, che aspettava.
Torn al suo posto e si mise comodo.
Se non fosse stato per quel tizio che usciva dal bagno, penso che avrei capito come stavano veramente le cose. E il denaro non c'entrava.
Perch? Che cosa le fa...
Si aspettava di trovarmi solo e malato, troppo malato per opporre resistenza.
Nick scosse il capo. Per lui non aveva senso.
Perch voleva ammazzarla?
Perch sapeva che era l'unico modo per ottenerlo. Passare sopra il mio cadavere.
E questo  stato il motivo per cui ha simulato la sua...
Dopo, quando se n'era gi andato, ho ripensato a quella breve visita e, malato o no, ho pensato che era meglio togliere il disturbo. Poi sono andato con Lionel Murray nella sua fattoria e per caso ho incontrato Ortiz.
Il medico legale, certo. L'ho intervistato.
Medico legale. Meglio, barbone, delinquente, spagnolo schifoso. Probabilmente bisogna aggiungere che era anche uno spacciatore. Forniva a Lionel coca, acido, eroina, anfetamina - tutto quello che voleva. In ogni modo, si  cacato sotto dalla paura. Gli ho detto che avrei vuotato il sacco sullo spaccio di droga, se non mi avesse aiutato. Gli ho offerto un migliaio di sterline - un bel po' di soldi, in cambio. Non sapevo che debiti avesse, quali necessit. Comunque, era molto incline agli affari. Avevano trovato per strada un povero disgraziato e dovevano buttarlo in qualche tomba dei poveri. Non importava che non mi somigliasse, perch tanto doveva bruciare, e Ortiz si sarebbe occupato del lavoro burocratico. Lo abbiamo caricato nel baule della mia macchina e portato fino a una scarpata. Dopo averlo cosparso di benzina, l'abbiamo messo sull'orlo del precipizio con uno straccio che bruciava in bocca. Un botto. Quando Ortiz torn a casa, era gi arrivata la telefonata. Le guardie riferirono che avevano trovato una macchina straniera in fondo a una scarpata, con un cadavere al volante. Ortiz si occup del resto. Anthony Reardon fu sepolto sotto una piccola lapide in granito, che Lionel pag di tasca sua. Molto commovente. Ho attraversato lo stretto di Gibilterra il giorno dopo l'incidente.
Ha simulato la morte per sfuggire a quel... al Collezionista?
Reardon fece cenno di s.
E... e Grossman?
Cosa?
Be', un paio di mesi dopo la sua morte'  scappato da una clinica nel cuore della notte.  scomparso. Pensa che il Collezionista...?
Reardon scroll le spalle.
Chi lo sa?
Ma lei aveva l'Incarnazione, giusto?
S, ma allora ero morto. Forse il Collezionista ha pensato che Grossman fosse la soluzione migliore.
Per...?
Per mettere le mani sul dipinto.
Quando ho parlato con lui, con Jacob Grossman intendo, mi ha detto che non dovevo neanche pensare di metterci su le mani.
Davvero?
S. Come se avesse saputo dov'era. Come se lui vi avesse accesso.
Reardon si batt un dito contro la tempia. I capelli di nylon si alzarono per effetto dell'elettricit statica.
Sta dicendo che  stato ingannato?
Se parliamo dello stesso dipinto, Jack il Corvo non ne sapeva niente. Forse per questo  finito a pezzi.
A pezzi?
Be',  quello che  successo, no?  quello che ho letto sui giornali.
Nick controll il nastro nel registratore, e introdusse una cassetta nuova.
Cosa dice la polizia? chiese Reardon. Dell'omicidio.
Nick si sporse in avanti.
Reardon. Ha detto che mi avrebbe parlato del dipinto.
Che cosa vuoi sapere?
Tutto.
Reardon scosse la testa, con aria esausta, malata.
Tutto ripet, facendo risuonare la parola come un'oscenit. Le circostanze in cui fu eseguito. Perch Spira ha sempre detto che era stato distrutto. Perch tutti sembrano volerlo dimenticare mentre il Collezionista  pronto a... Nick tir il fiato. Le domande erano cos tante che non sapeva da dove cominciare. Insomma, l'opera  ovviamente speciale, eppure appartiene a un periodo in cui Spira non produsse nulla.
Chi lo dice?
Non resta niente di Tangeri. Niente. L'unico dipinto che  ritornato in Europa, Spira l'ha distrutto. E quest'opera...
Ti segue disse Reardon a voce bassa.  quello che intercetta le tue telefonate.
Chi?
Chi pensi che sia?
Nick rabbrivid. Bittaker.
Pensa che lo condurrai fino a me spieg Reardon, annuendo. Certo. Come l'hai condotto da Jack il Corvo.
L'ho condotto da...
Come  potuto accadere? O Barb ha detto a qualcun altro dov'era o quel qualcuno ti ha seguito. Credo che ti abbia seguito. I giornali hanno scritto che  stato ucciso proprio dopo aver parlato con te.
Reardon sorrise, divertito dall'espressione sul viso di Nick.
Ha aspettato tutti questi anni osserv. Ha tenuto le orecchie ben aperte per tutti questi anni.
Adesso, Nick si sentiva male. Le schifezze che aveva appena mangiato gli erano rimaste sullo stomaco.
Per favore disse. Voglio solo...
Cosa? Cosa vuoi, Greer? Quali sono esattamente i tuoi bisogni?
Mi dica solo del dipinto.
Reardon si accese un'altra sigaretta. Fece un tiro profondo, come per purificarsi.
Spiegami perch gli domand.
Perch lei... lei mi ha detto che l'avrebbe fatto.
Rise in silenzio, riempiendo l'aria di fumo.
Perch la posso aiutare aggiunse Nick.
Reardon appoggi le dita sulle palpebre malate, e se le massaggi delicatamente.
A dir la verit, Greer, mi hai un po' deluso.
Posso ritornare sulle mie fonti riprese Nick. Torner a Manhattan. Torner alla residenza di Laverne Taubmann.
Reardon interruppe il massaggio e lo fiss, con uno sguardo duro.
Ah s? Hai messo piede in quella casa, davvero? Interessante. Tir forte dalla sigaretta, e sped un getto di fumo attraverso il tavolo contro la faccia di Nick. Non ci sarebbe da stupirsi se ci fosse quella vecchia stronza dietro tutta la faccenda.
Dietro a quale faccenda?
Dietro al fottuto Collezionista, Greer. A spingerlo con il suo denaro maledetto.
Laverne Taubmann? Sta dicendo che sa tutto?
Era l quando Frank ha eseguito il dipinto. Ovviamente sa. Sa tutto.
E allora, perch Laverne ha detto a Schadt che non esisteva?
Reardon sorrise. Dovresti chiederlo a lei. E chiedile del furto, gi che ci sei.
Nick si fece passare una mano tra i capelli. Era decisamente troppo. Tutto gli crollava addosso; niente combaciava.
Reardon, si dice che sia stata l'Incarnazione a venir rubata dall'appartamento. Per questo Frank era cos arrabbiato con lei. Martin Marion...
Marion non sa nulla.
Dunque... Che cos'era?
Che cos'era cosa?
Cos' stato preso? Cos' stato rubato?
Chiedilo a Laverne.
Non posso.  morta.
Il suo sorriso deforme si restrinse, fino a scomparire.
Narcosi da biossido di carbonio spieg Nick.  morta in casa. Ieri. L'ho appena saputo.
Reardon si port una nocca alle labbra e la morse con forza.
Ma io ho accesso alle sue carte aggiunse Nick. A tutta la corrispondenza. Sono sicuro che trover qualcosa sul suo uomo.
Sicuro. Reardon scuoteva la testa, adesso. Non sai niente di niente. Sicuro. Sei come Marion. Non hai nemmeno l'ombra di un fottuto indizio.
Le posso trovare quell'uomo disse Nick. Gli usc cos. Non ci aveva pensato... Sapeva solo che era vero mentre lo diceva. Lei stesso ha detto che mi ha seguito. Pensa che lo condurr da lei. Al dipinto.
Era mezzanotte passata. Nick inser una cassetta nuova, poi mise il registratore sul tavolo.
Lavorava sempre ricord Reardon. A Tangeri, come in qualsiasi altro posto. Ma a Tangeri tutti erano maledettamente fuori di testa per la marijuana. Frank la prov appena arrivato, ma scoppi come un pallone a causa dell'asma. In ogni modo, odiava la maniera in cui rendeva tutti... Quella gente, quegli intellettuali del cazzo, erano come mangiatori di loto. Capisci cosa intendo? Se andassi a casa di qualcuno di loro e lo trovassi che fuma, capiresti che tutto quel parlare somiglia a... morire. Franky, di fronte a tutte quelle cazzate, si faceva solo una grassa risata. Ecco com'era, e come ce la spassavamo insieme. Benzedrina. Il mio amico Billy ne aveva una scorta infinita.
Billy Elkorn?
Billy Flash. Pedofilo, magnaccia, bandito di strada, amico di marinai - ti disegna un tatuaggio della tua ragazza per un pacchetto di sigarette. Ti fa lavoretti sporchi. Ti procura documenti falsi. Tutta la droga che vuoi. Un tuttofare, un sopravvissuto. Comunque, ci facevamo, ed era fantastico, ma Frank era sul filo del rasoio. Non riusciva a adeguarsi, si riempiva di roba, e finiva per rincoglionirsi, si incazzava da matti. Diventava ossessivo. Mi faceva diventare ossessivo, e dovevo...
Succhi la sigaretta fino a ridurla a un piccolo occhio bollente.
Le botte.
Era difficile immaginarlo - quel vecchio stanco che strappava via lembi di carne a Spira con la fibbia della cintura, che lo batteva fino a fargli chiudere gli occhi. Tony il sadico. Allora era forte, aveva il collo taurino e le spalle massicce.
Ma con l'Incarnazione...? continu Nick. Frank smise di farsi, cambi qualcosa?
Reardon osserv la punta della sigaretta.
Fu una... una catena di eventi. Quella che si potrebbe definire una catena di eventi.
Cio?
Un incidente al Petit Socco. In una di quelle vecchie case. L'ascensore - il meccanismo di avvolgimento era andato tutto in merda - era precipitato dal quinto piano alla cantina. Un botto della miseria.
E allora?
C'era dentro una donna con un bambino concluse, in un soffio. Tutti e due morti. Franky era andato l con Billy Flash. Stronzo schifoso. Quando era tornato, seppi che aveva dato un'occhiata.
Un'occhiata?
Ai corpi. Erano in quel maledetto ascensore, a pezzi. E il bambino, era...
Scosse il capo. Franky me lo raccont dopo. C'era la polizia, e i pompieri che tagliavano i cavi, ma Billy aveva degli amici, specialmente nella polizia. Frank era ritornato con uno sguardo, uno sguardo che aveva spesso. Disgustato. Sembrava si fosse ingozzato, come un vampiro del cazzo - aveva gli occhi come di vetro. Allora ho capito che stava per cominciare qualcosa.
Cosa?
Il dipinto. Ma non andava bene. Stava nello studio con le sue pasticche di benzedrina. Non riusciva nemmeno a tirare fuori il cazzo per pisciare, e non riusciva a fare le pennellate che voleva, perci lo butt via. Lo fece in mille pezzi. Era come - hai mai visto qualcuno con il delirium tremens? Era proprio cos. Non era solo la benzedrina, era la sua cazzo di mente. Che lo mangiava vivo. Cominci a saccheggiare tutti i manuali di medicina che aveva, e ad appendere le immagini alle pareti. Libri di chirurgia. Libri di malattie del cavo orale. Ecco dove ha trovato la parola.
Quale parola?
Incarnazione.
Nick scosse la testa, senza capire.
Da uno dei libri. Un termine medico. Elisabettiano. Per il modo in cui cresce una cicatrice, il tessuto cicatrizzato di una ferita.
Io pensavo... Nick si mise una mano sulla fronte. Io pensavo che il riferimento fosse religioso. L'Incarnazione. Dio in forma umana.
Tanti elementi diversi venivano messi insieme. Come piaceva a Frank. Sacrificio di sangue. Sai, quando si taglia via la testa a un povero disgraziato per propiziarsi le piogge. Quel genere di religione. Ferire e curare. Il Ramo d'Oro. Frank si aggirava con i pantaloni corti parlando continuamente del fiorire della carne.' L'amava. Non era possibile farlo smettere. La ferita di Cristo. Dio divenuto carne. Il Re Pescatore. Tutte quelle stronzate. Aveva una fissazione per le ferite. Le ferite e le bocche.
L'urlo della madre. Polvere e detriti si erano riversati nella tromba delle scale. Spira e Billy Elkorn avevano guardato i corpi sfracellati. Nick vide una sorta di diorama disgustoso, Frank che premeva l'occhio contro un buco, vedeva tutto chiaramente, e non sentiva quello che diceva Reardon. Si rese conto che il vecchio lo stava osservando, con un'espressione ostile sulla faccia rugosa e senza peli.
Sta' attento gli disse, con la bocca rivolta verso il basso, in segno di disgusto.
Nick si raddrizz sulla sedia.
Cosa?
Vuoi ancora vederla, questa grande opera d'arte?
Assolutamente s.
Reardon si pul la bocca.
Credi che sia tutto una... una sorta di mistero, come se da qualche parte fosse nascosto un tesoro. Tu vuoi essere quello che lo trover. Credi che si tratti solo di arte.
Perch, non  cos?
Reardon scosse il capo.
Per niente rispose. Non si tratta affatto di arte.

21
Allora, di cosa si trattava? Di denaro? Di amore? Nick si chiese cosa avesse inteso Reardon, in piedi, nel parcheggio, sotto la pioggia sottile. Ma Reardon non aveva altro da aggiungere. Assicur a Nick che sarebbe rimasto in contatto. Gli intim di tenere chiusa la sua boccaccia da intellettuale.
Al ritorno, Nick era cos stanco che sbagli l'uscita dell'autostrada e si perse fra i sobborghi di Londra. Alle due del mattino strisciava ancora per le strade vuote, rideva, ascoltava il nastro e sentiva Reardon raccontare la sua storia: Solo pi tardi mi sono reso conto di cosa volesse davvero. Che cosa voleva? Ammazzarmi. La Vita si apriva come un fiore, era un fiorire della carne. Non l'aveva seppellita. Aveva spinto dentro la vanga e aveva urtato qualcosa. Qualcosa di grosso.
Immagin il dipinto, da qualche parte, l'oggetto fisico, reale, appeso in qualche stanza buia. Reardon aveva rifiutato di entrare nei dettagli, ma aveva affermato che, nell'arco di qualche giorno, se tutto andava bene, Nick avrebbe potuto guardarlo da s, e sarebbe giunto alle sue conclusioni su quanto fosse speciale.
Solo quando attravers il fiume, ebbe paura. Afferr il volante come se la macchina stesse davvero per sfuggire al suo controllo. Dovette ripetere a s stesso di stare calmo, che il pericolo, se c'era, non era immediato. Se Reardon aveva ragione, il Collezionista l'aveva seguito da Jacob Grossman e ora stava cercando di arrivare a Reardon stesso. Ma seguiva Nick perch voleva il dipinto. Eppure, Bittaker non gli era sembrato un amante dell'arte. Il tizio che si era recato nella sua camera d'albergo a New York aveva pi l'aspetto del bullo che collezionava debiti. Ma forse era proprio questo che c'era dietro: qualcuno voleva dei soldi. Forse era quello che Reardon intendeva dicendo che non si trattava di arte. Il Collezionista, il vero Collezionista, probabilmente uno che stava dietro a Bittaker, voleva tutto quello che aveva pagato per gli anni passati.
Ma chiunque fosse, qualunque cosa volesse, non si poteva negare il fatto che lui, Nicholas Greer, biografo e signor nessuno, aveva appena acconsentito a mettersi tra Bittaker e Reardon. Posso trovarle quell'uomo, aveva detto, e cos Reardon gli aveva raccontato qualcosa di pi della storia.
Fermo al semaforo, a un incrocio, Nick controll lo specchietto retrovisore. Disse a s stesso che quello era il modo in cui la gente veniva uccisa. Giornalisti, scrittori - gente come lui. Si trovano coinvolti in determinate situazioni senza averne la piena consapevolezza.
Rientr nelle prime ore di sabato mattina; parcheggi l'auto noleggiata vicino a dove l'aveva presa. Dal cielo nuvoloso scendeva una pioggia sottile. Camminava sul marciapiede deformato dalle radici degli alberi, attento al silenzio e alle ombre. Entr nel giardino davanti al suo palazzo pronto a cambiare direzione, pronto a correre.
La porta d'entrata era chiusa a chiave. Non c'era nessun segno di scasso. Ovviamente esistevano vari modi per entrare negli appartamenti senza lasciare traccia. Inser la chiave nella serratura, la gir, rimase in ascolto.
Un minuto dopo, passava da una stanza all'altra accendendo le luci. Sembrava che non ci fosse niente fuori posto. La sola cosa diversa era il cellulare appoggiato vicino al computer.
La segreteria telefonica indicava tre messaggi. Il primo era di Glasco, registrato alle 10,42 di sera. Il poliziotto sembrava brusco, diceva che aveva ricevuto il messaggio e avrebbe gradito una chiamata. Il secondo, sempre da Glasco, registrato alle 11,12, era quasi ostile: Greer. Di nuovo l'investigatore Glasco. In attesa di una sua chiamata. Il terzo messaggio, delle 11,32, era vuoto.
Nick rimase seduto ad ascoltare i rumori smorzati della strada, insieme al suono debole del respiro. Poi il clic della cornetta appesa. Disse a s stesso che non era nulla, nessuno, ma era troppo facile immaginare Bittaker all'altro capo. Bittaker o un altro. Compose il 171 per sapere il numero dell'ultima chiamata. Veniva dall'area centrale di Londra. Chiam, ascolt il segnale di linea libera, poi appese prima che qualcuno rispondesse. Non voleva sapere.
Era esausto, ma non riusciva a dormire. Infil la cassetta nello stereo e cerc di concentrarsi su Reardon, ma era agitato, continuava a fermare il nastro, pensando di aver sentito qualcosa sul retro dell'edificio.
Tanti elementi diversi venivano messi insieme. Come piaceva a Frank. Sacrificio di sangue. Sai, si taglia via la testa a un povero disgraziato per propiziarsi le piogge. Quel genere di religione.
Resa pi alta dall'anfetamina, la voce roca di Reardon sembrava fatta di mormorii striduli.
Ti segue.
E dunque, il poliziotto si era fatto vivo. Per Nick sarebbe stato meglio non chiamare Glasco. Con Laverne morta e Reardon ricomparso, tutto era cambiato. Semmai, il poliziotto era diventato un peso. C'era la possibilit che avesse ricavato qualche indizio dalla camera d'albergo, che avesse indicato qualche individuo gi presente nei loro elenchi.
Pensandoci, Nick scosse il capo e imprec a voce bassa. Gli sembrava solo una questione di tempo; la polizia avrebbe tirato fuori un nome. E Reardon probabilmente guardava la stampa di New York, navigando nei siti delle notizie on-line. Se la polizia avesse indicato il nome del Collezionista, Reardon non avrebbe pi avuto bisogno del suo aiuto.
Quali sono esattamente i tuoi bisogni?
Doveva sperare che Glasco non venisse a capo di niente per parecchio tempo, in modo da permettergli di vedere il dipinto e di ricostruire la storia. Si svegli reclinato su una poltrona con l'idea, la convinzione - che sembrava si fosse formata nel sonno - che Reardon volesse ingannarlo. Con o senza l'aiuto della polizia, tutto quello che Reardon doveva fare era tornare a sedersi e aspettare. Prima o poi, il Collezionista si sarebbe rivelato da solo. Nick scosse la testa, si disse che stava diventando paranoico. Reardon aveva bisogno di lui e gli avrebbe mostrato il dipinto in cambio del suo aiuto. Quello che era accaduto era l'inizio di una svolta, il punto attorno a cui tutto girava.
Voleva chiamare Linda. Voleva chiamare Henry. Ma non c'era motivo di chiamare nessuno. Reardon era stato categorico: non doveva parlare del loro incontro. Se non rispettava l'accordo, se si lasciava scappare qualcosa o faceva qualche accenno, Reardon sarebbe scomparso di nuovo.
Aveva inciso la conversazione, ovviamente. Era gi qualcosa. Ma la gente, la gente come Martin Marion, avrebbe detto che l'aveva inventata solo per attirare l'attenzione: la gente avrebbe detto che era pazzo. E inoltre, il nastro non era niente, gli eventi di quella notte non erano niente in confronto a quello che doveva ancora capitare. Da qualche parte. L'Incarnazione, l'oggetto fisico, reale.
Una sensazione di sospensione e di esitazione contraddistinse la giornata. Persino la pioggia sembrava sospesa nell'aria, come nebbia o fumo. Lavor all'articolo per Florey. Le parole gli vennero facili e fluide. Alla fine l'articolo era appena sotto le tremila parole di lunghezza, e il solo cenno al cambiamento della sua interpretazione era un riferimento, appena pi lungo di quanto sarebbe stato altrimenti, all'offerta che si diceva Reardon avesse ricevuto nell'estate del '71, e un dubbio su come quella diceria fosse arrivata ad Alby Schadt. Lo rilesse diverse volte, decise che Reardon non poteva opporre nessuna obiezione, controll l'ortografia e lo sped rapidamente nell'etere.
Glasco chiam sabato sera tardi. Nick si agit, si scus per non avergli ritelefonato prima.
Sono stato davvero...
Occupato, certo. Lo immagino.
Ci sono stati degli sviluppi nel caso?
Per la verit, s. Abbiamo trovato la borsa che ha usato.
Nick chiuse lentamente gli occhi. Si stavano avvicinando. L'avevano quasi raggiunto.
Oh... oh,  straordinario. State davvero chiudendo il cerchio. Avete rilevato delle impronte dalla mia stanza?
Un paio sul telefono. Un indizio che sembra interessante. Continuiamo a escludere il personale dell'albergo, gli addetti alle pulizie, eccetera. Dunque... Glasco si schiar la gola. Dunque, Greer, cosa voleva dirmi?
Nick fece marcia indietro, tergivers, disse che pensava di essere stato forse troppo precipitoso.
 una sciocchezza, davvero.
Mi dica comunque.
Si tratta di una cosa che mi ha detto Laverne. Sa, la signora che ho intervistato al...
S, so chi .
Era, per la verit.  morta ieri...
Cosa?
O il giorno prima. Di morte naturale, intendo. Non  stata uccisa o roba del genere.
Molta gente non viene uccisa. Dunque le ha detto qualcosa?
S.
Nick sentiva il respiro di Glasco sul microfono.
Allora, mi vuol dire di cosa si trattava?
Certo, naturalmente. Nick si mise seduto. Investigatore Glasco, la ragione della mia esitazione ... be', penso di dover mettere le mie carte sul tavolo in modo che lei sappia... Poteva quasi sentire Glasco corrucciarsi, all'altro capo del telefono. Scrivendo il libro, lavorandoci sopra, scopro cose che, be', preferirei davvero tenere per me, cos quando infine il libro uscir...
La gente lo comprer per vedere che cosa ha scoperto.
S. Piuttosto che...
Non comprarlo perch sa gi. Perch pu leggerlo sui giornali. Perch forse uno sbirro della omicidi ha lasciato trapelare la notizia.
Rabbia che nasceva dal nulla. Glasco, sempre arrabbiato.
Non mi fraintenda, investigatore.
Cerco di non farlo, Greer. Cerco di bilanciare i suoi bisogni con le esigenze di un'indagine in corso. Glasco smise di parlare e fece un respiro per calmarsi. Mi spieghi soltanto che cosa voleva dirmi. Il suo segreto  al sicuro.
Laverne Taubmann  morta a causa dell'Incarnazione.
Ci fu un altro silenzio.
Il dipinto?
S.
Tutto qua?
So che non  molto. Ecco perch ci ho pensato due volte prima di parlarne con lei. Naturalmente, pensavo che la signora Taubmann fosse ancora viva quando l'ho chiamata la prima volta. Supponevo che potesse andare da lei e parlarle direttamente.
Ha qualche ragione per crederlo?  in possesso di qualche prova concreta?
No. No, temo di no.
Una volta capito che non c'era nulla da guadagnare, Glasco pose fine alla conversazione. Disse a Nick di rimanere in contatto, nel caso gli venisse in mente qualcos'altro che potesse rivelarsi utile.
Dopo aver messo gi il telefono, Nick rimase seduto per molto tempo a guardare la maschera di Spira sulla mensola del caminetto. Si disse che non aveva sviato o tentato di ostruire la giustizia o cose del genere, ma sapeva che avrebbe potuto riferire molto di pi. Avrebbe potuto menzionare le carte nella residenza dei Taubmann, e la possibilit di trovare qualche traccia dell'Incarnazione, tornando indietro di trent'anni.
Mentre meditava su questo, gli venne in mente un'altra cosa, e si alz di scatto dalla sedia, stringendosi la fronte con la mano: non aveva detto niente a Reardon dell'eventualit che Laverne fosse andata a Tangeri per fare l'offerta per un dipinto. Una questione chiave, e si era dimenticato di chiederglielo. Gli eventi si erano evoluti troppo rapidamente, e continuavano ad accelerare. Cerc in fretta una pagina libera sul taccuino e scribacchi la domanda: Laverne  andata a Tangeri per conto di Max? Non riusciva a credere di non averglielo chiesto. Rimase in piedi un momento, picchiettando la penna contro il labbro inferiore. Poi segn una seconda domanda: Davvero Laverne aveva rubato, ovvero fatto rubare, qualcosa da rue d'Angleterre? Se s, che cosa?
Il telefono non squillava. Quando avvenne, aveva i nervi a pezzi. Era in piedi accanto alla segreteria telefonica, ad ascoltare i messaggi di interessamento e di appoggio degli amici. Tyler lo chiam, offrendosi di preparargli il pranzo.
Ho preso delle salsicce da Lidgates spieg. Ce le mangiamo fritte.
Nick camminava avanti e indietro e pensava solo a come rivedere Reardon. La sua pi grande paura era che Glasco tirasse fuori un nome e Reardon lo leggesse sulla stampa. Allora sarebbe dovuto uscire di nuovo, trascinarsi per le biblioteche cercando di decifrare gli scritti di quarant'anni prima, le cosiddette fonti primarie.
Ogni paio d'ore visitava i siti della stampa di New York per leggere le notizie. Ma a parte il suo pezzo Gli amanti di Spira' sul Times, non si trovava nessun altro riferimento a Grossman.
Alla fine, non pot pi aspettare. Sent come se dovesse fare lui qualcosa per mettere in moto gli eventi. Domenica sera sul tardi and in una cabina e telefon a New York.
Perch questa storia adesso? chiese Barb, tossendo al telefono. Questa presunta offerta a Reardon.
Ho soltanto questa sensazione. Ho pensato che fosse una buona idea cercare di rintracciare quel personaggio, quel tipo che si presume fosse andato a trovarlo a Londra.
Tutte stronzate.
Forse. Ma non ho cavato un ragno dal buco con Laverne - cercando di farle raccontare che cosa era successo a Tangeri; forse con quel tipo, se riuscissi a trovarlo, sarebbe diverso. Ovviamente lui pensava che il dipinto esistesse.
Se  ancora vivo.
Se riuscissi ad avere qualche indicazione da Schadt, penso che potrei...
Schadt non ti dir nulla.  fuori di testa.
Barb raccont a Nick come, l'ultima volta che era andata nella fattoria di Schadt, lui le avesse mostrato gli acquarelli di Hitler. Li aveva appesi alla parete accanto al Renoir.
A colazione abbiamo mangiato zuppa di aragosta, per l'amor del cielo. Francamente sono sorpresa che tu stia dietro a quella roba mentre gli eventi si succedono a una velocit impressionante, qui.
Eventi?
Non hai sentito?
Sentito cosa?
La polizia ha trovato uno zaino da qualche parte, in un sottopassaggio. Quello usato dall'assassino.  solo questione di tempo prima che...
Lo so.
Cal un silenzio pieno di stupore.
Mi dispiace, Barb, sono... Non mi sento molto bene in questo momento.
Sent il tintinnio dei braccialetti di Barb mentre portava la sigaretta alle labbra.
Vuoi parlare di qualcosa in particolare?
Nick strinse il telefono cos forte da far crepitare la cornetta.
Barb, vorrei davvero scoprire chi era quel tizio. Quello che and a trovare Reardon.
Be', forse ci sar qualcosa nelle carte di Max e Laverne.
Pass un autocarro.
Nick?
S, sono ancora qui. Era solo un...
Sei in strada?
S.
Come mai? Non dirmi che ti ha sbattuto fuori?
Ovviamente no. No,  solo... Nick picchiett con una moneta contro il vetro ricoperto di sporcizia. Cosa stavi dicendo a proposito delle carte?
Niente. Ma dal momento che ne hai fatto cenno, devi occuparti di quella faccenda non oltre questa settimana.
Quale faccenda?
Gli esperti delle valutazioni di Christie's si sono recati nella propriet di Manhattan venerd. Io sono andata l nel pomeriggio, e Anita mi ha mostrato la stanza con le scatole. C' una tonnellata di roba. E lo dico alla lettera. Anita afferma che lo Smithsonian Institute pensa di fare un'offerta. Non credo che Gael ci abbia ancora pensato, ma se lo Smithsonian Institute fa un'offerta per acquistarle, lei potr solo dire di s. Cos se le toglie dai piedi, e per giunta d l'impressione di essere dotata di senso civico. Una volta risucchiate nell'archivio, non rivedrai quelle carte per tantissimo tempo.
Nick si guard i piedi. La scarpa rotta lasciava entrare di nuovo l'acqua. In attesa della chiamata di Reardon, si stava lasciando sfuggire la possibilit di vedere le carte di Laverne. La situazione era molto confusa.
E c' dell'altro aggiunse Barb. Un'altra ragione per cui dovresti essere qui.
Quale?
Qualcuno ricattava Laverne.
Cosa?
Barb rise sommessamente.
L'altra sera sono stata a cena con Anita. Mi ha raccontato tutta la storia. Sanford Priesack - sai, l'amministratore di Laverne. Si trovava nella residenza di Park Avenue venerd pomeriggio e ha notato che mancavano un gran numero di pezzi. Non dipinti. Oggetti, soprammobili. Un vaso qua, un uovo di Faberg l - cose piccole, ma di valore. In ogni modo, Priesack suona l'allarme, e getta l'intera casa nel panico. Gael allinea tutti in soggiorno, perch, naturalmente, presume che qualcuno abbia rubato.
Ovvio.
Ma salta fuori che era stata Laverne stessa a vendere tutta la roba. Priesack ha fatto qualche telefonata e ha appreso da uno dei suoi amici commercianti d'arte che lui stesso, l'amico, aveva avuto un appuntamento con Laverne molti anni prima. Quegli oggetti erano stati venduti, con un flusso costante. Sempre in cambio di contanti. Ora, Laverne aveva un conto in banca. Inoltre, non era esattamente - mi riferisco agli ultimi tempi - non era la pi grande acquirente del mondo. La casa - tutte le case - sono gestite come gli affari, con conti propri e cos via. Perci...
Pensi che Laverne pagasse il silenzio di qualcuno.
Io e Anita ne abbiamo discusso - s. Del resto, per cos'altro ti servono dei contanti invisibili? Non per la droga, te l'assicuro. Con la Gallagher che arrivava quotidianamente con il carrello delle medicine magiche, puoi...
Dio mio.
Capisco.  cos strano. Ho solo... A dir la verit m' venuto da ridere: non riuscivo a immaginare Laverne ritratto in fotografie compromettenti o roba del genere. Voglio dire, che cosa faceva? Ha condotto quella che definiresti una vita irreprensibile.
Irreprensibile. Nick cominciava ad avere dei dubbi in proposito.
Ma poi Anita mi ha detto qualcos'altro continu Barb. Ricordi quel piccolo taccuino che Laverne aveva? Lo teneva sempre in mano.
Gli appunti di viaggio, scritti da Max.
Be', c'era un biglietto, un biglietto d'auguri, o una cosa del genere, a fare da segnalibro?
In quale pagina?
Non in una pagina particolare. Almeno non credo. Me l'ha detto Anita, perci... Comunque, il biglietto era l dentro. Un brutto biglietto arancione con le lettere a forma di bolla in stile anni Settanta? Auguri di buon compleanno,' e una torta con il numero sessanta' in grande evidenza, scritto con la glassa che gocciolava. Sei, zero. Quando Gael l'ha trovato - Gael era presente al momento della morte e le ha preso il libriccino dalla mano, capito? - ha visto il biglietto e ha supposto che fosse di Max.
Ha supposto.
Barb rimase in silenzio.
Forza, Nick. Questo  il tipo di cose che mi aspetto tu noti.
Ci pens.
Max era morto osserv. Laverne ha compiuto sessant'anni nel 1975, quattro mesi dopo la morte di Max.
Giusto.
Dunque...?
Dunque il biglietto  di qualcun altro, e Laverne l'ha tenuto con s per 23 anni, in un taccuino che riportava tutti i particolari del suo viaggio di nozze in Europa.
C' scritto qualcosa? Sul biglietto, intendo. Una dedica?
Barb ridacchi, chiaramente divertita dalla cosa.
Be', s, c'era. In francese. Ed  molto... s, romantica.
Si divertiva con lui. Per tirare avanti.
Barb?
Une nuit avec Vnus.
Une nuit avec Vnus? Nick si appoggi contro la cabina telefonica.
Una notte con Venere. Romantico e lusinghiero. Perch, all'epoca, Laverne era, be', pi giunonica. Barb rise, la solita risata rauca da fumatrice. Allora, non ti incuriosisce? Non c'era nessuna firma. Solo questa...
Citazione.
Cosa?
 una citazione spieg.  una citazione da Flaubert.
Ne sei sicuro?
Nick scivol lungo la parete della cabina fino ad accovacciarsi tra la sporcizia e gli involucri schiacciati dei fast food.
Nick?
Flaubert prese la sifilide da una prostituta che chiamava Vnus raccont, agitato, con la sensazione che i pezzi si stessero unendo tra di loro. Ho trovato questa battuta mentre facevo le ricerche sulla sifilide.  qualcosa che Flaubert scrisse a un amico. Si trova nel secondo volume dell'edizione delle lettere della Pliade.
Be'? intervenne Barb. Qual  la battuta?
Une nuit avec Vnus, toute une vie avec Mercure.
Toute une...
Una vita intera con Mercurio.
Mercurio osserv Barb. La tua parola magica.
S. Flaubert prendeva il mercurio per curare la malattia.
Bevve whisky per stordirsi, ma alle quattro del mattino apr gli occhi di colpo e subito la mente si mise in moto, girando sempre intorno alle stesse cose - Linda, la Curlew, Laverne, Reardon, il Collezionista, tutto continuava a ruotargli nella mente, finch la testa cominci a pulsare. Adesso, oltre a tutto il resto, c'era anche il ricatto.
Era difficile non vedere tutto - Tangeri, il dipinto, la riluttanza di Laverne a discutere delle due questioni - collegato a quanto Barb le aveva appena detto. Specialmente considerando il riferimento alla sifilide. Perch si trattava, ne era certo, di una citazione da Flaubert, la prima parte di una macabra battuta.
Una notte con Venere, una vita intera con Mercurio.
La malattia era dappertutto. Sembrava insinuarsi nella Vita come un fatto non diagnosticato, n diagnosticabile. Trovandosi al buio, si ricord di quando era in piedi fuori della stanza di Laverne. Qualcosa era caduto per terra. Il taccuino, aveva supposto allora. La dottoressa Gallagher aveva chiesto a Laverne perch continuasse a leggere quello', se voleva dimenticare. In quel momento, aveva immaginato che si riferisse agli appunti di viaggio - che avesse raccolto il taccuino da terra e l'avesse buttato in faccia a Laverne, ma adesso non ne era pi cos sicuro. Forse aveva fatto riferimento al biglietto. E la Gallagher aveva detto qualcos'altro. Aveva chiesto a Laverne se stesse facendo penitenza. Il che aveva un significato, se il biglietto ricordava a Laverne qualcosa che aveva fatto. Qualcosa di brutto, come andare a Tangeri e vivere una vita sregolata, prendendo la malattia da Reardon, forse, o dallo stesso Frank.
Si dispiegava un intero scenario, come i petali di un fiore nero al cui centro c'era Adele Gallagher che ricattava Laverne.
Poi a Nick venne in mente un'altra cosa. Un'altra questione. Perch la Gallagher era la sola persona che Laverne tollerava vicino alla bocca? Aveva delle lesioni? Qualche segno che un medico qualificato avrebbe riconosciuto immediatamente come la conseguenza della malattia?
La questione lo tir fuori dal letto, e alle sei, quando dalla finestra entravano le prime luci dell'alba, era gi alla scrivania a prendere appunti.
Luned mattina per prima cosa trill il cellulare.
Fuori c'era il sole. Attraverso la finestra Nick vide gli alberi verdi brillare in un raro momento di fulgore estivo. Rimase in piedi con il telefono in mano, cercando di pensare. Poi premette il tasto. Si sent un crepitio, il rumore di una fiamma scoppiettante.
Greer?
Grii-ah. La voce del vecchio, stridula, stanca, attutita dalla grande distanza.
S.
Silenzio. Il silenzio di Londra. Il rombo continuo della combustione interna. Nick cerc di controllare il respiro.
Vola a Tangeri. Fermati all'hotel Amsterdam. Aspetta.
Reardon?
Prenota i biglietti per telefono. Il tuo telefono. Usa la tua carta di credito.
Ma perch Tangeri?
Si sent il movimento provocato dall'elettricit statica, poi il debole stridio di un fax. Reardon aveva gi riattaccato.

Tangeri

22
In una lettera a Oscar Nagel spedita per posta aerea due settimane dopo l'arrivo, Spira aveva descritto Tangeri come un fantastico luogo di svago', una citt azzurra e bianca costruita su colline di sabbia, coperta di rovi, affacciata sul Mediterraneo. Lo divertiva la storia delle origini della citt, l'idea che fosse stata fondata in onore di Anteo, figlio di Gaia, dea della terra. Anteo commise l'errore di fare ombra a Ercole aveva scritto. I due omaccioni combatterono, Anteo perse e Tangeri venne costruita dove era stato sepolto. Bill Burroughs, che trovo davvero straordinario, dice che  una citt costruita in onore di un perdente, una citt costruita sulla sabbia.
Si potevano acquistare droghe pesanti alla luce del sole. Marijuana e hashish venivano consumati apertamente. L'omosessualit era tollerata nonostante la credenza diffusa che i pederasti passivi, quelli che lo prendevano nel culo, sarebbero stati puniti severamente nell'altro mondo - costretti a lavarsi la faccia nell'urina dei Giudei per l'eternit. Spira si era trovato subito bene. Si era sistemato in una camera della casa di Billy Elkhorn proprio vicino al Petit Socco, una piazza in discesa, una fogna per prostitute, spacciatori e spie.
Il giornalista Robert Ruark aveva detto, a proposito della Tangeri di Spira, della Tangeri degli anni Cinquanta, che era il posto che raccoglieva pi ladri, borsisti neri, spie, teppisti, impostori, venditori di oggetti ritrovati sulle spiagge, espatriati, degenerati, eccentrici, faccendieri, barboni, vagabondi, politici e ciarlatani che avesse mai visto. Per quanto riguardava Nick, niente era davvero cambiato da allora, eccetto che i faccendieri si erano conquistati il primo posto a gomitate. Li si incontrava appena scesi dall'autobus o dal taxi. Volevano diventare facchini, guide, protettori, puttane, amanti, agenti, addetti al cambio di denaro, amici per la vita.
Sapendo che sarebbe stato preso d'assalto, questa volta Nick prese un taxi dall'aeroporto, ma anche cos, mentre scendeva dalla macchina di fronte all'albergo, fu pi o meno aggredito da un tizio che gli afferr la borsa gridando, Ti aiuto, ti aiuto. Il personaggio voleva portargli la borsa (non la valigia, che forse sembrava troppo pesante) all'interno dell'albergo. Ci fu un momento comico in cui entrambi presero in considerazione i dieci centimetri di asfalto rotto tra il bordo del marciapiede e le porte di vetro macchiate dell'hotel Amsterdam, poi il tizio lasci il manico della borsa.
L'addetto alla reception aveva una massa di capelli rossi ricci legati all'indietro con un elastico. Disse di chiamarsi Piet. Era olandese. Non era lui, ma El Caabouri, il proprietario dell'hotel. Lui lo gestiva soltanto, insieme al suo amico Christophe, che non era olandese ma francese.
Nick seppe tutto ci mentre Piet trascriveva i dati del passaporto.
Per quanto tempo si ferma?
Nick scroll le spalle e scosse il capo. Ha bisogno di saperlo esattamente?
Piet diede un'occhiata al libro mastro, dondolando leggermente. Era alto come un aquilone con il suo djellabah di cotone a righe, l'abito lungo che copriva dalla testa ai piedi, preferito dai pi conservatori. Si gratt il capezzolo sinistro.
Segno un paio di notti?
Nick lo guard girarsi e tornare, osserv le chiavi appese, le cassette per la posta e i messaggi telefonici.
Ha chiamato qualcuno per me? chiese.
La stanza era essenziale, ma spaziosa, con il soffitto alto. Una finestra impolverata affacciava sulla moschea Mohammed V, situata a poca distanza, sulla collina. Sopra il letto un ventilatore da soffitto formava una semplice croce nell'oscurit e, al di l delle ampie pale nere, il soffitto era segnato con una piccola freccia adesiva che indicava l'est. Bisognava pregare rivolti direttamente alla Mecca, orientarsi come un'antenna parabolica.
Nessuno aveva chiamato. Perci adesso doveva solo aspettare.
Si sedette sul bordo del letto, diede un paio di colpi al materasso. Linda avrebbe insistito per metterlo sul pavimento. Non sopportava un letto morbido. Erano passati quattro giorni dalla loro lite, dalle urla al telefono. Nick cerc di interpretare il silenzio come un fatto positivo - quattro giorni di acqua passata sotto i ponti. La prossima volta avrebbero parlato con pi calma, lui avrebbe avuto notizie per lei, un sacco di notizie. Se c'erano degli sviluppi, se la storia si stava veramente mettendo a fuoco, non riusciva a non pensare a un accordo per il mercato americano, e poi... Diede un altro colpo al materasso. Appena possibile, appena le cose si fossero chiarite, sarebbe andato a trovarla. Si sarebbe presentato con un mazzo di fiori, e allora avrebbero potuto finalmente parlare. Stabilire delle priorit, a partire da quello che lei voleva per essere felice.
Fu preso da una strana sensazione. Gli sembr di cadere o di librarsi nell'aria, al di fuori di ogni controllo. Si guard le mani, cerc di ancorarsi al qui e ora, si ripet che si trovava in quel luogo perch Reardon gli aveva chiesto di venire, e questo aveva senso soltanto se lui aveva l la sua base. Questo aveva deciso durante il volo. Reardon aveva l la sua base, e dipendeva da lui attirare il Collezionista sul suo terreno, dove pensava di avere migliori possibilit di scoprirlo e di fare la sua mossa. La sua guardia del corpo, se era quello il compito del tizio con la cicatrice, senza dubbio aveva l'aria di essere uno del posto. Ma poteva anche venire dall'East End di Londra. Nick si abbandon sul letto e fiss il ventilatore sul soffitto. La verit: non sapeva cosa sarebbe successo. Chiuse gli occhi.
Era quasi buio. Guard l'orologio. Era passata un'ora, ma gli sembr di aver chiuso gli occhi solo per un secondo. Un rumore lo fece rizzare sul letto. C'era qualcuno nella stanza. Si sent di nuovo il rumore. La porta era aperta; si muoveva lievemente, i cardini stridevano. Vedeva la chiave ancora nella serratura, e non riusciva a ricordarsi se aveva chiuso la porta quando era entrato oppure no, ma non riusciva a spiegarsi perch non avrebbe dovuto chiuderla. Lentamente si alz dal letto.
Fuori, sul corridoio, solo due lampadine funzionavano pendendo dal soffitto, e creavano macchie di luce e d'ombra su un tappeto logoro. Da qualche parte era accesa una radio.
Chiuse la porta e gir la chiave. Poi accese la luce. Si gir per guardare tutta la stanza.
All'improvviso si sent un urlo lamentoso; la chiamata alla preghiera risuon dalla moschea Mohammed V. Anche con la finestra chiusa, era alto e fastidioso. Attravers la stanza e diede una spinta alla porta del bagno, vide dei vecchi mobili, una nota fissata con il nastro adesivo a uno specchio sporco, che avvertiva di non bere l'acqua del rubinetto. Il bidet aveva una macchia gialla a forma di punto interrogativo incisa sullo smalto rovinato. Tir con forza la tenda della doccia, vide una piastrella rotta e un paio del tutto mancanti. Proprio un albergo orribile, si disse. Aveva dimenticato di chiudere la porta. Niente di pi.
Torn a letto e si distese, sent di avere un gran sonno, quando il ventilatore del soffitto si mise a girare sopra di lui. All'ultimo momento scacci il sonno e si rialz. Attravers la stanza e spinse una sedia contro la maniglia della porta.
Non ricevette nessun messaggio nemmeno mercoled mattina. Piet, che indossava jeans e maglietta e sembrava reduce da una sbornia, si sfregava furiosamente il petto per combattere il prurito.
Nick fece colazione vicino alla piscina. Solo altri due tavoli erano occupati. Una donna tedesca con la faccia rossa fumava e mangiava in silenzio. Nascosti in una nicchia, due uomini d'affari in abiti sgargianti leggevano i giornali. Nick ebbe la sensazione che lo guardassero.
Era stata la corrente d'aria generata dal ventilatore sul soffitto a svegliarlo, e forse anche la chiamata alla preghiera. In piedi davanti alla finestra, vedeva l'ombra di una palma proiettata su un muro dipinto di bianco. Non sapeva dove si trovasse la pianta reale - sapeva che non poteva trattarsi di una delle palme da dattero che crescevano sparpagliate attorno alla piscina nel cortile.
Da sapere tutto a non sapere niente. Ecco come si sentiva. Pi sapeva, meno sapeva.
Venere e Mercurio.
Mercurio significava qualcosa. Non poteva lasciar perdere, pensando alla reazione di Laverne quando aveva sentito la parola - quando aveva sentito dal registratore la reazione di Grossman alla parola. Non sapeva.
Oltre la finestra la citt si estendeva in ogni direzione, caotica e irregolare. Un milione di abitanti. Visto che non si pagavano le tasse sugli edifici non ancora completati, tutto era sempre in costruzione. Quando c'era stato Frank era diverso, la ville blanche era dieci volte pi piccola. Era arrivato al culmine di un'ondata di caldo - quarantasette anni, ma ancora magro e asciutto - neanche mezzo chilo in pi di carne', aveva poi scritto Beaton. La lotta con la pittura, la lotta contro l'ondata dell'astrattismo, l'aveva prosciugato. La noia di mandare avanti la casa con Grossman aveva aumentato il suo desiderio di novit.
Domande. Che cosa non sapeva Grossman?
C'era un disegno di Oujda incorniciato sopra il tavolo, dove avrebbe dovuto esserci lo specchio. Nick inser una fotografia nell'angolo della cornice: Reardon al pianoforte nel bar del Maniria nel '57. Poi un'altra, dello stesso anno - Reardon e Spira in un gruppo che includeva William Burroughs con una maschera, tutti in piedi sul terrazzo bianco di un tetto, nella Medina, al tramonto. C'era Elkhorn. Billy Flash, all'estrema destra del gruppo, porgeva qualcosa a qualcuno fuori cornice. Un uomo brutto, con i capelli folti e disordinati. Nick l'aveva sempre ignorato, come un degenerato legato all'ambiente equivoco di Spira ma, sapendo quello che sapeva adesso, e soprattutto pensando a quel momento nell'ascensore fracassato, si chiese quanto fosse effettivamente importante Elkhorn.
Aveva bisogno di sentirsi confermare l'episodio dell'ascensore. Era importante.
Guardando attraverso i vetri sporchi la moschea Mohammed V, un razzo dalla forma squadrata che puntava verso il cielo, cerc di non pensare al morso, al virus che forse si stava diffondendo nel suo corpo. Cerc di non pensare a Linda. Gli venne in mente di spedirle una cartolina. Voleva chiamare Miriam Florey per chiederle cosa ne pensava del pezzo Gli amanti di Spira'. Voleva fare un'altra telefonata a Barb, per sapere se c'era stato qualche ulteriore sviluppo dell'indagine sul ricatto, e per assicurarsi che le carte dei Taubmann rimanessero accessibili. Ma non c'era ragione di chiamare nessuno. Doveva restare in albergo e aspettare. Era quello che faceva: aspettare.
La stanza. Il rumore dei bambini che giocavano a pallone sul lungomare sopra il porto. La preghiera ad Allah al tramonto, mescolata alle grida dei bambini.
Gioved cominci a pensare che Reardon avesse cambiato idea. Bevve t alla menta e lesse il giornale francese, guardando gli altri clienti. Vedeva ogni giorno le stesse persone. La donna tedesca a volte consumava i pasti con un giovane. Ogni giorno uno diverso. Gli arabi sedevano nella loro nicchia, e non parlavano quasi mai. Ogni volta che Nick lo guardava, Piet si grattava il petto.
La sua pi grande paura era che Reardon avesse trovato il nome. O che Bittaker fosse gi arrivato a Tangeri e fosse finito nella trappola di Reardon. Non voleva vedere pi nessuno dei due. Gioved pomeriggio stava cercando di rilassarsi in piscina, quando all'improvviso non ne pot pi.
Fuori dall'albergo, faceva pi caldo. Era anche pi sporco; l'aria era piena dei gas di scarico delle automobili e del rumore assordante dei motorini. Discese dalla collina verso il Grand Socco, consapevole degli occhi che lo seguivano, quando gir in rue d'Amrique. Era sicuro, Reardon non avrebbe opposto alcuna obiezione se approfittava del soggiorno per fare qualche ricerca - qualcosa che almeno giustificasse il prezzo del biglietto aereo.
Il museo era proprio all'interno della Medina. L'ultima volta che era stato l, nel 1994, aveva passato un mese su un tavolo d'angolo della biblioteca, esaminando documenti e fotografie che risalivano agli anni Cinquanta.
Firm il libro dei visitatori, compil un paio di richieste di consultazione.
Aveva avuto modo di conoscere abbastanza bene il bibliotecario l'ultima volta che era stato l. Si chiamava Wolfgang ed era legato, in maniera oscura, in qualit di terzo cugino, al miliardario americano che aveva fondato la biblioteca. Austriaco-americano, Wolfgang aveva passato l'adolescenza in Alabama ed era arrivato a Tangeri per la prima volta negli anni Settanta. Era una sorta di sovrintendente, e aveva passato gli ultimi trent'anni a scrivere un libro su tre decenni di storia della citt. Un altro schiavo a caccia del definitivo.
Mi ricordo vagamente dell'episodio disse, battendo sul tavolo due raccoglitori ad anelli di plastica sformati. Ci fu una revisione generale delle norme di sicurezza degli ascensori nella primavera del '58. Venne abbozzata una legge.
Nick apr la prima delle cartellette e cominci a scartabellare i documenti ufficiali.
Un'ora dopo era ancora l, a trascrivere e prendere appunti con calma. I risultati erano pochi: linguaggio giuridico arido e noioso, uso del francese o dell'arabo, illeggibile per Nick. Tuttavia provavano che si era sviluppato un dibattito, che le autorit cittadine avevano ritenuto serio introdurre nuove leggi.
Richiese alcuni ritagli di giornale dell'ottobre 1957, trov quasi immediatamente un articolo su Le Matin - un resoconto elaborato, ma vago, dell'incidente dell'ascensore al Petit Socco. La maggior parte dell'articolo era occupato dalle lodi dei servizi di emergenza, che venivano descritti come eroici' e intrepidi'. Venivano riportati i nomi delle due vittime, una giovane madre e il suo bambino, che abitavano sul posto.
L'incidente era andato esattamente come Reardon l'aveva descritto.
Wolfgang torn nel tardo pomeriggio e sistem sul tavolo una lampada. Era un uomo piccolo e asciutto, con una faccia simpatica. Gironzol per un po', organizzando i ritagli, lamentandosi della polvere; a Nick sembrava che sperasse in una breve interruzione nella monotonia della giornata.
Nick gli raccont che Billy Elkhorn aveva portato Frank Spira a guardare l'ascensore fracassato al Petit Socco, e con molta probabilit l'incidente aveva ispirato un dipinto.
Ah, s. Wolfgang avvicin una sedia e si sedette. Billy Elkhorn. Finito in galera.
Maggio '67 disse Nick. Mostr i genitali ad alcune donne sulla passeggiata.
S, la figlia di un ministro e la sua governante francese precis Wolfgang, sempre pronto ad aggiungere qualche dettaglio supplementare. Era una delle poche persone conosciute da Nick che condividesse la sua passione per i dettagli. Sua figlia, Betina... mi disse che veniva trattato male. Le guardie lo picchiavano in una maniera terribile. Sa quello che fanno alle piante dei piedi. Quando lei era andata a trovarlo, aveva raggiunto la sala visite sulle ginocchia. E le guardie ridevano.
Vive ancora qui, la figlia?
Ha ancora una casa qui. Non proprio qui, ma ad Asilah, lungo la costa. Una di quelle case nella zona protetta dai muraglioni.  venuta qui, oh, forse un anno fa. Un po' timbre. Matta. Si picchiett la tempia con un dito.  sui cinquanta adesso. Pensa che suo padre debba ottenere un maggiore riconoscimento.
Riconoscimento per cosa?
Wolfgang alz le mani.
Oh, non so. Perch vendeva la droga a tutti gli intellettuali. Mi ha detto che senza suo padre non avremmo avuto Il pasto nudo.
Rise dietro la mano piccola e rugosa.
Mi ha portato delle cose. Le ho fatto presente che ne abbiamo gi cos tante, ma ha insistito perch le prendessi. Tutta la roba che c' in questi contenitori. C' un album cos. Modell uno spessore di circa otto centimetri con le dita. Fotografie, lettere, cartoline, menu, una collezione di disegni - motivi per tatuaggi.
Tatuaggi?
Billy aveva un grosso album. Forse potrebbe interessarle. Fece segno con un dito. Quella era una cosa che non sapevo.
Cosa?
Il soprannome di Billy. Avevo sempre pensato che derivasse dal fatto che fosse appariscente o, per cos dire, vistoso.
Nick scosse il capo, senza capire.
Be', evidentemente non era affatto per quello. Era per la sua collezione. La gente sapeva del suo interesse nel campo, e gli inviava materiale da tutto il mondo. Da copiare, intendo. Dal Messico, dal Giappone, dalla Polinesia, sa.
Flash nel senso di copione?
 proprio la parola giusta. Quando si gestisce uno di quei negozi, si tiene un catalogo con tutti i disegni che si possono riprodurre. Il cliente dice che vuole un'aquila che afferra un serpente, e lui gli mostra l'elenco degli uccelli predatori. Venga, le faccio vedere.
Nick lo segu in un'altra parte dell'edificio, lo guard frugare in un mucchio di vecchie scatole. La roba di Betina mandava un cattivo odore. Polvere, pelle conciata, odori fruttati di decomposizione. Infine, Wolfgang comparve con un album. Della carta velina macchiata separava le pagine rigide.
Ancore, disse Wolfgang, girando una pagina pugnali, vergini piangenti, donne nude. Forse un po' squallido, ma anche affascinante.
Si volt, sorridendo, e questa volta dimentic di coprirsi i denti.

23
Era come la scena di un crimine, in cui i giornalisti erano passati sotto il nastro e lasciavano ovunque le tracce nel fango, distruggendo le prove con la loro ricerca di storie da raccontare.
Nelle settimane successive all'omicidio di Grossman, Eugene si sent sempre meno in grado di controllare la situazione, perch i giornalisti, di un tipo o dell'altro - a partire da Nicky Greer - erano tornati all'assalto per ulteriori approfondimenti sul Delitto nel mercato dell'arte' e si erano dati da fare. Sulle pagine dell'Inquirer e del Post erano comparsi dei commenti sulle connessioni di Spira, che facevano ipotesi prive di fondamento su dipinti mancanti e collezionisti corrotti, finch alla fine, gioved pomeriggio sul tardi, il procuratore distrettuale in persona, Walter Hirshorn, appoggiandosi alla sedia girevole, aveva chiesto di essere informato sull'Incarnazione e su ogni possibile legame dell'opera misteriosa con l'omicidio.
Eugene e Ray erano saliti da Hirshorn per fargli sapere come andavano le cose - come, per quel che riguardava gli indizi, avevano rinvenuto delle fibre sul luogo del crimine che sembravano chiamare in causa Buffy Allen, l'uomo che faceva jogging; avevano rilevato un paio di tracce sul telefono della camera d'albergo di Nicky Greer - impronte che fino ad allora non avevano fornito alcuna corrispondenza con personale dell'albergo ma neppure con qualunque dei loro database - e uno zaino, macchiato di quello che il laboratorio aveva confermato essere il sangue della vittima.
Tutto qui? disse Hirshorn, fissando le grosse dimensioni del fascicolo. Ovviamente faceva fatica a credere che fosse venuto fuori cos poco da cos tanto materiale. Il tuo vice non ha dato il via libera a una ricerca alla stazione della metropolitana di East Broadway?
Un sottopassaggio fuori East Broadway, corresse Eugene il sottopassaggio in cui il poliziotto della stradale ha rinvenuto lo zaino. S, l'ha fatto. Ci siamo andati due giorni fa. Senza trovare niente. Ma non significa che non ci sia niente l sotto, naturalmente. Ma sai com', Walter. I topi trascinano la roba per chilometri, se non la mangiano addirittura.
Hirshorn guard Eugene da sopra gli occhiali.
E tu hai dei testimoni disse.
Abbiamo seguito quattro piste diverse. Eugene piant una mano sulla cartella, rendendo chiaro che, indipendentemente dai risultati, si erano dati da fare per guadagnarsi la busta paga. Luned 13, marted 14, e poi una settimana dopo, intorno all'ora della morte stabilita dal medico legale. Abbiamo esaminato Ludlow e Broome di nuovo, pi i treni della linea F.
Avevano viaggiato verso Coney Island e Forest Hills nella calca dell'ora di punta, nella speranza che qualcun altro avesse visto l'uomo con gli occhi spettrali incontrato dalla Titunik.
E...?
Abbiamo smesso. Finch non ci saranno ulteriori novit, ci concentriamo su Buffy Allen, Anna Titunik e Nick Greer, lo scrittore.
Hirshorn protese il labbro inferiore, poi tir via l'elastico dalla cartelletta.
Nei successivi venti minuti esamin le dichiarazioni firmate dei testimoni, suddividendole come avrebbe fatto un avvocato della difesa. La Titunik rispondeva a una strategia messa in atto dal Dipartimento; visto che la metropolitana trasportava ogni giorno milioni di persone, probabilmente il 13 luglio nelle gallerie erano passati diversi uomini quasi calvi e con gli occhi pallidi. Il fatto che fossero stati riportati altri ventitr avvistamenti dell'assassino, fino a Los Angeles e New Orleans, serviva soltanto a incrinare ulteriormente la sua testimonianza. Le somiglianze generavano somiglianze - persone che assomigliavano all'assassino, ma che non lo erano. Era assiomatico. Quanto a Buffy, lui aveva visto un uomo con il cappuccio a venticinque metri di distanza. Anche se fosse stato l'assassino, non sarebbe mai stato capace di indicarlo in tribunale. Sarebbe stato meglio non farsi nemmeno avanti.
Dunque, concentriamoci su questo tizio, Greer osserv Hirshorn. Si tolse gli occhiali e si massaggi il dorso del naso. Intercettazioni telefoniche, dipinti scomparsi, un assassino che finge di essere un funzionario di polizia, solo per divertimento. Riesci a vederci una logica, Eugene?
Nel classificatore, Greer occupava un grosso pacco di fogli scritti fittamente. C'era la trascrizione dell'interrogatorio di Greer a Grossman, la trascrizione dell'intervista di due giorni dopo alla stazione di polizia, e poi ritagli del New York Times, il pi recente datato domenica 6 luglio, in cui Greer sviluppava il tema Grossman-Reardon in un articolo intitolato Gli amanti di Spira.' Il pezzo si concentrava sugli incontri principali e sui loro epiloghi squallidi, ma Greer riusciva anche ad accennare ai sei anni di sforzi per scoprire la verit, alla sua intervista a Grossman, la lotta successiva, il morso, la visita di Bittaker alla sua camera d'albergo e l'estremo interesse del Dipartimento di Polizia di New York per la vera identit del bit taker, colui che prende dei pezzetti.' Era stato dopo l'apparizione dell'articolo sul Times che quegli stupidi giornalisti d'arte avevano cominciato a chiamare, chiedendo a Eugene se stava seguendo la pista dell'Incarnazione' e se aveva parlato con qualcuno dei cultori di Spira'.
Un cretino di nome Tony Shearer di Canale 1 Notizie l'aveva chiamato per ricordargli che Oscar Nagel, abitante a Soho, a solo un paio di isolati dal Settimo Distretto, era ritenuto il possessore della pi grande collezione di Spira degli Stati Uniti, se non del mondo intero, e sicuramente andava consultato, mentre una dipendente del New York Post aveva chiesto se sarebbe andato alla vendita dei dipinti di Laverne Taubmann, che sicuramente doveva includere alcune delle opere maggiori di Spira. Voleva anche la sua opinione sulla recente morte di Laverne: era, in qualche modo, sospetta, era, in qualche modo, collegata? Le richieste erano tutte abbastanza generiche. Era il genere di cose che, nel normale evolversi degli eventi, avrebbe passato a quei poveri cialtroni impegnati nelle relazioni con la stampa, ma stavolta aveva ascoltato con attenzione, e alla fine aveva cominciato a porsi alcune domande d'arte per conto suo.
Tutto quello che posso vedere  la presenza di diverse persone qui intorno: pensano che Grossman conoscesse il suo assassino disse Eugene. L'unico a non crederci  Oscar Nagel.
In che senso?
Per lui Grossman era fondamentalmente un drogato, e se n'era andato dalla clinica perch quelle sono le cose che fanno le persone fuori di testa. Pensa anche che tutta la storia dell'Incarnazione sia una stronzata.
Eugene cerc nella cartelletta e tir fuori gli appunti dell'interrogatorio a Nagel.
Bla-bla-bla - chiesto a Nagel se non era mai stato incuriosito dall'Incarnazione, ha risposto che c'erano state diverse congetture negli anni Settanta sul momento in cui Grossman era scomparso. Ha detto che loro' alz gli occhi dai fogli intendendo i collezionisti dell'opera di Spira, pensavano tutti che ce l'avesse Max.
Max Taubmann.
S. Sua moglie era andata a Tangeri nel '57, e si era ipotizzato che l'avesse acquisita per il marito. Ma... Eugene rimise a fuoco gli appunti Nagel ha detto che, se anche Max l'avesse avuta, non l'aveva mai detto a nessuno, e quello non era certo il suo modo di fare. Max era sempre molto generoso, faceva prestiti ai musei eccetera, e allo stesso modo accoglieva la gente a casa sua - studiosi, storici, amici. Dunque, se l'avesse avuta, noi l'avremmo saputo.
Eugene rimise gli appunti sulla pila dei documenti, pieg gli angoli della bocca verso il basso.
Hirshorn reclin la testa da un lato.
Che cosa ti preoccupa, Eugene?
Quel tizio, Nagel rispose Raymond.
Ha una fila di dipinti sulle pareti disse Eugene. Teste urlanti. Una serie. Dipinti che valgono milioni di dollari. In ogni modo, mentre noi li guardiamo, lui ci racconta come li ha acquistati nel lontano 1947; sono stati il suo primo grande acquisto. C'erano sette dipinti in quella mostra, e lui aveva preso tre delle opere principali pi quel dipinto particolare che era stato venduto come uno studio. E sai che cosa dice? Mentre guardiamo quello studio, dice, Chiaramente questa testa non  uno studio, ma un altro urlo perfetto.'
Un urlo perfetto ripet Raymond, scuotendo la testa.
Perci ho detto che non ero sicuro di cosa fosse. Gli ho raccontato che nel nostro tipo di lavoro vediamo una gran quantit di urli, e non ho mai pensato a uno di essi come a qualcosa di perfetto.
Questa gente  davvero malata comment Raymond.  come dire: non so molto della tortura, ma so quello che mi piace.
Hirshorn annu, e chiuse la cartelletta.
S,  stata un'esperienza davvero istruttiva osserv Eugene. Parte di quella esperienza aveva comportato un giro in libreria mercoled pomeriggio prima dell'inizio del turno, un paio d'ore in poltrona a sfogliare libri d'arte patinati, quasi addormentandosi davanti a qualche fottuto dipinto pieno di macchie che gli esperti consideravano un capolavoro. Sodomia, tossici che si fanno sul cesso, facce che sembrano passate in un frullatore.
Hirshorn si girava i pollici.
Perci si tratta di questo, chiese arte?
Arte, furto d'arte - soldi che, in un modo o nell'altro, ne sono alla base rispose Eugene. Non so. Da quello che sento, da quello che leggo, Spira ha perso diversi dipinti in vita sua. I cosiddetti amici gli prendevano i dipinti per pagare i debiti. Spira stesso aveva venduto dei dipinti sotto banco per evitare di pagare il suo agente, o le tasse, dipinti per cui aveva gi ricevuto i soldi. Questi dipinti, se venissero alla luce, sarebbero oggetto di liti giudiziarie. E la posta in gioco  alta. Un paio di settimane fa uno Spira  stato venduto a Londra per tre milioni di dollari.
Hirshorn alz le sopracciglia, formando delle rughe profonde.
Diciamo che Grossman sapeva di un dipinto, continu Eugene sapeva dov'era, sapeva che il tizio che lo possedeva non ne aveva il diritto.
Ma Eugene, quello che  stato fatto al corpo - quel tizio deve essere uno psicopatico, no?
Forse  quello che vogliono farci credere osserv Eugene. Tutto quello che voglio dire ... Attenzione, c' un fatto maledettamente importante, e non puoi non prenderlo in considerazione: l'assassino, quello che doveva essere l'assassino,  andato a trovare Greer subito dopo l'omicidio. Un paio d'ore dopo aver fatto a pezzi Grossman, eccolo nella camera di Nicky Greer. E di che cosa vuole parlare? Vuole sapere quello che ha detto Grossman. Devi chiederti perch.
Penso al corpo intervenne Hirshorn. Guard Raymond. Mi pare che l'assassino debba aver impiegato parecchio tempo per fare quello che ha fatto. Forse dieci minuti, forse di pi. Perch non limitarsi a tagliargli la gola e andarsene? Se era una sorta di messinscena, voglio dire?
 un problema, comment Eugene. Ma diciamo - per amore di discussione - diciamo che l'assassino  una specie di sociopatico. Che profilo ha? Organizzato, attento, freddo. Incredibilmente freddo. Semplicemente entra e lo uccide. Si diverte con il corpo. Nessuno sente niente. C' sangue dappertutto, ma esce pulito. Parliamo di qualcuno che l'ha gi fatto prima. Chi ha stilato il profilo dice che ha circa trentacinque anni, forse di pi. Bene, c'erano delle tracce assai significative in questo caso, per non parlare del modus operandi. Elementi che qualsiasi poliziotto della sezione omicidi inserisce nel modulo del Programma Crimini Violenti, se  abbastanza sfortunato perch gliene capiti uno. Dunque come mai non abbiamo avuto nessun risultato? Come mai tutti i dati che abbiamo immesso nel Programma Aree Alta Intensit Traffico di Droga non hanno fatto suonare nessun campanello?
Forse nasconde il corpo, di solito osserv Hirshorn. Forse le sue vittime non sono mai state ritrovate. Forse il tizio  straniero. Come quell'austriaco, Unterweger, che ha ucciso le donne a Los Angeles. Irritato, scroll la testa e si rivolse a Raymond.
Che cosa ne pensi, Ray?
Sono d'accordo con Eugene. Il modo di pensare degli assassini seriali ci crea notevoli problemi. C' pi di quanto sembri. Stiamo cercando di capire senza conoscere tutti i fatti.
Allora, cosa facciamo?
Mi piacerebbe parlare ancora con Greer. Spremerlo un po' di pi. Era l quel pomeriggio. Ha avuto una zuffa con Grossman, cos ha riferito. Si  ritrovato con la mano morsicata. E la cosa pi strana di tutto ci? La pi difficile da credere? Voglio dire, la visita alla camera d'albergo dopo l'omicidio? Quella  basata solamente sulla testimonianza di Greer. Nessuno ha visto il tizio entrare nell'albergo o andare via. Abbiamo mostrato a tutti il disegno. Ho chiesto a un addetto del personale se erano molto occupati quella sera intorno alle otto, l'ora in cui, secondo Greer,  arrivato Bittaker, e mi ha risposto che la situazione era abbastanza tranquilla. Ora, l'atrio del Beacon  piuttosto piccolo. Non credo che si possa entrare senza essere visti.
Perci pensi che Greer menta a proposito della visita?
Non so, Walter. Non so nemmeno perch ci fosse una microspia telefonica costosissima sotto il suo letto. Ma so di certo che mi piacerebbe chiederglielo.
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FINE Parte 1.